giovedì 19 luglio 2012

il procuratore di Lanusei Domenico Fiordalisi
www.unionesarda.it

Tutti ammessi o quasi. Dal processo per i veleni di Quirra restano fuori solo le associazioni ambientaliste, i comitati e tutti gli enti portatori di interessi diffusi, ovvero coloro che secondo il giudice non hanno alcun titolo per chiedere un risarcimento in merito al disastro ambientale provocato, secondo il procuratore capo della Repubblica di Lanusei, Domenico Fiordalisi, dalle guerre simulate nel quadrato militare di Quirra.

VENTO DI VELENI 

La decisione del giudice dell'udienza preliminare, Nicola Clivio, è arrivata ieri pomeriggio, al termine di un'udienza fiume durante la quale sono state depositate ventiquattro nuove richieste di costituzioni di parte civile, tra le altre c'è anche quella del Comune di Escalaplano e quello di Ballao che avanza il diritto (riconosciuto dal gup) di poter chiedere i danni anche solo per le presunte polveri tossiche portate dal vento sul cielo del centro abitato. Nulla da fare, invece, per Sardigna Natzione, Legambiente, Wwf, il comitato Gettiamo le basi, Gruppo di intervento giuridico e Su Giassu, vale a dire le associazioni che avrebbero voluto partecipare al processo perchè parti in causa di un eventuale danno ambientale.
 
I MOTIVI 

«Spetta esclusivamente allo Stato (e, in particolare, al Ministero dell'Ambiente) la legittimazione a costituirsi parte civile per i reati contro l'Ambiente», spiega il giudice nel provvedimento letto nell'aula al terzo piano del palazzo di giustizia di Lanusei. Dal Ministero dell'Ambiente, (indicato dal pubblico ministero tra le parti offese), però, nessun segnale. Dunque, alla fine della seconda udienza dal gup, la vicenda giudiziaria sui veleni sprigionati nel poligono di Perdasdefogu e nel distaccamento di Capo San Lorenzo è a un punto cruciale. Se il giudice dovesse decidere di rinviare a giudizio tutti o una parte delle venti persone indagate, saranno più di cinquanta le persone fisiche e giuridiche autorizzate a chiedere i danni. Il prossimo appuntamento in aula, fissato per il 31 luglio, servirà proprio a individuare i nomi dei responsabili civili, vale a dire dei soggetti che in caso di condanna saranno chiamati a pagare il conto presentato dalle vittime. 



Non si sono ancora presentati la Regione Sardegna e Perdasdefogu.
Anche questa mattina nessun rappresentante della Regione Sardegna si è presentato davanti al Gup di Lanusei, Nicola Clivio, per chiedere la costituzione di parte civile al processo per i cosiddetti "Veleni di Quirra".


Nemmeno il comune di Perdasdefogu ha avanzato richiesta in tal senso, ma in questo caso ci sarebbero questioni di opportunità politica considerato il fatto che l'amministrazione è cambiata da poche settimane e la nuova maggioranza sta valutando l'intera vicenda anche perché fra gli indagati c'è l'ex sindaco. Intanto altri soggetti si sono aggiunti nelle richieste di parte civile ai 15 della prima udienza quando si costituirono la Provincia di Cagliari, alcuni Comuni, la Asl 4 di Lanusei, Legambiente, il Comitato Gettiamo le basi e un gruppo di pastori, alcuni aderenti alla Coldiretti.


Oggi hanno presentato l'istanza anche una decina di allevatori di Tertenia e Villaputzu (complessivamente ora gli allevatori sono 25) e alcune associazioni. Il giudice si è riservato, comunque, la decisione sulle richieste ed ha rinviato l'udienza al 25 luglio. Per quel giorno, però, è fissata un'astensione dai dibattimenti degli avvocati, per cui è presumibile che l'udienza slitti ad altra data. Il Gup del Tribunale ogliastrino dovrà decidere sui 20 rinvii a giudizio chiesti dal pm Domenico Fiordalisi al termine delle indagini per disastro ambientale nell'area del Poligono sperimentale interforze del Salto di Quirra.




COMUNICATO di SARDIGNA NATZIONE 


UDIENZA PELIMINARE PROCESSO PER I VELENI DI QUIRRA

Sardigna Natzione Indipendentzia che, come prevede lo statuto, è da sempre impegnata nella difesa della gente e del territorio della Sardegna, non solo dall’uso coloniale che ne fa lo stato italiano ma anche da ogni tipo di aggressione che possa comprometterne la salute dell’ambiente de dei cittadini, il 20 giugno, all’udienza preliminare del processo contro i 20 indagati per i veleni di Quirra, tramite l’avvocato Chicco Paolini, si era costituita parte civile.

Con le seguenti motivazioni:

1)      La gente sarda che si riconosce in SNI e tutto il popolo sardo hanno subito danni, alla salute, alle potenzialità economiche, alla stabilità psicologica per base-dipendenza, alla stabilità sociale per ingenerati contrasti all’interno delle comunità, per causa dell’uso indebito del poligono di Quirra che ha comportato accumulo sul territorio, e non solo, di imponenti quantitativi di rifiuti speciali di ogni tipo, l’accertata presenza di sostanze tossiche, di polveri generate dalle combustioni eseguite all’interno del Poligono, tali da ricondurre il fatto  all’ipotesi delittuosa del “disastro”.  

2)      Ogni abitante della Sardegna, anche non domiciliato nei territori prossimi al poligono di Quirra, può subire danni dall’uso indebito dello stesso, in quanto,  le polveri, contenenti anche uranio impoverito ed altri metalli pesanti,  generate dalle esplosioni di proiettili a frammentazione e sublimazione sono talmente sottili, nano particelle, che trasportate facilmente dal vento per molti chilometri e filtrate  negli alimenti prodotti nella zona e nelle acque, possono essere state respirate o ingerite da qualunque sardo.

Il GUP, giudice di udienza preliminare, ha rigettato la costituzione di parte civile di SNI,  Gettiamo le Basi, Su Zassu, WWF ed altri movimenti ambientalisti non ritenendoli direttamente coinvolti nei fatti oggetto di giudizio. 

SNI, ritiene che il GUP, non riconoscendo il coinvolgimento diretto di ogni cittadino sardo nel pregiudizio alla salute causato dall’uso indebito del territorio da parte del poligono di Quirra, abbia leso in modo grave il sacro diritto alla salute di ogni individuo nonché l’altrettanto sacro diritto   dei sardi, viventi e futuri, di tutelare del loro territorio.

In difesa e VARDIANIA di tali diritti SNI, preso atto del dispositivo di esclusione in sede preliminare, si costituirà nuovamente parte civile in sede processuale.  

NUGORO 20-07-2012        
  anno151° D.I.                                                

BUSTIANU CUMPOSTU
                                                                                                            COORDINADORE NATZIONALE




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