mercoledì 29 agosto 2012


MOVIMENTO 

“TERRA LIBERA” 

Il Popolo Sardo, prende atto della gestione fallimentare dello Stato Italiano, nei confronti della Sardegna. 

La Nazione Sarda, è stata considerata dallo Stato Italiano, da oltre 70 anni, “Terra idonea” per la collocazione di Siti Militari e Siti Industriali. In tutti questi decenni, non è stata presa a tutela dell’ambiente e della salute degli abitanti, alcuna precauzione.. 

Lo Stato Italiano, si è limitato a dare una contropartita in termini di numeri di posti di lavoro, senza salvaguardare l’ambiente e la salute dei suoi abitanti.


Ora si tirano le somme, e si capisce l’entità dei danni fatti. Si capisce anche che è impossibile poter procedere a bonificare le terre sarde compromesse. 

 Chi potrà mai rimettere a posto le cose? 

Pagheranno mai coloro che nei decenni sono stati gli artefici di questi massacri ambientali? 

 In America le are utilizzate per le Basi Militari, dopo 30 anni vengono recintate, e diventano Zona di divieto perenne. 


Queste aree, vengono considerate “AREE DÌ SACRIFICIO NAZIONALE”. 

Questo deve diventare la Sardegna? 

Il Popolo Sardo non ci sta!!

Che valore si può dare alla vita dei sardi che negli anni sono morti per via dei veleni importati da oltremare? 


Che valore si può dare per il danno causato alle terre occupate da basi militari e fabbriche altamente inquinanti? 


DANNO Incalcolabile!! 

SI PRENDE QUINDI ATTO DEL FALLIMENTO GESTIONALE DEL TERRITORIO SARDO DA PARTE DELLO STATO ITALIANO IL POPOLO SARDO UNICO E SOVRANO, A SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE DEI SARDI, DENUNCIA LA GRANDE PREOCCUPAZIONE PER LO STATO DÌ ALTO INQUINAMENTO PRESENTE NEL TERRITORIO DELLA NAZIONE SARDA. SI COMUNICA PERTANTO ALLO STATO ITALIANO, CHE IL POPOLO SARDO RIPRENDE POSSESSO DELLA PROPRIA NAZIONE, CONSIDERANDO IL DANNO SUBITO COME CREDITO NEI CONFRONTI DELLO STATO ITALIANO. 

Dal 01 gennaio 2013, i Sardi non saranno più in condizioni economiche tali, da poter versare imposta o tasse, nelle casse del Governo Italiano, poiché le ultime risorse saranno indispensabili per rilanciare l’imprenditoria Sarda. 

 Si fa presente inoltre, che restano ancora in quota alla Nazione Sarda, le somme non ancora versate dallo Stato Italiano alla Regione Sardegna, che ammontano a oltre 10 miliardi di euro (restituzione della percentuale di tasse pagate dai Sardi da rendere alla RAS). 

 Vista la crisi economica in atto, la Sardegna sceglie di puntare su un Piano di Sviluppo che coinvolga tutta la Piccola e Media Impresa Sarda. 
Turismo, Commercio e Artigianato saranno le attività principali su cui puntare per riuscire a dare ossigeno alle aziende Sarde. 

Si dovranno anche stabilire quanto prima i tempi di smantellamento, chiusura e bonifica, dei siti altamente inquinati (militari e industriali), lasciando l’utilizzo temporaneo dei Siti fino alla chiusura, ma con l’avvio dei lavori riguardanti le opere di bonifica ambientale.

Il Coordinatore Giuseppe Marini 

 E' incredibile che si sia arrivati a questi livelli. In realtà cosa sta accadendo? 


I SARDI, STANNO MANIFESTANDO, PERCHE' CHIEDONO CON FORZA CHE LE AZIENDE INQUINANTI (che da anni li ammazzano con il cancro), CONTINUINO AD OPERARE PER GARANTIRE GLI STIPENDI! CANCRO IN CAMBIO DI BUSTE PAGA!!!

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