venerdì 21 settembre 2012


Saremar, ultimatum di Cappellacci
Lorenzo Piras
unionesarda.it
Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci
La legge sulla Flotta sarda sarà un banco di prova decisivo per la maggioranza di centrodestra. Lo dicono con chiarezza i capigruppo delle forze dell'alleanza, seppur con distinguo e le specificazioni di circostanza, lo conferma senza mezzi termini il governatore Ugo Cappellacci. 

L'AFFONDO 

È di ieri, al rientro dal vertice romano sul futuro dello stabilimento Alcoa di Portovesme, l'affondo del presidente della Regione. Sintesi del concetto: «O si sta con i sardi oppure dalla parte della lobby degli armatori». Insomma, dentro o fuori: su un tema di questa portata, che incide sul futuro del trasporto marittimo da e per la Sardegna, «non possono esserci riserve mentali né dubbi». Avviso ai naviganti: è in gioco la prosecuzione della legislatura. L'imminente discussione della legge, dopo l'incidente della mozione sulla Carbosulcis, con la Giunta finita sotto in Aula non più tardi di martedì, induce Cappellacci ad alcune considerazioni forti, che confermano implicitamente l'ipotesi - senz'altro remota, ma non impossibile - di una fine anticipata del mandato. Il presidente della Regione fa intuire che la partita è decisiva. Il suo è un ultimatum: «I cittadini hanno piena coscienza della condotta seguita dalle principali compagnie di navigazione e dalla conseguente lotta intrapresa dalla Regione Sardegna. Una lotta contro quel sistema Tirrenia che ha mortificato per decenni il diritto alla mobilità dei sardi e compresso le opportunità di crescita della nostra economia». 
Ancora: «Le caramelle mediatiche lanciate in questi giorni dai signori del mare al nostro popolo non fanno dimenticare anni di soprusi, di inefficienze, di standard qualitativi bassi e tariffe alte. Siamo chiamati a scelte forti, coraggiose, di rottura. Dinanzi a noi», ha aggiunto il governatore, «vi è un gruppo di interesse molto forte economicamente e influente nel mondo politico. Qualsiasi forma di sudditanza o di arrendevolezza sarebbe letale per gli interessi della nostra Isola». 


L'APPELLO 

La conclusione sembra contenere la linea del presidente: «Occorre andare avanti con determinazione. I chiarimenti in politica sono sempre opportuni, ma sul fine, quello di liberare la Sardegna da un cappio, non possono esserci dubbi», chiude Cappellacci, «né riserve mentali di alcun tipo».
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