sabato 6 ottobre 2012

Doddore Meloni: arrivare al 30% in Consiglio
Roberta Floris
unionesarda.it

L'obiettivo è l'indipendentismo della Sardegna. Lo strumento le Regionali del 2014. Doddore Meloni, leader di Malu Entu, ha presentato, ieri, la nuova carta di identità per la nascita della repubblica autonoma dell'Isola. Nome: Movimentu europeu rinaschida sarda (Meris, che in sardo vuol dire padroni).  AUTOGOVERNO Simbolo: l'albero sradicato di Eleonora d'Arborea (emblema dei sardi che si sono formati da soli, senza l'aiuto di nessuno) con i quattro mori senza benda. Segni particolari: lo slogan che recita «padroni in casa nostra». Finalità: raggiungere il 30 per cento dei voti alle prossime elezioni regionali nel 2014. «Dobbiamo autogovernarci. Riprendiamoci il diritto di casa nostra. Gli indipendentisti, oggi come oggi, non raggiungono il 10 per cento in Consiglio regionale, ma se aderissero al Movimento si potrebbe superare il 30», sottolinea Doddore. In piena battaglia legale per veder riconosciuto il diritto al referendum consultivo - bocciato dall'Ufficio regionale - Meloni punta a presentarsi alle urne con la sua nuova arma indipendentista: Meris. «È un contenitore trasversale pronto ad accogliere chiunque (tranne i riciclati) voglia veder nascere la repubblica autonoma nell'Isola. Rappresenta il voto effettivo sull'indipendenza». 
Meris.. Movimentu Europeu Rinaschida Sarda
INDIPENDENZA Indipendenza che, precisa, non va confusa con l'isolamento: «Indipendenza vuol dire apertura verso l'Europa, e porta all'autonomia legislativa». 
Doddore non risparmia, poi, critiche ai sardi, «mosche cocchiere»: «Non è colpa dei politici se l'Isola è attanagliata dalla crisi, ma dei cittadini che hanno scelto queste persone a rappresentarli. La Sardegna sta diventando una colonia moderna, preda di ogni avventuriero che viene». 
TURISMO E TRASPORTI Meloni punta i riflettori sui nodi da sciogliere: turismo, trasporti e disoccupazione giovanile: «Dobbiamo essere noi ad andare a prendere i turisti. Gli aeroporti e i porti dei nostri vicini di casa, Corsica e Spagna, funzionano molto meglio e con tariffe più basse». Rivendica la paternità della flotta sarda: «Avremmo potuto acquistare, tutti insieme, le quote della Tirrenia, creando 50 mila posti di lavoro in più. Invece da noi i giovani fuggono a caccia di fortuna altrove». E invita i sardi a dare un suffragio a se stessi. «Solo così da Roma incominceranno a preoccuparsi. Anzi lo hanno già fatto perché mi hanno arrestato». Il leader di Meris, arrestato in agosto per evasione fiscale (5 milioni di euro) conclude: «Pago le tasse, ma in forma indiretta».

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