lunedì 26 novembre 2012

Analisi dettagliata della propaganda delle Forze di Difesa di Israele: i numeri dietro gli attacchi con i razzi



Phan Nguyen
Tradotto da  Curzio Bettio


In questo breve studio, vengono analizzate le tante cifre prodotte dall’esercito di Israele relative agli attacchi con razzi da Gaza contro Israele. Per iniziare, i portavoce israeliani spesso ricordano al mondo che un milione di cittadini israeliani si trovano nel raggio di azione dei razzi di Gaza, 12.000 dei quali sono stati sparati contro Israele negli ultimi dodici anni, infliggendo migliaia di feriti e diversi morti.   Tuttavia, raramente ci è stato detto esattamente quante persone sono state uccise da questi attacchi missilistici.

Il calcolo delle morti
Di seguito è riportato un elenco di tutte le vittime degli attacchi con razzi e mortai condotti dalla Striscia di Gaza contro Israele durante tutta la vicenda di questi attacchi.
Nel corso degli anni di lanci di razzi contro Israele, complessivamente sono state uccise 26 persone.
Vittime degli attacchi con razzi e mortai contro Israele dalla Striscia di Gaza 
Data dell’attacco
Nome
Età
Località
Arma
2004.06.28
Mordechai Yosephov
49
Sderot
Qassam
2004.06.28
Afik Ohion Zehavi
4
Sderot
Qassam
2004.09.29
Yuval Abebeh
4
Sderot
Qassam
2004.09.29
Dorit (Masarat) Benisian
2
Sderot
Qassam
2005.01.15
Ayala-Haya Abukasis
17
Sderot
Qassam
2005.07.15
Dana Gelkowitz
22
Moshav Nativ Ha‘asara
Qassam
2006.03.28
Salam Ziadin*
?
Nahal Oz
Qassam
2006.03.28
Khalid Ziadin*
16
Nahal Oz
Qassam
2006.11.15
Faina Slutzker
57
Sderot
Qassam
2006.11.21
Yaakov Yaakobov
43
Sderot
Qassam
2007.05.21
Shirel Friedman
32
Sderot
Qassam
2007.05.27
Oshri Oz
36
Sderot
Qassam
2008.02.27
Roni Yihye
47
Sderot
Qassam
2008.05.09
Jimmy Kedoshim
48
Kibbutz Kfar Aza
mortaio
2008.05.12
Shuli Katz
70
Moshav Yesha
Qassam
2008.06.05
Amnon Rosenberg
51
Kibbutz Nir-Oz
mortaio
2008.12.27
Beber Vaknin
58
Netivot
Qassam
2008.12.29
Lutfi Nasraladin*
38
IDF base near Nahal Oz
mortaio
2008.12.29
Irit Sheetrit
39
Ashdod
Grad
2008.12.29
Hani al Mahdi*
27
Ashkelon
Grad
2010.03.18
Manee Singueanphon*
30
Moshav Nativ Ha‘asara
Qassam
2011.08.20
Yossi Shushan
38
Be’er sheva
Grad
2011.10.29
Moshe Ami
56
Ashkelon
Grad
2012.11.15
Yitzchak Amsalem
24
Kiryat Malachi
missile
2012.11.15
Mira Sharf
25
Kiryat Malachi
missile
2012.11.15
Aharon Smadja
49
Kiryat Malachi
missile
Numero complessivo dei morti nella vicenda degli attacchi  con razzi e mortai da Gaza contro Israele: 26 
Operazione  “Piombo Fuso”: 27 dicembre 2008–18 gennaio 2009
Operazione “Colonna di nuvola- Pilastro di difesa”: 14 novembre 2012
Note sulla tabella delle vittime per colpi di razzo e di mortaio.
Le fonti comprendono, ma non si limitano a, Ministero israeliano degli Affari Esteri, Ufficio del primo ministro di Israele, Progetto Israele, “Jerusalem Post”, “B’Tselem”, e numerosi articoli di stampa. Come punti di riferimento sono state considerate fonti ufficiali israeliane e filo-israeliane, e poi è avvenuta la verifica incrociata fra queste. Nelle notizie di stampa alcuni dati anagrafici e l’ortografia dei nomi a volte sono variati.
* Cinque delle 26 vittime non erano Ebrei: Salam Ziadin, Khalid Ziadin, e Hani al Mahdi erano Beduini; Lutfi Nasraladin era Druso; Manee Singueanphon era di nazionalità Thai.
† La sola vittima non civile in Israele, il Sgt.-Maggiore Lutfi Nasraladin veniva ucciso in un attacco con mortai contro una base militare IDF.
  
‡ Salam e Khalid Ziadin restavano uccisi mentre maneggiavano un razzo Qassam inesploso in un’operazione di recupero. Il ministero degli Esteri israeliano non include gli Ziadin nella sua lista di “vittime della violenza e del terrorismo palestinese.”
Questo elenco non comprende:
1. I Palestinesi uccisi da detonazione incontrollata di colpi di razzo o mortaio nella Striscia di Gaza
2. Le persone vittime di colpi di razzo o mortaio sparati da Gaza all’interno della Striscia di Gaza. Prima del cosiddetto “disimpegno” da Gaza, gli insediamenti illegali di Israele all’interno di Gaza venivano fatti oggetto di colpi di razzo o mortaio. Questi non avevano lo scopo di colpire l’interno di Israele, e non vengono tenuti in conto in questo articolo. Inoltre non fanno parte della retorica per cui i razzi e mortai da Gaza costituiscono una “minaccia esistenziale” per Israele.  
Negli insediamenti di Gaza e nella Zona Industriale di Erez, il lancio di razzi e i colpi di mortaio hanno inflitto otto vittime civili: tre ebrei israeliani, tre lavoratori stranieri provenienti dalla Tailandia e dalla Cina, e due operai palestinesi da Khan Younis.
Inoltre, ci sono stati due morti appartenenti all’esercito israeliano negli insediamenti di Gaza, tra cui un soldato ucciso mentre era di servizio di guardia a Kfar Darom e un soldato ucciso in un avamposto israeliano dell’insediamento di Morag.  Tutte le altre vittime all’interno di Gaza comprendevano soldati dell’IDF impegnati in operazioni militari al di fuori degli insediamenti.
3. Una vittima in Israele per un missile anti-carro.
La questione “razzi-e-mortai” fa riferimento ad ordigni ad alta traiettoria impiegati con le seguenti caratteristiche: fuoco non diretto, accoppiato ad effetti ad alto tasso di imprecisione su obiettivi indiscriminati; una vasta gamma che mette sotto tiro significative aree del sud di Israele; e una alta frequenza di dispiegamento.
I missili anti-carro sono ordigni a fuoco diretto, con una gamma più limitata e sono stati utilizzati raramente contro obiettivi civili da parte di gruppi armati di Gaza.
C’è stato un solo morto civile per causa di un missile anti-carro sparato dalla Striscia di Gaza verso Israele (Daniel Viflic, di 16 anni, ucciso il 7 aprile 2011, vicino al kibbutz Sa'ad, da parte di un missile anti-carro che ha colpito l’autobus che stava guidando).
“B'Tselem” non include questo esempio nel suo conteggio delle vittime per colpi da razzo e mortaio.
Si noti che delle 26 vittime per lancio di razzi e per colpi di mortaio, circa uno su ogni quattro di questi decessi sono avvenuti durante queste due operazioni, “Piombo Fuso” e “Pilastro di Difesa - Colonna di nuvola”, entrambe condotte sotto il pretesto di scoraggiare gli attacchi missilistici.
Per tutta la durata del cessate il fuoco del 2008 fra Hamas ed Israele, anche dopo che Israele aveva rotto la tregua il 4 novembre, non una sola persona veniva uccisa da colpi di mortaio o da razzi all’interno di Israele.
Tuttavia, circa due ore dopo lo scatenarsi dell’operazione “Piombo Fuso”, in Israele una sola persona veniva colpita e uccisa dalle schegge di un razzo Qassam. Due giorni dopo, altre tre persone venivano uccise in Israele da colpi di mortaio e razzi partiti da Gaza.
E per un anno intero, prima di quest’ultima operazione “Colonna di nuvola”, non un solo Israeliano è stato ucciso da un razzo o colpo di mortaio.
Per di più, solo sedici ore dopo l’inizio di “Colonna di nuvola”, un razzo da Gaza ha ucciso tre Israeliani.
Quindi, è avvenuto che solo durante le due operazioni militari Israele ha subito il maggior numero di decessi per colpi partiti da Gaza, in uno spazio di tempo concentrato.
I dati sono troppo scarsi per trarre una conclusione più definita (e il tutto è limitato, perché gli incidenti mortali sono così rari), ma possiamo intuire un modello: è più probabile che le vittime dei razzi avvengano durante le principali operazioni di Israele “anti-razzo”; ribadiamo: è più probabile che i decessi avvengano, non che le vittime aumentino.  Dato che gli incidenti mortali dovuti ad esplosioni sono così rari, appaiono più conseguenze di istigazioni piuttosto che probabili progressioni.
Questo contesta l’idea stereotipata che gli attacchi con i razzi siano “progettati per massimizzare vittime civili.” In effetti, con un tasso di mortalità così basso e con l’imprecisione caratteristica di queste armi, il più delle volte non ci si può aspettare di infliggere vittime.
Nel contempo, quando spinti all’azione, i gruppi armati a Gaza sono in grado di aumentare la probabilità di effettuare uccisioni, (molto più che con il lancio di razzi!)
Un genocidio veramente fiacco
Se prendiamo a prestito l’affermazione dell’IDF che più di 12.000 razzi sono stati lanciati contro Israele negli ultimi dodici anni (dati che verranno contestati più avanti), si ottiene un tasso di uccisioni inferiore a 0,217%. Pertanto, per avere la garanzia di una vittima, dovremmo aspettarci di sparare circa 500 razzi. Tuttavia, se l’obiettivo è quello di uccidere specificamente Ebrei piuttosto che lavoratori stranieri e braccianti palestinesi, allora la cosa diventa più difficile.
Solo 21 Ebrei sono stati uccisi con questo metodo, portando il tasso di mortalità allo 0,175%.
Se tutto ciò suona inquietante o addirittura antisemita, è necessario sottolineare che questo è dovuto all’analisi degli argomenti addotti dall’attuale ambasciatore israeliano Michael Oren, il quale, durante l’Operazione “Piombo Fuso”, ha contribuito ad un editoriale sul Wall Street Journal sostenendo che i razzi di Gaza e i colpi di mortaio “rappresentano, oltre ad un volgare tentativo di uccidere e terrorizzare i civili, l’espressione di un intento genocida.”
Eppure le statistiche dimostrano che questo “volgare tentativo di uccidere” ha dimensioni ben ridotte. Possiamo immaginare modi più semplici per uccidere a caso una persona, rispetto a quello di  produrre e lanciare più di 500 razzi, per giunta fatti in casa.
Per quanto riguarda il genocidio, al tasso di uccisioni in corso, sarebbero necessari 4.477.714.286 (circa quattro miliardi e mezzo) di proiettili, e 4.477.714 (quasi quattro milioni e mezzo) di anni per uccidere tutti gli Ebrei di Israele.
Presupposto che la popolazione ebraica di Israele non aumenti.
E, naturalmente, ci sarebbe la necessità di agire entro la limitata portata dei proiettili, il che richiederebbe di ammassare nel Negev occidentale tutta la popolazione ebraica di Israele, non in aumento, entro l’anno 4.479.726 dopo Cristo, prendere o lasciare qualche anno.
Ma a quel punto, tutta la popolazione ebraica di Israele sarebbe già stata sterminata da un altro killer che agisce con violenza nel Paese,… il killer degli incidenti automobilistici!
Bando alle facezie! Ha più senso, quindi, supporre che per il lancio di razzi e per i colpi di mortaio esistano motivazioni politiche.
Le misteriose morti dell’IDF
Ora che abbiamo stabilito che un totale di 26 persone sono state uccise da armi ad alta traiettoria da Gaza verso Israele, diamo un’occhiata ad alcuni dei numeri che l’esercito israeliano ha messo in giro.
In linea con l’obiettivo di condizionare i social media, l’IDF 2.0 ha messo in diffusione info-grafici attraverso Facebook, Twitter, e un blog ufficiale, incoraggiando gli utenti a condividere i testi e le immagini.
Un recente infografico rivendica in questo modo il numero di vittime israeliane causate dal lancio di razzi:
 
Minaccia da razzi di Hamas
Numeo di vittime causate durante gli ultimi 6 anni:
anno 2006 (9 uccisi; 371 feriti)
anno 2007 (10 uccisi; 578 feriti)
anno 2008 (15 uccisi; 611 feriti)
anno 2009 (2 uccisi; 11 feriti)
anno 2010 (5 uccisi; 35 feriti)
anno 2011 (3 uccisi; 81 feriti)
Vengono elencati i tipi di razzo detenuti da Hamas.
Vengono illustrate le gittate, e con colorazioni i tassi di pericolosità. razzi: 
Per prima cosa, confrontiamo il numero di decessi comunicato dall’IDF con i dati determinati in precedenza:
Numero di vittime per colpi da razzo/mortaio per anno; 2006–2011
Dichiarati da IDF
Determinati
2006
9
4
2007
10
2
2008
15
8
2009
2
0
2010
5
1
2011
3
2
Per ogni anno indicato, il numero di vittime dichiarato dall’IDF è superiore rispetto a quello che è stato effettivamente stabilito. Questo potrebbe essere dovuto a diverse interpretazioni delle cifre? Possiamo tentare di scoprirlo esaminando i decessi per ogni anno:
2006
Nel 2006, verso la fine della seconda Intifada, ci sono stati diversi morti israeliani, tra cui quelli causati da un attentato suicida a Tel Aviv, da un altro attentato suicida nella Cisgiordania, diverse sparatorie di soldati e coloni in Cisgiordania, due soldati uccisi da cecchini in distinti incidenti nella Striscia di Gaza, e la cattura di Gilad Shalit in un’operazione Hamas / Comitati Popolari di Resistenza PRC che ha lasciato sul terreno due altri soldati morti.
Tuttavia, solo due persone sono state uccise in Israele da attacchi missilistici.
Altri due, un padre e figlio beduini, sono stati uccisi durante il tentativo di spostare un razzo inesploso Qassam per recupero. Le loro morti non sono riportate nell’elenco del Ministero israeliano degli affari esteri come morti per attacchi palestinesi. Invece noi le abbiamo incluse nella precedente tabella, arrivando quindi a quattro morti causate dai razzi nel 2006.
Non si capisce come l’IDF abbia trasformato quattro vittime per colpi missilistici in nove. 
2007
Nel 2007, due razzi Qassam hannoucciso due persone a Sderot. C’è stato un altro incidente in Israele, che ha prodotto morti, un attentato suicida che ha ucciso tre persone in un panificio a Eilat. Oltre a questo, quattro soldati sono stati uccisi da colpi d’arma da fuoco in Cisgiordania, un colono è stato sparato in un drive-by, un altro colono è stato accoltellato a morte da ignoti assalitori, e tre soldati sono stati uccisi in differenti scontri a fuoco nella Striscia di Gaza.
Complessivamente, sedici sono stati gli uccisi, solo due dei quali per colpa dei razzi, non dieci come affermato dall’IDF. L’asserzione dell’IDF è anche contraddetta da Shin Bet (l’Agenzia per la Sicurezza Israeliana), che ha riferito che nel 2007, “il lancio di razzi ha ucciso due civili israeliani”.
Non si capisce come l’IDF abbia trasformato due vittime per colpi missilistici in dieci.
2008
Nel 2008, otto persone sono state uccise da razzi e mortai da Gaza. Quattro sono state uccise nel corso del primo semestre dell’anno, prima del cessate il fuoco (“tahdiya”). Non appena Israele ha lanciato l’operazione “Piombo Fuso”, altre quattro persone sono state uccise da colpi di razzi e mortai di Gaza. Eppure il grafico dell’IDF dichiara 15 morti. Ancora una volta, questa affermazione è contraddetta dallo Shin Bet, che ha riferito che, nel 2008, 8 persone (4 negli ultimi giorni del mese di dicembre) sono stati uccise da fuoco ad alta traiettoria (razzi e mortai) dalla Striscia di Gaza.
Non si capisce come l’IDF abbia trasformato otto vittime in quindici.
2009
Nel 2009, vi è stata una vittima in Israele per mano palestinese da collegarsi al conflitto: un autista di taxi ebreo israeliano veniva strangolato da tre Palestinesi come vendetta per l’uccisione di un loro parente da parte dell’IDF. Oltre a questo, un ragazzo di 16 anni nella colonia Bat Ayin è stato ucciso da un singolo Palestinese con un’ascia, due agenti di polizia sono stati colpiti a morte nella valle del Giordano, un colono vicino a Nablus è stato colpito in un drive-by, e un soldato è stato ucciso da una esplosione sul confine di Gaza.
Nessuno in Israele è stato ucciso da colpi di razzo o mortaio da Gaza, anche se l’esercito israeliano ne dichiara due. Ciò è confermato dal Meir Amit Intelligence and Terrorism Information Center (ITIC), che ha dichiarato che “nei due anni successivi all’operazione Piombo Fuso si è registrato un calo significativo del numero di Israeliani uccisi e feriti dalle organizzazioni terroristiche che operano nella Striscia di Gaza. Ci sono stati cinque morti, un civile (un lavoratore dalla Thailandia) ucciso da un attacco con razzo [nel 2010] e quattro soldati israeliani uccisi durante attività di antiterrorismo.”
All’inizio del 2009, durante Piombo Fuso, nella Striscia di Gaza venivano uccisi nove soldati israeliani, di cui quattro per fuoco amico. Dei rimanenti cinque, uno veniva ucciso da un colpo di mortaio, mentre un altro per un missile anti-carro.
Per il 2009, non ci sono stati morti in Israele per colpi da razzi o mortai da Gaza. L’unico modo per reclamare due vittime sarebbe quello di includere le morti di due soldati impegnati in un’invasione militare all’interno della Striscia di Gaza, che sarebbe fuorviante per il messaggio che viene trasmesso dall’info-grafico. 
2010
L’IDF attribuisce inspiegabilmente cinque morti nel 2010 per razzi e mortai di Hamas.
In questo anno vi sono state da nove a undici vittime israeliane da addossare al conflitto Palestina / Israele, a seconda delle interpretazioni: lo Shin Bet afferma che ci sono stati nove morti relativi al conflitto, mentre il Ministero degli affari esteri ne registra undici. Degli undici morti elencati dal Ministero degli Esteri, due sono stati vittime di una banda criminale palestinese (uno strangolamento e un accoltellamento), uno veniva pugnalato da un soldato israeliano in Cisgiordania, quattro coloni sono stati uccisi da colpi d’arma da fuoco nella propria auto su un strada riservata nei pressi di Hebron, due soldati entrati nella Striscia di Gaza cadevano in uno scontro a fuoco con uomini armati palestinesi, e un agente di polizia veniva colpito a morte appena a sud di Hebron. Solo una vittima era dovuta a un razzo Qassam.
Non si capisce come l’IDF abbia trasformato una vittima in cinque.
2011
Nel 2011, vi sono state solo due morti per colpi da razzo. La terza vittima potrebbe essere attribuita all’uccisione di Daniel Vlific avvenuta il 7 aprile 2011 da parte di un missile anti-carro. La sua morte non dovrebbe generalmente essere attribuita a razzo ad alta traiettoria.  
Tuttavia, in questo caso, il grafico IDF raffigura missili anticarro come parte della “Minaccia da razzi di Hamas”, così il conteggio di tre incidenti mortali può essere considerato corretto. (Si noti, comunque, che in un altro grafico IDF, sempre dal titolo “Minaccia da razzi di Hamas”, non vengono inclusi i missili anti-carro, dato che la loro limitata gittata potrebbe sminuire il messaggio destinato a diffondere l’idea di una profonda minaccia.)
Così, per il 2011, il dato dell’IDF è corretto, solo se includiamo la vittima del missile anti-carro del 7 aprile.
Conclusione
Nell’info-grafica, tutti i numeri delle vittime riportati dall’IDF sono ingranditi, fatta eccezione per il 2011.
 
Feriti da “shock”

Lo stesso info-grafico dell’IDF elenca il numero dei feriti da attacchi con razzi / mortai.
Così veniamo a sapere, per esempio, che nel corso del 2008 sono rimaste ferite 611 persone (vedi grafico precedente).
Per ovvie ragioni, il conto dei feriti richiede una valutazione più soggettiva che contare i morti. E quando si tratta di feriti per colpi da razzi e mortai da Gaza, le autorità israeliane spingono ai limiti la soggettività. I razzi da Gaza hanno prodotto così poche vittime che, in assenza di morti e feriti gravi, le autorità israeliane hanno fatto ricorso alla puntualizzazione di quante persone sono state “trattate per shock”, che la stampa ha debitamente sottolineato nel corso degli anni.
Così abbiamo preso in considerazione articoli che trattano di questi traumi, come questo articolo del 12 novembre su “Haaretz”, riguardante un razzo piombato sul cortile di una casa a Netivot:
“Il colpo su Netivot non ha causato vittime, ma 20 persone sono state sottoposte a cure per lo shock dopo l’incidente.”
E ancora sul “Jerusalem Post” del 15 novembre:
“Mercoledì, la Magen David Adom (Stella Rossa di Davide) MDA, il servizio medico di pronto soccorso di Israele, ha prestato cure ad un totale di 16 persone per lesioni personali o shock dopo che uno sciame di razzi lanciati dalla Striscia di Gaza ha colpito il territorio israeliano.”
Lesioni o shock? Come sono stati feriti fisicamente molti dei 16?
“Secondo la MDA, due persone sono state leggermente ferite a Beersheba, una da una scheggia di vetro e l’altra cadendo dalle scale. Le altre quattordici sono state trattate soprattutto per lo shock, dodici a Beersheba e due a Sderot.”
Anche se “Haaretz” fa una distinzione tra “vittime” e i colpiti da shock traumatico (il che conferma che stiamo parlando di risposta ad uno stress acuto, piuttosto che, ad esempio, di shock ipovolemico o cardiogenico), non tutti si comportano così.
Lo Shin Bet, per esempio, sostiene che nel 2007 gli attacchi missilistici hanno provocato “leggere ferite a più di 300 persone, la maggior parte delle quali hanno subito uno shock.
L’anno successivo, lo Shin Bet riferiva che dei presunti 630 Israeliani feriti in “attacchi terroristici” nel 2008, “la maggior parte (circa 400 persone) era stata ferita da fuoco ad alta traiettoria dalla Striscia di Gaza. Questi dati comprendono anche le vittime di shock traumatico causato sempre dal fuoco ad alta traiettoria.
Le cifre dello Shin Bet sui feriti non sono disponibili per ogni anno, così siamo in grado di confrontare le cifre dei feriri per colpi da razzo del 2007 e del 2008 con quelle fornite dall’IDF:
  
Numero dei feriti per attacchi con razzi e mortai condotti da Gaza contro Israele
IDF
Shin Bet
2007
578
più di 300 (la maggior parte colpiti da shock)
2008
611
circa 400 (inclusi i traumatizzati da shock)
Come ha fatto l’esercito israeliano a conteggiare più di 200 feriti per ogni anno rispetto allo Shin Bet? O forse le cifre dello Shin Bet sono sottoinsiemi delle cifre dell’IDF (vale a dire che l’IDF ha conteggiato in più le centinaia di vittime da “shock”), o sono differenti (il che significa che l’IDF effettivamente ha riscontrato 200 feriti in più per anno)? Indipendentemente da ciò, sembra che si giochi in modo molto sciolto con i numeri. E così diventa tutto molto più flessibile ...
Numero di razzi e colpi di mortaio sparati da Gaza contro Israele
In occasione della sua ultima invasione di Gaza, Israele ha inaugurato un nuovo servizio speciale che rivaleggia con tutte le vostre applicazioni iPad: il contatore di razzi! Ora non si deve più tirare ad indovinare sul numero di razzi che hanno colpito Israele.
 
Il contatore di razzi dell’IDF, nell’arco di tempo tra il 15 novembre 2012 (a sinistra)
e il 16 novembre 2012 (a destra).
Al 15 novembre 2011 i gruppi militanti di Gaza avevano sparato 651 razzi, al 16 novembre questi si riducevano di 24 unità!
Cerchiamo di capire perché i numeri sono così dannatamente incoerenti:
L’immagine a sinistra mostra il display offerto il giovedì 15 novembre 2012. L’immagine a destra mostra il display del giorno dopo.
Il giovedì, il contatore indica che ci sono stati 651 razzi che hanno colpito Israele nel 2011. Il giorno dopo, il valore cambiava a 627 (…forse un ritorno?)!
Inoltre, presumibilmente 122 razzi avevano colpito Israele tra il momento delle valutazioni del giovedì e del venerdì (396-274 = 122). Ne conseguirebbe, quindi, che la cifra dell’intero 2012 corrispondente a 822 dovrebbe anche aumentare di 122, dandoci per un totale di 944. Invece il valore è salito a 1.197, con un incremento di 375 (1197-822 = 375). Che cosa spiega questo surplus di 253 razzi nel 2012 e il deficit di 24 razzi nel 2011?
Parte della spiegazione risiede in un altro grafico che l’IDF ha messo in circolazione. Il grafico a barre qui sotto, tratto dal blog dell’IDF, presuppone di mostrare il numero di razzi lanciati contro Israele dalla Striscia di Gaza.
 
Attacchi di razzi contro Israele dalla Striscia di Gaza
Il “contatore di razzi” è apparso sulla stessa pagina del blog, giovedì 15 novembre; sembrava strano che due grafici dell’IDF sulla medesima pagina riportassero dati contraddittori sul numero di razzi lanciati nel 2011. Alla fine, forse i dati sul contatore sono stati conformati a quelli del grafico a barre!
Tuttavia, resta ancora da chiarire perché gli altri valori sul contatore non tornano. Né si spiega la provenienza del dato 651 apparso in tabella.
Per rendere le questioni ancora più complicate, il Ministero israeliano per gli Affari Esteri (MAE) ha da tempo fatti propri i dati raccolti dal Meir Amit Intelligence and Terrorism Information Center (ITIC).
Di seguito è riportata una tabella di confronto tra il numero di razzi e colpi di mortaio partiti da Gaza contro Israele, secondo l’IDF e l’ITIC.
Numero di razzi e colpi di mortaio partiti da Gaza contro Israele, secondo l’IDF e l’ITIC.
IDF
ITIC
2001
510
249
2002
661
292
2003
848
420
2004
1528
1157
2005
488
417
2006
1123
968
2007
2427
1536
2008
3278
2471
2009
774
266
2010
231
156
2011
627
n/a
2012
1197+
n/a
Si noti la larga discrepanza di valori, quasi per ogni anno, fra i valori IDF significativamente più elevati rispetto ai valori ITIC.
Ulteriori motivi di perplessità vengono generati dalla consultazione della pagina “The Hamas Terror War Against Israel” , sul sito web del Ministero israeliano per gli Affari Esteri, che riproduce sia il grafico a barre dell’IDF che i valori sui razzi determinati dall’ITIC — una informazione contradditoria, presentata contemporaneamente sulla stessa pagina, dal governo israeliano, per illustrare “La guerra terroristica di Hamas contro Israele”.
E quindi prendiamo in considerazione una dichiarazione enfatica dell’ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, Michael Oren, in un’intervista concessa il 14 novembre:
“Questo governo ha dimostrato una moderazione sovrumana: 2.500 razzi dal 2009. Il mese scorso, 800 razzi. Nell’ultima settimana, 300 razzi. Quale governo al mondo non avrebbe risposto con la guerra, già da molto tempo fa?”
Nessuna agenzia di Israele afferma che nell’ottobre 2012 siano stati lanciati da Gaza 800 razzi. Lo Shin Bet dichiara per l’ottobre 2012 l’arrivo da Gaza di 171 colpi di razzo/mortaio.
Conclusione
In ultima analisi possiamo argomentare che i numeri non contano: una morte è una morte di troppo; un razzo è un razzo di troppo! Ma se questa è la conclusione, perché l’esercito israeliano e le relative agenzie israeliane sentono la necessità di gonfiare o fabbricare numeri?
Perché il gioco dei numeri costituisce la pietra angolare della retorica israeliana sul lancio di razzi, come viene raffigurato in questi altri recenti manifesti della propaganda delle Forze di Difesa di Israele IDF:
 
I terroristi palestinesi di Gaza hanno sparato più di 12.000 razzi contro Israele negli ultimi 12 anni. Condividi se ritieni che Israele abbia il diritto all’autodifesa.
Più di 120 razzi hanno colpito Israele negli ultimi due giorni
50 razzi hanno colpito Israele negli ultimi tre giorni.
Più di un milione di persone hanno a disposizione meno di 60 secondi per proteggere se stessi prima della caduta di un razzo.
Condividi questa immagine, visto che i maggiori organi di informazione non lo fanno.
Uno dei più cinici usi dei numeri viene proposto in questo “tweet” da parte del portavoce del Comando Centale dell’IDF, Maggiore Peter Lerner:
“Dall’inizio dell’Operazione “Pilastro di Difesa”, più di 422 razzi sparati dalla Striscia di Gaza si sono abbattuti su Israele.”
Forse involontariamente suggerendo il rapporto di causa ed effetto (422 razzi sparati da Gaza dall’inizio delle operazioni Pilastro di Difesa), Lerner offre un argomento circolare, suggerendo che l’operazione militare dell’ IDF contro Gaza consista in una risposta giustificabile ed adeguata alla risposta di Gaza contro l’operazione stessa. L’Operazione “Pilastro di Difesa” è necessaria per impedire azioni - che sono una risposta alla stessa operazione – in modo che non possano più verificarsi. E il fatto che questo sia proprio accaduto, giustifica il fatto di averlo fatto accadere, per evitare che questo lancio di razzi in risposta all’Operazione stessa possa accadere di nuovo.
Lo stesso ragionamento viene sviluppato in questo nuovo manifesto dell’IDF:
Forze di Difesa Israeliane:
“Tre civili israeliani sono stati uccisi questa mattina da un razzo sparato da Gaza. L’IDF continuerà ad agire per assicurare la sicurezza dei cittadini israeliani e per neutralizzare le infrastrutture terroristiche di Hamas a Gaza”
Condividi se ritieni che Israele abbia il diritto all’autodifesa.

Dopo un intero anno in cui nessun Israeliano era stato ucciso dal fuoco di razzi lanciati da Gaza, Israele aveva da invadere Gaza, così provocando la nuova uccisione di tre civili israeliani, il che fornisce la giustificazione retroattiva per la stessa volontà di invasione.
Eppure, questo fa parte della storia. Per quanto l’esercito israeliano ami giocare con i numeri, ci sono alcuni numeri che l’IDF evita, come ad esempio i numeri che stanno dietro al fuoco di artiglieria sollevato contro Gaza, che rivaleggiano di ben molto con il numero degli attacchi di razzi da Gaza contro Israele.
Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://mondoweiss.net/2012/11/dissecting-idf-propaganda-the-numbers-behind-the-rocket-attacks.html
Data dell'articolo originale: 17/11/2012
URL dell'articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=8585
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