sabato 17 novembre 2012


Sardigna Natzione Indipendentzia per la Consulta Rivoluzionaria….

Il simbolo di Sardigna Natzione Indipendentzia

Alessandro Manca
 
Sia chiaro che come Sardo libero ritengo la ricontrattazione con la Repubblica Italiana un atto che vada visto con un nuovo accordo fatto alla pari, tra soggetti contraenti diversi, due Nazioni che eventualmente si accordano per esigenze pratiche di organizzazione interna, dentro uno scenario largo che definisco come Europeo e Mediterraneo.
 
Il patto sottoscritto tra la Sardegna e l’Italia, nato gatto e non leone, sessanta anni dopo, è  in gran parte decaduto in quanto la classe politica sarda locale non lo ha sviluppato e tanto meno praticato. E così come tutti i contratti sottoscritti e non rispettati, questi  contratti di fatto decadono,  proprio per il fatto che la società Sarda
( Consulta Rivoluzionaria ) prende questo contratto e ne denuncia davanti alla legge la sua non attuazione, chiedendo la sua risoluzione e annullamento con la richiesta dei danni in caso appunto ci siano stati.
 
Non ci importa se sono stati i politici sardi o quelli italiani a non averlo rispettato, essendo la Sardegna inserita dentro il quadro repubblicano italiano, unita politicamente alle sue strutture di governo e di Giustizia, solo l’Italia è la colpevole, la sua partitocrazia, le sue istituzioni primarie, il suo Presidente della Repubblica, garante di tutti i cittadini dentro la Res pubblica.
 
I Sardi, dentro la Repubblica, hanno acquisito la Cittadinanza, ma questa non significa nazionalità, appunto, in quanto, la denominazione di Res pubblica significa luogo, casa e cosa di tutti e non ha cambiato la differenza nazionale popolare dei sardi, ma avrebbe dovuto consentirgli il riconoscimento di tutti i diritti sottoscritti dentro la Costituzione legale in un luogo geografico delimitato, dentro il quale tutti i cittadini abitanti potevano essere  riconosciuti uguali davanti alle istituzioni, sebbene di nazionalità o religione  diversa. Ma così non è stato.
 
Non esiste la Nazionalità italiana in senso uniforme dentro la Repubblica, l’Italia non è un luogo dove abitano solo  gli italiani nati nella penisola, ma essendosi costituita come Res pubblica essa è diventata un luogo aperto dove vengono riconosciute le differenti nazionalità, come ad esempio quella sarda, che con il riconoscimento in senso  di cittadinanza allargata può liberamente abitare in Italia e viceversa, come qualunque altro cittadino di nazionalità diversa come un tedesco, un francese, uno spagnolo eccetera.., per cui non è  abitando in Italia che si diventa di nazionalità italiana, questa non può essere un arbitrio coercitivo dello Stato a obbligare un cittadino abitante dentro la Repubblica a divenire di nazionalità diversa da quella di partenza. Non esistono nazionalità imposte, arbitrarie, ma solo Cittadinanze condivise in libertà, nessuno può imporre status differenti a quelli che già possiedono i Popoli in se, costruiti dentro la propria storia, dentro i propri confini.
 
 
Statuto Speciale della Regione Autonoma della Sardegna – Titolo IV° - Art. 28 – L’iniziativa di fare le leggi spetta alla Giunta Regionale, ai Consiglieri Regionali e a tutto il POPOLO SARDO.
 
Perciò, essendo in presenza di un soggetto contraente dichiaratamente identificato  come il POPOLO SARDO, in Sardegna le leggi sono ad esclusivo appannaggio del popolo SARDO e non del popolo Italiano… .   ( VERBO VOLANT, SCRIPTA  MANENT…)
 
La sottoscrizione di un patto politico non è un atto di proprietà… La sottoscrizione di un contratto politico obbliga al suo rispetto tutti e due i contraenti, quando uno dei due lo rompe, viene meno tutto il patto e chi ha subito il danno del non rispetto del patto, ha il dovere di mettersi al riparo dai guai causati dalla parte che non lo ha rispettato.
 
Lo Stato italiano non è il padrone della Sardegna, non è il proprietario della vita del Popolo Sardo, il popolo Sardo non è nato “schiavo di Roma”… lo Stato Italiano si ricordi che la Sardegna è stato il perno centrale nella costruzione della Repubblica, e appunto come primo attore e contraente il patto, dentro la Storia, seppur inconsapevole, potrebbe di fatto, uscire dalla repubblica appunto denunciando l’Italia di fronte alla Corte Europea di giustizia per aver disatteso e non reso praticabile quel patto nato per unire dentro un luogo con una cittadinanza condivisa, con leggi simili anche in tanti altri territori circostanti in Europa.
 
La Cittadinanza italiana è stata soppiantata da quella Europea, Noi Popolo dei Sardi possiamo integrarci meglio, in maniera rapida, liberi, indipendenti e interdipendenti, dentro questo scenario molto appetibile per il nostro modo di essere e per la nostra economia interna che si potrebbe finalizzare dentro un marchio di qualità delle produzioni ma anche dentro quel futuro economico possibile, attento alle questioni ambientali.
 
Ma l’Italia ha di fatto contravvenuto in maniera spudorata al rispetto delle differenti Nazioni dentro la Res pubblica, contravvenendo al patto socio – costitutivo dentro la Repubblica, utilizzando la Sardegna per pagarsi i danni dell’ultima guerra mondiale, vendendosela ai vincitori del conflitto, militarizzandola come non mai, riducendola alla fame, stravolgendone il suo tessuto sociale primario, come l’agricoltura e la pastorizia, e con le sue Istituzioni corrotte, i sindacati, le televisioni italo regionali presenti in Sardegna, sta cambiando la soggettività Nazionale propria del Popolo Sardo, da cittadinanza italiana condivisa, in nazionalità italiana coatta e repressiva.
 
Per cui Noi, POPOLO SARDO, dichiariamo unilateralmente la cessazione del patto che ha unito per sessanta anni la Sardegna con la Repubblica Italiana, motivo principale il suo mancato rispetto e la mancata attuazione dentro lo scenario sardo autoctono, con lo svuotamento totale dei diritti dei sardi privati di una propria soggettività popolare messa in atto dalla partitocrazia italica con la complicità dei politici locali ascari e ladroni.  Inoltre, in presenza di un tempo storico completamente diverso, questo patto non è più praticabile, ne tantomeno soggetto a revisione in chiave unitaria con la Repubblica Italiana ma rivisto completamente dentro uno scenario nuovo, allargato, di tipo europeo e mediterraneo.
 
Nasce così il primo trattato Internazionale della Nazione Libera Sarda, apripista verso quelle realtà popolari che come Noi ambiscono alla loro libertà, alla loro soggettività Nazionale, una nuova maniera di approccio alla situazione storica in cui l’Europa si ritrova, dentro una crisi economica irreversibile e che soltanto un nuovo sentimento di appartenenza può far rinascere la speranza di un periodo migliore, le differenze dei Popoli, la loro voglia di essere protagonisti dentro un nuovo periodo storico, l’Europa e il Mediterraneo dei popoli liberi che lavorano e prosperano tutti insieme.
 
 
 
 
PRIMA AZIONE da portare avanti in pratica nella realizzazione del progetto di indipendenza da parte del movimento Sardigna Natzione:
 
A - Sardigna Natzione supportata dalla Consulta Rivoluzionaria e da tutto il Popolo Sardo dovrebbe denunciare la rottura del patto costituente dentro la Repubblica, causato dallo Stato, aprendo un doppio binario di lotta, uno è la conseguente denuncia legale di fronte al Tribunale Italiano e alla Corte Costituzionale Italiana, fino alla Presidenza della Repubblica, e in seguente battuta verso la Corte  Europea di Giustizia.
 
B – Sardigna Natzione dovrebbe lanciare la scrittura in chiave indipendentista di un nuovo Statuto internazionale scritto dal POPOLO SARDO con riferimento il quadro  politico europeo, mediterraneo;
 
C – Le modifiche o la riscrittura totale dello Statuto Speciale della Sardegna si può attuare attraverso un referendum con la sottoscrizione di ventimila firme. ( Statuto Speciale titolo 7° – art.54 – revisione statuto)
 
 
Proposte da sviluppare…
 
La scrittura dello Statuto Internazionale della Nazione Libera Sarda dovrebbe contenere  diverse disposizioni:
 
1.       Il Popolo Sardo è l’unico soggetto contraente che dispone del suo Status Popolare e Nazionale, con il suo patrimonio costituito territorialmente dentro l’isola, comprensivo delle isole minori, con il suo mare fino alle 15 miglia territoriali, tutti questi sono una proprietà giuridica inalienabile del Popolo Sardo, solo esso ne può disporre avendo costituito di fatto la propria Libera soggettività Nazionale, Europea e Mediterranea.
 
2.       Il Popolo Sardo presente alla data della riscrittura dello Statuto Internazionale della Nazione Libera Sarda,   viene considerato quello autoctono ma anche chiunque vorrà adottare il suo status di cittadinanza in Cittadinanza Sarda Euromediterranea. ( C.S.E )
 
3.       La Nazione Libera Sarda, con riferimento l’Europa e il Mediterraneo, sottoscriverà accordi di amicizia e trattati di natura economica con qualunque altra Nazione che riconoscerà con trattato internazionale la Nazione Libera Sarda, così da poter eventualmente essa stessa riconoscere altre Nazioni non libere, anche se imprigionate dentro altro Stato.
 
4.       La Nazione Libera Sarda, costituita, riconosce tutti i trattati internazionali sui diritti dell’uomo, delle donne, dei bambini e dei popoli, e chiederà di far parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ONU,  mettendo a disposizione ciò che potrà essere utile all’occorrenza per gli scopi umanitari dell’organizzazione.
 
5.       La Nazione Libera Sarda ha il diritto di stampare e battere propria moneta, (Euromediterraneo Sardo )  valido esclusivamente dentro il suo mercato territoriale  interno, ritenendo comunque valide le altre monete europee, internazionali, agganciandole al cambio valutario da precisare in seguito.
 
 
 
 
Altre norme in base alla riscrittura dello Statuto di Autonomia da proporre attraverso referendum e che io da indipendentista aborro, ma che porterei avanti come un tentativo di far morire lo Statuto Sardo GATTO per farlo rinascere come Carta dei Diritti del Popolo Sardo,  Statuto Sardo LEONE.
 
( L’indipendenza nella interdipendenza).
 
1.       Il popolo Sardo avoca a se il suo Status Nazionale Popolare, e  aderisce dentro la forma giuridica della Repubblica Italiana solo attraverso referendum popolare confermativo che abbia il risultato superiore del 65%, da tenersi ogni dieci anni,  e in caso che l’adesione non venga confermata potrà aprire liberamente e legalmente ad una sua riorganizzazione politica interna attraverso una costituente per l’indipendenza  Nazionale. Il presente articolo è immodificabile in sede legislativa e nemmeno con referendum.
 
2.       Il popolo Sardo, La Nazione Autonoma della Sardegna, in caso di adesione alla Repubblica Italiana, ha competenza assoluta sulla Scuola Primaria, sulla Scuola Secondaria, sui programmi scolastici, sui testi dei libri, e sulla lingua, che durante questo primo processo di apprendimento sarà paritariamente bilingue.
 
3.       Il popolo Sardo, la Nazione Autonoma Sarda, in accordo con la Repubblica Italiana, ha il diritto di incassare tutte le tasse dentro il proprio territorio, attraverso lo sportello unico fiscale nazionale della Sardegna, comprese le tasse di competenza statale della Repubblica Italiana, comprese anche le accise totali sulle intere produzioni fatte in Sardegna, stabilendo una quota unica di compartecipazione da versare alla Repubblica nella misura del 20% sulle accise totali prodotte alla fonte in Sardegna e del 10% di tutte le altre tasse riscosse sul territorio Sardo anche se di diritto della Repubblica.
 
4.       Il popolo Sardo, la Nazione Autonoma Sarda, fuori dalla organizzazione sportiva della Repubblica Italiana, ha diritto di fondare un suo organismo sportivo, ( F.OL.S. ) riconosciuto dentro le Olimpiadi, che possa rappresentare in tutte le discipline sportive la Nazione Sarda con i suoi atleti e la sua bandiera Quattromori.
 
5.       Il popolo Sardo, la Nazione Autonoma Sarda, essendo territorialmente una isola, ha diritto inalienabile di utilizzare per gli scopi commerciali tutto il suo mare prospiciente dentro le 15 miglia marine, controllando le acque internazionali eventualmente assieme ad una coalizzazione di tipo militare internazionale euromediterranea attraverso trattato internazionale pubblico sottoposto in Sardegna a referendum.
 
6.       Il Popolo Sardo, la Nazione Sarda, detiene il potere politico di rappresentanza Nazionale del Popolo Sardo dentro la Camera ed il Senato della Repubblica Italiana, senza partiti politici italiani, stesso e identico modo anche dentro le elezioni dell’Esecutivo Nazionale interno in Sardegna, in cui si fa divieto di presentare liste con simboli non rappresentanti gli esclusivi interessi del Popolo Sardo e della Nazione Sarda.
 
7.       La Nazione Sarda ha il diritto di essere rappresentata dentro la Comunità Europea con la elezione di quattro  propri Rappresentanti, senza tessere di partito, essendo inclusa dentro un proprio distretto euro- elettorale.
 
8.       Il Popolo Sardo, la Nazione Sarda, stabilisce le cariche di rappresentanza Nazionale propria attraverso elezioni libere dove qualunque cittadino Sardo possa concorrere nel limite assoluto dei due mandati, senza obbligo di appartenenza a partiti, con Liste apartitiche, dentro la propria responsabilità morale e personale.
 
9.       Il Popolo Sardo, ha diritto di licenziare qualunque rappresentante politico eletto alla Camera in Italia e anche in Sardegna,  che si sia macchiato di reati contro l’Amministrazione pubblica, di reati contro la persona, di malversazione, attraverso denuncia penale collettiva seguita da riscontro oggettivo che una volta dimostrata la fondatezza obbliga il rappresentante politico a lasciare la carica anche se non sopraggiunto l’arresto giudiziario.
 
10.     Il Popolo Sardo, la Nazione Sarda, si doterà di una propria Guardiania Interna, escludendo tutte le forme militaresche atte alla repressione delle istanze popolari, queste saranno esclusivamente sotto il controllo dei Giudici che in Sardegna gestiranno l’intero apparato Legislativo, comprese anche tutte le leggi di rango internazionale in merito ai diritti inalienabili dei popoli dentro lo scenario euromediterraneo.
 
 
Conclusioni.
I  tempi e i contesti storici cambiano e ci consegnano i nuovi compiti da svolgere nella Consulta rivoluzionaria, l’insofferenza della gente comune verso i partiti politici italiani, debbono farci prendere coscienza e portare dentro questo nuovo contesto storico, quel nostro sentimento di giustizia, di libertà e prosperità per la nostra povera Sardegna, soltanto unendo tutti quanti, dentro l’ideale potremo anche trovare gli uomini giusti che insieme organizzano una vera azione per far si che la Lotta di Liberazione Nazionale della Sardegna si appropri di quel soggetto che fino a oggi gli è mancato…il Popolo Sardo unito che vuole davvero perseguire ed ottenere la sua libertà e il suo benessere attraverso  l’Indipendenza Nazionale. 

SALUTI….. 

documento a titolo personale    
   
Alessandro Manca con Elisabetta allo sciopero del 7 novembre con la Consulta Revolutzionaria

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