mercoledì 19 dicembre 2012

Il Nobel per la pace all'euro.....


Gorka Larrabeiti

Tradotto da  Alba Canelli


Van Rompuy, Barroso e Schulz, rispettivamente il presidente del Consiglio europeo, il presidente della Commissione Europea e il presidente del Parlamento europeo, hanno ricevute per conto dell'Unione Europea, il Nobel per la Pace dal Primo Ministro norvegese. Curiosamente, la Norvegia, il paese che conferito il premio non appartiene all'UE, ma va bene. Ha colpito anche l'assenza di sei capi di governo dei 27, tra cui quella significativa di David Cameron, primo ministro britannico.
Il discorso congiunto di Van Rompuy e Barroso era intitolato: "Dalla pace alla guerra: Una storia europea". Van Rompuy ha sottolineato che l'idea di Europa, ha sviluppato un' "arte del compromesso", Barroso, da parte sua, ha rilasciato due dichiarazioni utili da raccogliere: "[L'UE] è un nuovo ordine giuridico, che non si basa sul rapporto di forza tra le nazioni, ma sul libero consenso degli Stati di condividere la sovranità". E un po' più tardi, parlando della necessità di un'Unione più grande, rivela una chiave di lettura importante dell'atto: "Oggi uno dei simboli più evidenti della nostra unione è nelle mani di tutti. E' l'euro, la moneta della nostra Unione Europea". Già, l'euro. L'Euro e il suo salvataggio, grande mito magistralmente rivelato da Escif.
 
Se andate per strada e chiedete ad un comune cittadino quante monete ci sono nell'UE, è possibile che risponda come Barroso, presidente della Commissione: "Una: l'Euro". Ma sappiamo che non è così. Nell'Unione Europea abbiamo anche la Sterlina, lo Zloty polacco, la Corona svedese e danese, il Fiorino ungherese, il Lei rumeno Bulgaro la Corona ceca, il Lat lettone, le Lita lituane, la Kuna croata (la Croazia presto diventerà il 28° Stato membro) e, al di fuori dell'UE, il Franco svizzero, la Corona norvegese, la Corona islandese, i Dinari macedoni, il Lek albanese, i Dinari serbi, i Marchi convertibili (BAM) bosniaci. E' propaganda che insiste sul carattere unico dell'Euro. E perché?

Va bene, allora: l'euro non è la moneta dell'Unione europea, ma una di esse. Ma cos'è l'Unione europea? La confusione delle istituzioni in Europa è grande. Riporto allora questo schema Fischer perché a volte una foto vale più di mille parole.
 
Dopo aver osservato il grafico si può ammettere senza problemi che l'Unione europea è più disunita che mai. Disunita nella politica estera, che è incapace di parlare con una sola voce né sui massacri in Palestina, né sulla guerra in Siria, né sull'adesione della Turchia, né sulla pace nei Balcani. Nonostante le rassicurazioni che l'istituzione di un servizio estero europeo farebbe si che l'UE parli con una sola voce e abbia una diplomazia attiva, le primavere arabe, la Palestina e la guerra in Congo dimostrano solo una cosa: che l'Unione europea è ancora un eccellente produttore e trafficante d'armi che continua a fare affari con la guerra.

Non c'è nessun accordo sulla tassazione finanziaria, né sul ruolo della BCE, né su cosa fare con il fallimento della Grecia (e il resto dei paesi maialini). Anche economicamente questa UE appare divisa. Il Nobel per la Pace, che ha generato tanta indignazione, deve iscriversi in questo quadro. Ciò che oggi è in crisi sono le basi essenziali in primo luogo, la ragione di esistere di questa Unione europea: l' "economia sociale di mercato fortemente competitiva" (articolo 3 del Trattato di Lisbona), e lo strumento per realizzarlo, vale a dire l'Euro (articolo 4). Il Nobel per la Pace non è stato altro che un esercizio di propaganda mediatica per rafforzare la moneta unica e ciò che rappresenta: la sottomissione dei parlamenti nazionali sovrani a un potere monetario sovranazionale. Il sostegno che ha ricevuto ieri Mario Monti da tutte le potenze europee è molto significativo. Meglio una tecnocrazia che rispetta e sostiene gli "aggiustamenti strutturali" necessari, anche a costo della morte di cittadini, che il populismo berlusconiano che possa mettere in pericolo la supremazia tedesca o lo stesso euro. Con l'euro si applicano le politiche che Reagan applicò al suo tempo. Senza euro, ci minacciano, questa è la guerra.

L'Europa oggi non vive un periodo di pace, ma una guerra economica che sta causando sempre più povertà, fame e morte. Questo è un premio con cui si tenta di scacciare il presente nero e il futuro nullo di un'Unione che ha poco a che fare con lo spirito europeo di coloro che nel 1941 scrissero nelle carceri fasciste sulla necessità di un'unione politica (non monetaria, né economica) per evitare una terza catastrofe in Europa. Scrivevano Spinelli e Rossi:
    La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè, dovrà essere l'emancipazione delle classi lavoratrici e la realizzazione, a loro vantaggio, di condizioni di vita più umane [...]
    Il principio veramente fondamentale del socialismo (...) è quello secondo il quale le forze economiche non devono dominare gli uomini, ma invece essere assoggettate, guidate e controllate da esso, nel modo più razionale fino a quando le masse cessino di essere vittime.
Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=160630
Data dell'articolo originale: 11/12/2012

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