venerdì 11 gennaio 2013


Lacrime amare sgorgano dal viso del popolo Kurdo, tre donne tre militanti della libertà della terra kurda son state assassinate, estenuanti lavoratrici per l'indipendenza del Kurdistan gli rendiamo onore affinchè la loro lotta non sia vana sosteniamo le loro idee di LIBERTA'!
SA DEFENZA

Grazie a chi, come Mario Carboni,  ha la giusta sensibilità di ricordarci e toccare la nostra coscienza,  da buon rammemoratore sprona i nostri doveri di solidarietà verso i nostri fratelli e amici indipendentisti del Kurdistan, non dimentichiamo mai che siamo uomini e donne impegnati per la libertà del nostro paese, la Sardinya, e dobbiamo rendere onore ai caduti kurdi sotto il fuoco assassino, nemico della libertà!

Mario Carboni indipendentista
Indipendentiste curde assassinate dai servizi segreti turchi.
Sabine Cansiz, fondatrice del PKK Fidan Cogan del Parlamento curdo in esilio
Keyla Soylemez giovane militante.

Uccise concolpi di pistola col silenziatore nella sede del PKK a Parigi.

Militanti di una lotta storica per l'indipendenza del popolo curdo, represso e negato da turchi, siriani, irakeni, solo adesso godono di una precaria autonomia nel Kurdistan irakeno. 

Il nemico più feroce è sempre stato lo stato turco ed oggi il regime islamico che lo governa. Giusto il rifiuto alla Turchia nell'Unione europea, per molti motivi e sopratutto per la negazione violenta oltre ogni limite dell'autodecisione dei curdi e per la sostanziale ademocrazia del regime.



Vergognoso il silenzio della sinistra italiana, della supersinistra e dei pacifisti di ogni tipo sulla sofferenza dei curdi, sulle loro lotte e in questo caso su un orribile omicidio politico di tre donne colpevoli di essere emancipate e di lottare per la loro libertà e quella del loro popolo. 
Dove sono le manifestazioni? 
I post in facebook? 
I blog? 
I comitati e le iniziative contro il turchi ed il loro regime liberticida?
La difesa delle donne in questo classico femminicidio politico?
Anche i neoindipendentisti sardi..in silenzio.
Quanto è viscido operare in politica con due pesi e due misure!
Onore alle tre vittime..









Luigi Barnaba Frigoli
www.unionesarda.it
Un'esecuzione in piena regola. È quella con cui, nella notte tra ieri e mercoledì sono state freddate tre donne all'interno di un edificio di Rue Lafayette, nel centro di Parigi.

A rinvenire i corpi, alcuni amici, presentatisi sul posto dopo essersi insospettiti per una serie di telefonate senza risposta.
A intricare ancor di più la matassa, l'identità delle tre vittime: si tratta di Sakine Cansiz, cofondatrice del Pkk (il Partito comunista curdo in lotta da decenni contro la Turchia per ottenere l'indipendenza), di Fidan Dogan, rappresentante del Congresso nazionale del Kurdistan, con base a Bruxelles, e della giovane attivista Leyla Soylemez. 


Tutte e tre freddate con un colpo alla testa, proprio nei locali che ospitano la sede del Pkk nella capitale francese, dove non sono stati trovati segni di effrazione. Anzi, i primi rilievi farebbero supporre che siano state proprio le tre donne a rispondere al citofono e ad aprire la porta al loro aguzzino, anche se non è escluso che ad agire siano state più persone. 


Sul triplice omicidio le autorità transalpine hanno immediatamente aperto un'inchiesta. Ma per molti la pista da seguire sarebbe chiara: quella delle trattative dirette tra il governo di Ankara e il leader curdo Abdullah Ocalan, in carcere sull'isola di Imrali dal 1999 in condizione di totale isolamento. 


Ne sono convinti i rappresentanti del Pkk residenti sul suolo francese, che ieri mattina hanno affollato a centinaia Rue Lafayette, scandendo slogan contro il nemico turco e in particolare contro il presidente Recep Tayyp Erdogan, definito a più riprese assassino, e a favore della liberazione di Ocalan, prima di dare il via a un corteo all'insegna della rabbia e del cordoglio. 


«È un crimine di Stato o in ogni caso un crimine politico», ha dichiarato Edhart Leon, responsabile della Federazione delle Associazioni Curde di Francia, mentre il presidente francese François Hollande ha parlato senza mezzi termini di «crimine orrendo». 


Dal canto proprio, la Turchia, tramite il portavoce dell'esecutivo, ha condannato l'uccisione delle tre attiviste, senza però rasserenare gli animi della comunità del Kurdistan, che, anzi, tramite il tam tam su internet, ha invitato «tutti i curdi e gli amici del popolo curdo» alla mobilitazione.

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