giovedì 17 gennaio 2013


LA FRANCIA VA ALLA GUERRA


Sa Defenza


Mali Contamination à l'uranium Découvrez les... di marikabel


LA FRANCIA VA ALLA GUERRA 
Sa Defenza

.. ed ora dulcis in fundis, arriva la guerra in Mali la Francia interviene nel paese già sua colonia a difesa dei suoi interessi, ricordiamoci che in Niger ci sono le miniere di Uranio che le sue aziende sfruttano senza soste e senza remore per i morti che essa esprime nel territorio attorno, Areva la compagnia energetica francese incaricata di avviare la "rinascita nucleare" nel paese del Niger, mentre sappiamo che l'ha avvelenato. ...

ora la Francia va e bombarda ovunque si annidi il solito terrorista della jiahd anche loro seguono il pensiero grigio americano, nel frattempo anche litalia si affaccia nella guerra , il ministro Terzi spiega che sarà solo un'appoggio logistico ed intanto manda istruttori militari in Mali, anche Cameron l'inglese si prodiga per sostenere la guerra santa di Holland, alza la voce contro i loro servi algerini ma poi si prodiga ad offrire aerei e tonnellate di bombe , pensate anche l'Algeria scende in campo a difesa degli interessi francesi ed oopss nel bombardare i terroristi che hanno rapito tecnici occidentali, caso vuole che diverse decine di ostaggi muoiono nella già conosciuta in altri lidi della manus amica, (i cosidetti effetti collaterali di non lontana memoria). tutto fa parte di Agende dettate dalla tecnocrazia euro-americo-mondiale in nome del NWO...

bisogna "bonificare" i territori intorno, imporre la legge del più forte occidente poi una volta domati i servi coloniali si passerà a quelli domestici, i lavoratori o in genere ai cittadini che non si vogliono sottoporre al comando tecnocratico nel "nostro" paese ...

è un filo di lana che parte da lontano nei secoli e che progetta la fine dell'uomo libero, si prepara il microchip da inserire sottocute nella mano desrtra o nella fronte che ci renderà definitivamente schiavi della BESTIA che viene descritta in modo chiaro, leggete che ci fa bene capire questa profezia per i nostri tempi:

Apocalisse 13

1 Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. 2 La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande. 3 Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera presa d'ammirazione, andò dietro alla bestia 4 e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?».
5 Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d'orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi. 6 Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo. 7 Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione. 8 L'adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello immolato.
9 Chi ha orecchi, ascolti:
10 Colui che deve andare in prigionia,
andrà in prigionia;
colui che deve essere ucciso di spada
di spada sia ucciso.
In questo sta la costanza e la fede dei santi.
11 Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. 12 Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. 13 Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. 14 Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta. 15 Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia. 16 Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; 17 e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. 18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.


Mentre gl’inesperti protagonisti del colpo di Stato militare in Mali ricevono condanne dalla comunità internazionale e dai vicini membri della Comunità Economica degli Stati dell’Africa (ECOWAS), in migliaia si sono radunati nelle strade della capitale maliana di Bamako
 per sostenere la nuova giunta militare. I cittadini hanno manifestato con cartelli e striscioni che dicevano “No alla comunità internazionale” e “No a Sarkozy”, mentre scandivano slogan a favore del leader
Anche se ai Tuareg è stata accreditata la recente destabilizzazione del Mali settentrionale, esiste una forte possibilità che l’AQIM sia stato dietro le attività del ribelli nella regione. Il MNLA ha dichiarato che l’obiettivo della sua campagna di indipendenza era creare una roccaforte nella quale fosse possibile ripararsi dalla violenza delle attività del AQIM, mentre Bamako ha affermato che il MNLA sta provando a fondare uno Stato islamico in partnership con l’AQIM. In seguito alla caduta di Gaddafi in Libia, combattenti armati maliani e Tuareg di etnia nigeriana sono stati visti scendere verso il Sahara con i furgoni Toyota Hi-Luxutilizzati dai ribelli libici affiliati ad al-Qaeda. Mentre potrebbe essere difficile distinguere i veri protagonisti della violenza nel Mali settentrionale, la ripresa della loro attività è stata fortemente valorizzata dall’accesso ai mortai, macchine da guerra, missili anti-carro e anti-aerei appartenenti originariamente al Gruppo di Combattimento Libico Islamico (LIFG).
Area abitata dai Tuareg
Area abitata dai Tuareg

La presenza di un secondo gruppo separatista Tuareg, Ancar Dine, complica ulteriormente la situazione; il movimento cerca di imporre lasharia nel Mali settentrionale ed è guidata da Lyad Ag Ghaly, prominente figura salafita, importante per avere collegamenti con un ramo della AQIM di Ayman al-Zawahiri, guidata da suo cugino Hamada Ag Hama. Mentre i separatisti ora controllano un terzo del Mali, una crisi alimentare sta crescendo nell’Africa Sahel-Sahariana con circa ottanta mila rifugiati in cerca di rifugio nelle vicine Algeria, Niger, Mauritania e Burkina Faso. Mentre il militante Ancar Dine pare affermi di controllare le regioni attribuite in precedenza al MNLA, la loro avanzata potrebbe avere implicazioni maggiori, capace di alimentare drasticamente l’instabilità regionale
(tratto da http://it.paperblog.com/la-guerra-separatista- )


il punto di vista dei francesi riportiamo dal blog di:
bernardlugan

L'intervento francese in Mali ha portato a quattro idee principali:

1) Data l'azione confine realtà in Francia, può avere successo solo se l'Algeria lo supporta. Tuttavia, tenuto Amenas ostaggi, sito altamente strategico protetto Algeri mostra di non controllare il proprio territorio, sia la complicità con gli islamisti al più alto livello degli apparati di sicurezza dello Stato. In entrambi i casi, le conseguenze per il funzionamento Serval sono della massima importanza.

2) Stiamo pagando un prezzo alto per la politica di disimpegno iniziata da Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy nella chiusura delle basi amplificate, e l'abbandono di questi luoghi insostituibili che sono stati i nostri occhi e le nostre orecchie.

3) Il posto lasciato vacante dalla Francia è stato preso dagli Stati Uniti, che ha investito ingenti risorse, anche in Mali. Ignorando la tettonica etno-razziale saheliana hanno formato i dirigenti che hanno disertato nel gennaio 2012 e contro il quale i nostri soldati sono ora impegnati.

4) Coloro che hanno lanciato la guerra contro il colonnello Gheddafi erano irresponsabili  mi è stato detto fin dal primo giorno di guerra. Essi hanno inoltre hanno provocato una  destabilizzante reazione a catena, e armato i jihadisti. Egli deve sapere che alcune delle armi usate contro i nostri soldati oggi sono i nostri arsenali e sono stati generosamente paracadutati nella"democratica" Libia con costi da BHL.




Reazioni:

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!