lunedì 29 aprile 2013


di Vanja
LA NOTIZIA IN PRIMA PAGINA
- volevo colpire i politici - Secolo XIX
- volevo ammazzare i politici - il Mattino
- volevo sparare ai politici -
il Messaggero
- volevo sparare ai politici - la Stampa
- volevo uccidere i politici -La Repubblica
- spari e paura nel giorno del governo - Corriere della Sera
- sangue nel giorno del governo - l'Unità
- il grilletto - il Giornale
- scemi di piombo - Libero

Mentre la repubblica parlamentare di Salò si auto-nominava, si chiamava all'appello e da sola firmava e si dichiarava "presente", ecco arrivare l'inatteso, l'irrazionale, lo psicopatico, il gesto d'un folle, il gesto isolato, il debole sul quale ha vinto la pulsione dell'odio, alimentata dai "populismi" e dalle "demagogie" [Nessuno, nemmeno a sinistra*si è mai sognato di di fare un bel distinguo nella cosiddetta demagogia: Gramsci infatti ne individuava due tipi: una deteriore ed un'altra positiva. Ma ne riparleremo.] 

Il dissenso è quindi violenza, è estremismo, isolato e/o organizzato che sia, il dissenso è barbaro, è infedele, il dissenso è utile e funzionale alla macchina del consenso. Perchè, se come dice il poco letterato Saviano esiste la macchina del fango per singoli o singoli gruppi da sbugiardare, da mettere alla gogna mediatica con un dossier sempre pronto per chiunque, allora esiste pure la macchina del consenso, l'enorme betoniera con cui si cementifica il pensiero comune, lo si immobilizza, lo si mummifica, lo si uccide ma non si dice che è morto: certi bendaggi giornalistici sono in grado di dissimulare la morte, la morte reale in morte apparente ed in vita, la balla di fieno in fascina di grano.

Saviano, ad esempio, ci può essere relativamente utile a comprendere i fenomeni mafiosi dei clan, ma ci è completamente inutile a comprendere i fenomeni politici interni ed internazionali, essendo funzionale al sistema, com'è funzionale un sistema ormonale al tumore prostatico, che d'ormone si nutre e vien nutrito: nelle sue mistificazioni moralistiche sul linguaggio politico "buono" ma senza qualità di sinistra della sinistra* odierna, sulle sinistre-arcobaleno cilene vittime di Pinochet ma mai dei segretari-sovvertitori americani, sul contrapporre il "socialista giolittiano" Turati, già anziano e post-repubblicano al giovane e rivoluzionario e ovviamente "violento" Gramsci, sul mistificare la grande democrazia dello stato israeliano, senza accennare al fatto che sia comandata dalle estreme destre anti-arabe e dalle mafie russe esportatrici di armi, egli già compie l'opera, il capolavoro, il compito che spetterebbe ad ogni buon intellettuale crociano, di insaccare tutto e chi c'è, c'è, chi non c'è è un "pazzo con la bava alla bocca": ecco travestito lo stato parlamentare in un principio eterno, indistruttibile. 

Ma nemmeno il primo Gentile, quello che fu poi ministro fascista dell'istruzione fascista (mentre la Montessori veniva allontanata) arrivò intellettualmente a tanto, si legga "la battaglia delle idee" a pag.4 di questo documento di cui il download- link http://www.2shared.com/document/-mi0FnDx/mdds-on101.html

Ma torniamo un secondo al nostro "pazzo".
Dare dello psicopatico ad un uomo perchè si fa finta di non comprenderne il gesto, cui "gesto incomprensibile" è mistificazione, è copertura, è scudo e fossato per affossare e ristabilire, se ce ne fosse bisogno ancora, i canoni di bene e male, senza peraltro andare "al di là del bene e del male", come diceva Nietzsche e come di quest'ultimo l'aneddoto "i sordi danno del pazzo al danzatore perchè non sentono la musica".

Ma qui gli striscianti non sono sordi, qui si tappano le orecchie, perchè molti degli striscianti pennivendoli sanno bene quale sia il contesto, ne diramano ogni giorno le cifre, i bollettini, la cronaca di guerra, mettono i suicidi, cioè le negazioni degli istinti di sopravvivenza in sesta pagina, quasi fossero "dall'estero", anche se ci fu chi si diede fuoco davanti a Montecitorio; mentre gli attentati alla sopravvivenza, all'integrità del sistema da cui poi originano le pur personali ma generali negazioni degli istinti, sono in prima pagina, con la consona etichetta, criminalizzati non solo nel gesto contro l'autorità, ma pure demoliti dal punto di vista umano, con l'etichetta d'un bigottismo anni '50, quello di psicopatici fuggiti da manicomio. 

E chi li ha creati questi manicomi e sanatori?
Infatti nessuno diceva di quale psicopatia si trattasse: gli sciacalli davano dello psicopatico fino alla prova contraria della smentita d'un familiare, cercando di salvarsi con la formula magica dei "debiti di gioco", di quali, però? Di quelli promossi dallo stato anche a mezzo tv? 

Di quelli che tengono le persone sospese e chine a grattare un quadrato di carta come unico orizzonte futuro, data la ristrettezza sistemica d'orizzonti politici?
E se anche fosse un'avventura isolata di psicopatia, perchè allora si tenta di politicizzarla con strumentali richiami alla morale, al linguaggio, viste le performance passate e recenti del governissimo e nessun richiamo invece, al contesto di devastazione politico-sociale che l'ha procurata? 

Non penserete davvero che basti un "vaffanculo" per armare un uomo seppur depresso? E soprattutto, quanti altri psicopatici conoscete, oltre voi stessi, quanti son emigrati, quanti hanno debiti "legali" con equitalia, eh...ditemi, quanti, compresi magari molti vostri genitori, parenti, figli e fratelli? 

Siamo tutti psicopatici, individualmente tutti potenziali assassini dell'autorità, di cui oggi vediamo l'ultimo atto reazionario parlamentare e come si usa dire "democratico". 

Salò duro 600 giorni, vediamo questa quanto dura, e tenete a mente i gironi delle 120giornate di Pasolini.

Quest'informazione gretta, oscena e pornografica, è utile solo come tappezzeria quando s'imbianca casa. Buona fine.

[...]qui in occidente dobbiamo fare i conti con uno sviluppo più alto del capitalismo: gli ostacoli sono maggiori, la resistenza è più accanita. Il sistema borghese non ha creato soltanto il suo stato repressivo, ma una società civile, ha i suoi centri del consenso, i suoi meccanismi di corruzione e persuasione, una scuola di classe raffinata: pensate ai privilegi corporativi, alle aristocrazie operaie: lo stato non è che una trincea avanzata, dietro c'è tutto un campo trincerato.[...]
[...]apriamo gli occhi: per esercitare il suo dominio, la borghesia non ha sempre bisogno della coercizione, della violenza legale, del terrorismo di stato, come in Italia oggi: per imprigionare milioni di teste usa armi più sottili, dei fili con cui lega Gulliver. 

Da secoli ci ha persuaso e ci persuade ogni giorno che i suoi valori sono valori assoluti: famiglia, educazione, rapporti di lavoro, metodi di lotta politica. L'ideologia borghese ha una risposta pronta per tutto, ed è una risposta che è capace di convincere, di assicurare il consenso, spontaneo, proprio di quelli che sono sfruttati e che sono anche ingannati nei sentimenti, nelle idee, fino al punto di sostenere il dominio dei loro stessi nemici. 

L'egemonia della classe borghese noi la respiriamo meccanicamente, come l'aria, è diventata senso comune nella coscienza di milioni di individui [...] Nino G.

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