domenica 2 giugno 2013


Manifestazione per la zona Franca a Cagliari, sala piena e suicidio di un movimento popolare
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  • L'ultima Poetessa Seconda CartaPaolo Paddeu e altri 8piace questo elemento.
  • Rosanna Puggioni 1500 persone ,,, poche al confronto..
  • Angela Cudoni Non è andata bene??
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  • Piero Capragostini Caro Mario,
    A questo punto bisogna che la Sardegna investa urgentemente in cultura.
    Diversamente altro che suicidio!!
    23 ore fa tramite cellulare · Mi piace
  • Domenico Serra Mura se s'investisse in cultura non ci sarebbero richieste di Zone Franca
    23 ore fa · Mi piace · 5
  • Zonafranca Orgosolo se voi siete i risultati dell'investimento in cultura, forse era un investimento in titoli tossici
    23 ore fa · Mi piace · 5
  • Domenico Serra Mura come lo chiamava Kozziga? Ah si ora ricordo: analfabetismo di ritorno!
  • Zonafranca Orgosolo si si, hai perfettamente ragione, esperienza personale?
    21 ore fa · Mi piace · 1
  • Mario Carboni La sala era piena, ma a mio parere i partecipanti sono stati sacrificati da una regia degli organizzatori in funzione dell'arrivo di Cappellacci che ha cavalcato abilmente la situazione. Secondo la tradizione dando il massimo di solidarietà ha però dirottato le energie pro zf ma sopratutto anti sistema e di un nazionalismo sardi di pancia ed quanto primitivo quanto sincero verso Roma ed il Governo, dando la disponibilità a capeggiare una manifestazione a Roma. Nella miglior liturgia dei sindacati pro carbone, petrolchimica e via dicendo . Mentre gli unici atti necessari sono quelli che dovrebbe fare la Giunta sarda ed il Presidente cioè dare attuazione alle norme di attuazione dello Statuto 75/98 con la delimitazione delle 5 zone franche già istituite in Sardegna e delle loro regole di gestione. Mi ha sorpreso l'atteggiamento dei dirigenti ed organizzatori, sui discorsi dei quali soprassiedo, che appunto come ho scritto hanno deciso di rinunciare a darsi una natura politica, cioè una soggettività che potesse dare un primo compimento alla spinta popolare che con discorsi e obiettivi spesso sbagliati e confusionari, hanno però contribuito a trasformare in un movimento genuinamente reale. Su questo tema scriverò una nota più precisa e completa . Si può anticipare che comunque la presenza analizzata sociologicamente e per provenienza era chiaramente delle piccole comunità esterne alle grandi aree urbane, totale l'assenza dei cagliaritani eppure Cagliari è una sede di zona franca, sulla quale gli organizzatori mai hanno sollevato seria attenzione per la sua colpevole non realizzazione ed immobilismo dei gestori della società Sardinia Free zone. In genere poi i partecipanti sembravano dell'area di artigiani, negozianti, piccolissimi commercianti, rovinati o in procinto di esserlo nella contingenza attuale. Rarissima la partecipazione di studenti ed intellettuali, diffusa quella di casalinghe, precarie e donne in generale. Comunque con la scelta di essere bipartisan nel senso di non aprire fronti conflittuali con le aree politiche, in realtà accusate di ogni male e sopratutto di contrarietà alla zf dal pubblico, dai poeti e in molti interventi, si è rinunciato al potere contrattuale del movimento e si è lasciata aperta ad ognuno dei leader di scegliere in seguito l'adesione in funzione elettorale con lo schieramento che preferiranno. Senza comprendere che ciò significa frantumare il movimento appena creato e sprecare una potenzialità politica che solo una unità politica d'intenti potrebbe salvaguardare. Sembra che la discesa a Cagliari dei recenti movimenti non porti bene. Dopo la scomparsa della Consulta rivoluzionaria a seguito del comizio cagliaritano, si preannuncia quella dei movimenti pro zona franca dopo la manifestazione di Cagliari. Molti dei partecipanti erano sgomenti e delusi per l'apoteosi costruita ed offerta in un piatto d'argento, o meglio di lenticchie, a Cappellacci. È proprio nella rinuncia alla primogenitura ed alla leadership del movimento pro zf e la loro cessione a Cappellacci che si ritroveranno le cause della futura vaporizzazione dell'esperienza. Sempre a mio parere ciò è dovuto non solo alla debolezza delle argomentazioni, alla errata e spesso strumentale interpretazione di leggi e modelli di zf, riducendo ad evento messianico la zona franca per la Sardegna, ma per la eterogeneità dei sei o sette leader e per il complessivo basso livello politico ed a volte culturale che appare dai loro interventi ed argomentazioni principi. Infatti chi sottolinea il catastrofismo, chi si impastoia in arzigogolate ed approssimative interpretazioni giuridiche, chi sottolinea un canovaccio paranazionalista sardo basato su storia fantasy, chi ripropone anticolonialsmo sindacal sardista d'antiquariato anni 80, chi minaccia se non con le buone con le cattive, insomma un circo zanfretta con troppi protagonisti, prime donne, attor giovani, caratteristi che aspirano ad essere protagonisti o capocomici, tutti in pista in prospettiva delle prossime elezioni regionali. La rinuncia ad essere movimento politico, soggetto politico, oltre alla debolezza di analisi politica, all'individuare punti tattici e strategici, non avere un'idea condivisa di cosa sia veramente una zf adatta alla Sardegna, nasce forzatamente dall'essere presenti nel pollaio troppi galli e galline e quindi dalla consapevolezza che individuare la leadership e quindi una gerarchia di direzione e pubblica evidenza , potrebbe generare scontri anche personali evidenti e disgreganti. Proprio come è successo alla defunta Consulta rivoluzionaria. Tutto sommato il grande sforzo organizzativo, che ha però esiliato la manifestazione in un capannone della Fiera, isolata dalla città che non ha partecipato e che neanche se ne è accorta, malgrado l'entusiasmo dei partecipanti ed il loro sacrificio , credo che si possa definire un fiasco. Peccato veramente. Ma la responsabilità è tutta dei dirigenti organizzatori e promotori che si sono fatti incantare dal potere cagliaritano, proprio da quello che doveva fare per la zona franca e non ha fatto, che deve fare e invece non fa....per un piattino di lenticchie..
    21 ore fa tramite cellulare · Mi piace · 14
  • Franco Piretta È una storia vecchia come il mondo. Alcuni dei presunti leaders neanche si rendono conto di essere malamente sfruttati all'interno del Movimento stesso da parte di coloro che vedono una prospettiva personale di affermazione. E che dire degli oltre mille partecipanti inermi, che sembrano essere massimamente poveri cristi, che sopportano grandi sacrifici per rinfocolare quella minima fiammella di speranza, che sperano possa farli uscire dal pantano in cui sono caduti. 
    Ci vorrà del tempo per riprendere le fila del discorso e concentrarsi sulle cose fattibili, che non sono poche, a condizione di seguire le leggi e le norme già vigenti, che andrebbero semplicemente completate con provvedimenti politico amministrativi già avviati (vedi la perimetrazione delle zone individuate dalla 78/95).
    Prevedo nuove vagonate di insulti per coloro che, come noi e tu in testa, predicano il pragmatismo della ragione, contro il superficialismo dell'entusiasmo inconcludente.
    Và comunque segnalato un altro fatto accaduto oggi. A fronte di mille e più persone che comunque, con tutti i limiti segnalati, si incontrano fiduciosi di poter dare una mano per la risoluzione dei problemi in campo, il maggior partito di minoranza (il PD) non riesce a fare il numero legale alla Direzione regionale convocata a tramatza.
    Questo la dice lunga sui veri conflitti in gioco dentro quel Partito e quanto siano distanti dalla vita reale e dai problemi che attanagliano la Sardegna. E mi permetto di aggiungere che la lotta per il potere interno è lontana mille miglia dagli interessi dei vari movimenti spontanei che sembrano, nella maggioranza, distanti dal dover sostenere questo o quel leader alla presidenza della regione.
    Vedremo nelle prossime settimane cosa resterà di questa grandiosa legittima mobilitazione.
    14 ore fa tramite cellulare · Mi piace · 3
  • Giuseppe Baffigo Solo perchè non lo faccio io non vuol dire che è sbagliato.Caro Mario Carboni e Franco Piretta@dove stanno le nostre responsabilità?Di duri e puri non ne ho visto in passato,non ne vedo nel prossimo futuro,noi questa occasione l'abbiamo persa,non per nostra personale responsabilità ma l'abbiamo persa.Lasciamo loro l'entusiasmo la loro forza sta in questo,Cappellacci non vi piace ma è Governatore della sardegna,deve recitare questo ruolo è suo dovere,poi si vedrà,questi che hanno creato i movimenti non si disperderanno come abbiamo fatto noi Sardisti nel tempo, perchè le condizioni socio economiche politiche oggi sono diverse,gli uomini contano poco,lo hanno capito,quindi aspettiamo,poi vedremo.
    9 ore fa · Mi piace · 1
  • Franco Piretta Caro Giuseppe, ti voglio bene e spero con te e come te. Vorrei che l'esperienza di una vita venisse clamorosamente smentita.
    9 ore fa tramite cellulare · Mi piace · 1
  • Mario Carboni @giuseppe le opinioni sono fatte per essere confrontate, sta di fatto che le liturgie le conosciamo bene, fanno parte della politica e della comunicazione. Chi commenta politicamente dovrebbe cercare di vedere sotto le incrostrazioni e gli orpelli prevedendo, per quanto umanamente possibile gli avvenimenti. Si sbaglia anche ma mai autocensurarsi. Le chiacchiere però stanno a zero. Vorei ricordare che il percorso che seguiamo da tanti anni ha avuto diversi successi, sulla base dei quali si muove anche il recente movimento per la zona franca integrale. Che per inciso è il nostro obiettivo da sempre. L'ultima tappa CONCRETA è stata il decreto 75/98 di attuazione dell'art.12 dello Statuto, quello per intenderci sui punti franchi. Per ricordarlo e non discutere sul nulla lo pubblico di seguito: Articolo 1.
    1. In attuazione dell'articolo 12 dello statuto speciale per la regione Sardegna approvato con
    legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, sono istituite nella
    regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913/1992
    (Consiglio) e n. 2454/1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto
    Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente
    collegate o collegabili.
    2. La delimitazione territoriale delle zone franche e la determinazione di ogni altra disposizione
    necessaria per la loro operatività viene effettuata, su proposta della regione, con separati
    decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. Questo decreto è frutto del nostro lavoro ed io mi onoro di avervi partecipato con tanti amici a elaborarlo nelle sue linee attuative e a sostenerlo col Comitato Zona franca di allora, non è caduto certo dal cielo come la manna. Sinchè non verrà data attuazione al comma 2 le zone franche sarde non esisteranno, non saranno comunicate alla UE e noi sardi, compreso il recente movimento ce la prenderemo ancora in saccoccia. Chi deve fare le delimitazioni? Chi deve determinare ogni altra disposizione utile per la loro operatività? Non certo io, neppure tu e neanche Franco, ma neppure il Movimento per la zona franca!!!! Le deve DELIMITARE e COMUNICARE al Consiglio dei Ministri il Presidente della Giunta. Guarda che è indifferente chi sia il Presidente, dato che da Palomba, Floris, Pili, Masala, Soru, Cappellacci è stata sempre la stessa musica. Nessuno lo ha fatto. E' evidentissimo quindi che questi sono gli atti concreti da fare. Ti ricordi i tavoli messi in piedi anche per Olbia per la delimitazione? E gli altri tavoli che fine hanno fatto? Forse tu lo sai? Allora perchè il Movimento incorona Cappellacci, che fa il suo mestiere di politico, e non continua a premere affinchè l'iter politico-amministrativo venga concluso? Perchè si cercano responsabilità a Roma che invece sono tutte nostre?...Adesso si vuole organizzare manifestazioni a Roma..ma..permettimi di essere almeno perplesso..e vedere sotto il bagno di folla e l'entusiasmo legittimo dei partecipanti tante ambiguità e segnali di prossima sconfitta per un movimento che tante energie è riuscito a far emergere dal profondo del nostro popolo..
  • Giuseppe Baffigo Mario Carboni@ io e te divergiamo sui punti franchi,io sono su una ZONA FRANCA INTEGRALE,tu sui punti franchi,tu sei sulla posizione prendiamoci quello che ora possiamo,io credo che i punti franchi creino grandi squilibri economici territoriali,è un vantaggio per le località portuali dove vengono individuati a discapito delle zone interne,ma questo è un lungo discorso,il mio credimi non è un discorso campanilistico sai bene vivo in una parte della sardegna che ha il 50% del potenziale portuale della Sardegna tra diportismo turistico e portualità commerciale,il nostro territorio"La Gallura" ha il PIL più alto della Sardegna nonostante la crisi,non abbiamo industrie se non quella del sughero e del granito che oggi sono fortemente in crisi,ma abbiamo ancora per fortuna il TURISMO che resiste nonostante i costi dei trasporti,una zona franca per punti non risolverebbe i nostri problemi insulari come i costi dei trasporti, mentre quella più idonea sarebbe il modello Canarie idoneo alla caratteristiche della >Sardegna.
    8 ore fa · Mi piace · 1
  • Mario Carboni @ Giuseppe Ti sbagli, non divergiamo perchè anche io desidero la zona franca integrale. Ma il cammino si fa per passi successivi e per ottenere sia l'uovo oggi che la gallina domani. Oggi, dato che le risposte vanno date oggi, anzi ieri alla Sardegna che muore, bisogna dare attuazione alle ben 6 zone franche già istituite. Se no si ripete ciò che drammaticamente è avvenuto per lo Statuto. Potevamo avere lo Statuto siciliano e non lo abbiamo voluto. Ci è rimasto questo sgorbio. Possiamo avere cpome prima tappa, dato che è un risultato acquisito, le 6 zone franche e non le vogliamo perchè vogliamo la zona franca integrale SUBITO. Il modello Canarie adesso è di moda, ed io lo ricordo da decenni che è quello più vicino a quello ideale per la Sardegna, ma misto con quello irlandese di Shannon, per le particolari necessità sarde. Ma sempre si parte dal concreto e in attesa che ci si decida a studiare e scrivere nero su bianco un piano industriale delle zone franche 6 e della futura integrale, bisogna che si aplichi il decreto 75/98..Se le 6 zone franche venissero delimitate includendo ai porti le zone industriali e gli aeroporti, cosa che io auspico, con i carburanti e non solo senza accise ed iva avremmo il crollo dei costi di gestione e risolta la questione trasporti con una vera continuità territoriale..Sai quanto costa il PIENO di una nave e di un aereo? Io qualche calcolo l'ho fatto..
  • Giuseppe Baffigo Appunto lavoriamo assieme uniti,confrontiamoci senza protagonismi,siamo stati abbastanza miopi nel tempo "PASSATO",oggi si ripresenta una occasione con grande spinta d'entusiasmo,sfruttiamo tutto anche le occasioni,le persone non condivise,l'importante è il fine ZONA FRANCA. 
    7 ore fa · Mi piace · 1
  • Francesco Scifo Caro Carboni ho letto il Suo post e mi chiedo perchè Lei non sia venuto alla manifestazione a dare il suo contributo invece di stilare giudizi e de profundis.
  • Francesco Scifo Inoltre credo che trasformare il movimento in un partito sia prematuro e per ora difficile ed inutile dato che esistono già molti soggetti politici che dovrebbero tutti lavorare per la zona franca. Infine Le ricordo che mercoledì al Tar si discuterà proprio del perchè Cagliari non sia stata attivata e spero che i giudici vorranno andare avanti ad accertarlo e realizzarla anche con un commissario ad acta come gli abbiamo chiesto con la class action
  • Raimondo Gulleri mario io cero e ci credo se te non ci credi tienitelo per te grazie
  • Mario Carboni @francesco scifo alla manifestazione ero presente ed ho ascoltato bene e parlato con tantissimi miei amici presenti ed anche che non conoscevo. Non è la prima grande manifestazione per la zona Franca cui ho partecipato in passato e non sarà certamente l'ultima. Le mie sono valutazioni politiche e certo non sarei contento se purtroppo come credo si avverassero . Ho ascoltato i suoi interventi e rimanendo in dissenso su tante cose, evitando ogni polemica come ho sempre fatto, ho rilevato due elementi positivi e sui quali concordo nelle sue dichiarazioni e non sono di pocono
  • Francesco Scifo Perchè non si è avvicinato a me l'avrei fatta intervenire avrebbe potuto parlare e dare indicazioni utili serve l'aiuto di tutti. Purtroppo non l'ho vista ed è stata un occasione perduta per me
  • Raimondo Gulleri ma scusa le leggi ci sono come la mettiamo ?
  • Raimondo Gulleri se poi questa classe politica non la mai voluta atuare devi chiederlo a loro il perche
  • Raimondo Gulleri ne anno sempre parlato ma solo a parole ora che qualcuno sta smuovendo le acque non vi va bene perche ^
  • Zonafranca Orgosolo io spesso ho l'impressione di "lesa primogenitura" ovvero di chi ne ha parlato per prima. a noi interessa il risultato finale
  • Gianpiero Spanu Ma quante parole sig Mario Carboni e sig Franco Piretta . Dai vostri discorsi ho capito che siete persone interne alla vecchia politica, capite tuu
  • Giuseppe Musina Molti vogliono solo fare le primedonne
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