sabato 6 luglio 2013

SA DEFENZA E' CONTRO L'ACQUISTO DEGLI F35 ,  PERCHE' E' STRUMENTO DI MORTE, INOLTRE E' INACCETTABILE COMPRARE AGGEGGI TECNOLOGICI COSI' COSTOSI MENTRE IL POPOLO SOFFRE E GEME PER LA CRISI INVENTATA DALLE BANCHE E DALLE ELITE PRIVATE!


LA REPLICA. Il deputato del Pd risponde al Capo dello Stato sull'acquisto degli aerei
«F35: nessun veto, Presidente»
Scanu a Napolitano: il Parlamento è sovrano per legge

di Augusto Ditel
unionesarda.it
Gian Piero Scanu

Al solo sentir parlare di diktat (posti o subìti), Gian Piero Scanu s'irrigidisce. Democristiano di lungo corso, rischia di beccarsi l'orticaria, così, in assoluto. Figuriamoci se la materia del contendere - attualissima, addirittura rovente negli ultimi giorni - è una spesuccia di 20 miliardi per l'acquisto degli aerei F35. 


I toni del deputato Pd non si smorzano anche se l'accusa del (presunto) veto posto dal Parlamento nei confronti del Governo è arrivata dal Capo dello Stato. «Ma quale veto e veto - manda a dire, con veemenza, a Giorgio Napolitano, l'autore della mozione che ha deciso lo slittamento di ogni decisione sulla quantità dei cacciabombardieri da ordinare alla Lockheed -: è solo l'esercizio della propria sovranità».

Un po' di rispetto, onorevole Scanu.

«Non ho offeso nessuno. Mi sono semplicemente riferito a una legge dello Stato, la 244 del 2012, che assegna al Parlamento (articolo 4) il compito di stabilire di quanti e quali strumenti d'arma si debba dotare il Paese».

Aerei, ma non solo.

«Certo. Aerei, ma anche navi, carri armati... Siamo di fronte a una vera e propria riforma da attuare in sinergia con il Governo, al quale Camera e Senato diranno cosa deve fare, al termine di un'indagine conoscitiva coordinata dalla commissione Difesa della Camera di cui faccio parte come capogruppo del mio partito».
Che ormai è spaccato.

«Rammento che il Pd ha votato all'unanimità la mozione, e mi auguro che mantenga la sua compattezza. Certo, oggi qualcuno storce il naso solo perché è intervenuto il Presidente della Repubblica, che è pur sempre il Capo delle Forze Armate. Ma Napolitano sa bene che il Consiglio Superiore di Difesa, composto da sette ministri, non ha il potere di modificare una legge. Anch'io del resto ho detto la mia dopo la presa di posizione del Csd, in quanto errata».

Sempre i soliti: quando non c'è accordo, si rinvia.

«È un'accusa ingenerosa e capziosa, questa, figlia di un'opposizione che si muove all'insegna dello sconsiderato “tanto peggio tanto meglio”. Eppoi, contesto nel merito il fatto che si sia trattato di un rinvio. È stato un blocco. Di fatto abbiamo ordinato all'esecutivo di non procedere all'acquisizione di alcuno strumento d'armi fino a quando il Parlamento non ultimerà il suo lavoro».

Cioè quando?

«La tempistica è già ben definita. Entro dicembre si riunirà il Consiglio d'Europa (è stato già convocato) al quale spetta il compito di fissare la politica comunitaria su Sicurezza e Difesa. A gennaio 2014 avremo un'idea precisa di come sviluppare l'attività di Difesa. Insomma, bisognerà attendere l'esito della due diligence , poi arriveranno le decisioni».

Quanti F35 sono stati già acquistati?

«A saperlo... C'è chi dice tre, chi sette, chi dieci. Anche questo, come ho avuto modo di stigmatizzare in sede di dichiarazione di voto alla Camera, è un paradosso inaccettabile: non siamo in grado di conoscere il numero esatto degli aerei. Sembra incredibile, ma è proprio così».

Quanto costa un F35?

«A saperlo... Nessuno sa indicare una cifra esatta, ma c'è una spiegazione: a differenza di altri Paesi, l'Italia ha acquistato i prototipi, che notoriamente sono più costosi. Un altro erroraccio».

Quanto sarebbe la spesa totale?

«Per queste ragioni, non lo so indicare, ma comunque siamo nell'ordine di una ventina di miliardi. Del resto, stiamo impiegando un paio di mesi per evitare l'aumento di un punto dell'Iva, e non possiamo utilizzarne qualcosa di più per gli F35? Siccome le armi non sono giocattoli, prima di spendere questa montagna di soldi, bisogna pensarci non una, ma mille volte».

Meglio costruire asili.

«Un'altra sciocchezza contenuta nella mozione dell'opposizione. Chi sa di amministrazione pubblica, non dice queste castronerie. Una somma destinata a qualcosa di specifico, stabilito per legge, non può essere trasferita sic et simpliciter , con un colpo di bacchetta magica, in un altro capitolo di spesa. L'ennesimo esempio di demagogia».

Un passo indietro: la prima ipotesi era di acquistare 131 aerei.

«È corretto».

Poi, il ministro Giampaolo Di Paola scese a 90.

«Giusto. Oggi però sarebbe sbagliato anticipare qualsiasi quantità per le ragioni illustrate poco fa».

Ma questi 90 mezzi sono stati già ordinati?«Lo escludo nella maniera assoluta. Nessun ordine, nessun impegno, nessuna penale in caso di rinuncia. Chi afferma il contrario, mente sapendo di mentire».


Questo lo dice lei.«No, è nei fatti: altrimenti il ministro Di Paola non avrebbe potuto passare in una notte da 131 a 90».


Si dice che gli F35 non siano esenti da difetti, e che non generino molti posti di lavoro.

«L'indagine conoscitiva dovrà analizzare anche questi aspetti non secondari. Potrebbe accadere, ad esempio, che l'acquisto dei mezzi aerei sia più opportuno farlo rivolgendosi al Consorzio Europeo di cui l'Italia fa parte, e non agli Usa. D'altronde sarebbe auspicabile tendere al massimo dell'efficacia e a un'omogeneità dei mezzi di difesa a livello europeo. Così come dovrà essere dimostrato, e soprattutto quantificato, il ritorno in termini occupazionali dell'una e dell'altra opzione».

L'industria militare comunque è una risorsa.

«Non solo lo sottoscrivo, ma aggiungo che non va mandata a fondo. L'Italia però deve procedere con prudenza estrema, perché la materia è estremamente delicata oltreché assai costosa. La Difesa di un Paese è un valore prezioso».

L'articolo 11 della Costituzione però ci ricorda che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa...

«Già. È bene ricordarlo».



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