domenica 21 luglio 2013

Arriceus e pubricaus su comunicau de SNI
nci parit chi siat una arrespusta a su atobiu dde sabudu a Losa de su Partito dei Sardi de Franciscu Sedda e Paolo Maninchedda, d'iat giai nau calincuna cosa fintzas Doddore Meloni de MERIS ariseru meria fiat narendi ca est sonada sa campana a motu,  poita su atobiu de Losa no at nau nudh'e nou e no funt nudha poita no rapresentant nisciunus in SARDINYA...
 SA DEBATA EST OBERTA
sa defenza

BUSTIANU CUMPOSTU COORDINADORE NATZ DE SNI


IRAP – STATO CONTRO REGIONE 
STATO PATRIGNO – NO STATO OPPRESSORE
IL SOVRANISMO E’ UN NIKNAME DELL’AUTONOMISMO

Le processioni a Roma dei parrocchiani di Cappellaci, come già quelle dei parrocchiani sindacali, hanno sbagliato santuario, non solo non si è ottenuto il miracolo della Zona Franca Integrale ma  a stretto giro di oratorio i sardi hanno ricevuto la decisa bastonata didattica dell’IRAP per non avere ancora appreso bene il fondamentale concetto sulla differenza che intercorre tra sovranità e sudditanza.  Lo stato, italiano, non concede alla colonia speciale, Sardegna, ciò che è valido nel suo territorio normale. Le regioni ordinarie, grazie alla  legge 5 maggio 2009, n. 42 in materia di federalismo fiscale, all’articolo 7 possono variare  l’aliquota IRAP nei limiti dei massimi di legge ed esercitare sovranità sui propri tributi e la Sardegna, che vanta poteri legislativi costituzionali, non può perché lo statuto, come se fosse un trattato di resa, all’art 10 limita questa possibilità solo per le imprese di nuova istituzione.

La vera risorsa dei sardi sono i sardi stessi,  che invece di snocciolare  rosari romani devono DECIDERE DI DECIDERE, istituire  applicare unilateralmente e immediatamente l’art. 9 dello statuto e conseguire la sovranità fiscale istituendo s’Agentzia Sarda de sas Intradas, ribaltare i rapporti del dare e del chiedere con lo stato e rendere il sistema economico sardo RILEVANTE ai fini delle leggi europee in matteria. ci sono altre possibilità. 

La ZONA FRANCA INTEGRALE E ARTICOLATA è alla nostra portata, senza  aiuti di stato possiamo, DECIDENDO, avere una fiscalità di vantaggio a misura di Sardegna e fare in modo che sia moltiplicativa di PIL rendendo più chiuso il sistema economico sardo intervenendo con decisione sull’agroalimentare, sul turismo e sui trasporti.

Solo sconfitte e umiliazioni se si rimane all’interno della CULTURA POLITICA ITALIANA, e non diamo la possibilità alla CULTURA POLITICA SARDA di emettere propri impulsi di autodecisione, per uscire dalla sudditanza del dare risposte invece che attenderle. 
 autodecidere chiameranno i sardi a schierarsi in diverse trincee e li costringeranno a beccarsi tra loro come i polli di Renzo per non capire di essere destinati tutti alla pentola del disastro italiano.

 Nessuna novità verrà dal Sovranismo è un rispondere mediato del “sardismo”,  privo di cultura politica autonoma, agli impulsi emessi dal sistema “italianista”

Il sovranismo è un nickname dell’autonomismo che come in una realtà virtuale si muove nella “rete” politica modernizzando ed informatizzando l’inganno per continuare la sua opera di neutralizzazione del nazionalismo sardo e arginarne  l’attesa di SOVRANITA’ VERA, di INDIPENDENZA.

BITZI  20/07/2013  anno 152° Dominazione Italiana    IL COORDINATORE NAZIONALE


                                  Bustianu Cumpostu
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