lunedì 29 luglio 2013

 Il nostro augurio è che tutti i movimenti,i partiti e liberi pensatori indipendentisti sardi si mettano a "sa mesa" per ragionare sulla possibilità di affrontare tutti assieme  la prossima tornata elettorale della regione Sardinya, con nel cuore e nella mente gli interessi natzionali della nostra terra.

Sa Defenza


L’INCONTRO – Indipendentisti in cerca di 

unità

SARDEGNA QUOTIDIANO 

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Le elezioni regionali e lo sbarramento della nuova legge elettorale agitano il fronte indipendentista. 


Domani ad Olbia sarà apparecchiata l’ultima tappa di “Laboratorio Gallura”: «percorsi politici verso l’indipendenza del nostro popolo»,si legge nella locandina dell’evento che apre le porte ai segretarinazionali dei partiti nazionalisti. Hanno già dato la loro adesione Sardigna Natzione, Progres, Fiocco Verde, Psd’Az, Sardigna Libera e Fortza Paris. 

Non sarà presente all’appuntamento Gavino Sale di Irs perché, come fa sapere il diretto interessato, «siamo impegnati nel decennale della fondazione del nostro movimento, a Tissi ma abbiamo partecipato alle altre tappe di Laboratorio Gallura». 

Una serie di incontri per «promuovere un’ipotesi di riunificazione o coalizione dei partiti sardi, indipendentisti ed identitari con la finalità di presentare liste per le prossime regionali». «Perché - spiegano i promotori dell'inziativa - la particolare situazione in cui versa la nostra isola, ci spinge a trovare convergenze che consentano di intraprendere un cammino unitario verso la conquista del governo».

Gli organizzatori tengono pure a precisare che tutto l’apparato non è organizzato da Sardigna Natzione ma da «un gruppo di lavoro i cui membri sono indipendentisti della base, simpatizzanti e alcuni militanti nei vari partiti e movimenti del vasto universo indipendentista, nonché da indipendentisti liberi». 

Però Bustianu Cumpustu, coordinatore nazionale del neonato Laboratorio e leader di Sardigna Natzione,tiene a dire la sua su tutta la questione. Il punto, d’altronde, è sempre quello, e cioè come muoversi in vista dell’appuntamento elettorale fissato per il febbraio del 2014.

«I sovranisti come in un’ardìa a piedi o in una corsa degli scalzi di Sinis cercano di superarsi a vicenda per non perdere gli autobus italianisti che portano agli scranni del consiglio regionale sardo», ragiona Cumpustu, riferendosi ai movimenti dell’ultim’ora che «ingannano se stessi ed i sardi facendo credere che saranno messi loro alla guida». 

Ma non tutto è perduto: «La cultura politica sarda è viva, può dettare una propria agenda politica», rende noto ancora. In prima fila, manco a dirlo, Sardigna Natzione che «chiama,senza pretese di primogeniture, tutte le forze politiche, movimenti, comitati, e singole persone che non hanno dirigenze italiane al dovere di tentare un’alternativa al sistema politico del disastro», è l’appello finale. 

Quindi Laboratorio Gallura come primo passo per «trovare spazi di condivisione e,se ci sarà la maturità necessaria, sintetizzare una proposta di alternativa alsistema del collaborazionismo», è il finale. 

Saluta positivamente l’iniziativa anche il segretario nazionale del Psd’Az Giovanni Colli: «L’idea è quella di promuovere un confronto costante tra partiti e movimenti», osserva per poi precisare che «l’aria non è quella di discutere di formule elettorali ma piuttosto capovolgere i termini della questione. 

Cioè prima il confronto su questioni concrete e poi si vedrà», è la tesi. 

È positivo comunque «l’inizio di un percorso molto importante, dopo le conflittualità precedenti quando ognuno pensava al proprio orticello, ma ancora non sappiamo se i frutti si vedranno alle prossime regionali o più in là», conclude con molta cautela il segretario dei Quattro Mori. 

Francesca Ortalli


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