mercoledì 31 luglio 2013

Sa litera c'at arriciu su comunu de Santu Sparau in provintzia de Castedhu

Assòtziu de Istudentes - Su Majolu


Publicamus sa lìtera chi su ministeru pro sas infrastruturas at mandadu A sos 

comunos de Sardinya, A sas Provìntzias de Sardinya, A s'ANAS de Casteddu, 

E p. c. A sas Prefeturas de Casteddu, Nùgoro, Tàtari e Aristanis. Custa lìtera est

arrivada a su comunu de Santu Sparau (CA)


"Oggetto: Segnali di inizio e fine centro abitato in dialetto/bilingue:


 CHIARIMENTI. Lo scrivente ufficio durante i numerosi sopraluoghi che svolge

 all'interno del territorio regionale ha riscontrato l'utilizzo diffuso della 

segnaletica di delimitazione del centro abitato in doppia lingua. Sebbene la 1° e 

la 12° Direttiva "sulla corretta e uniforme applicazione delle norme del Codice 

della Strada" avessero già fornito chiarimenti sull'utilizzo di tale segnaletica, lo 

Scrivente, con l'obbiettivo di rappresentare le peculiarità della Regione sarda in 

tema di toponomastica, ha formulato il quesito alla competente Direzione 

Generale della Sicurezza Stradale. Nella nota Ministeriale allegata la D.G. ha 

precisato come tale utilizzo sia ammesso esclusivamente ai sensi dell'art. 125 c. 

6 del Regolamento e dove gli accordi internazionali ammettono la possibilità di 

riportare in massimo due lingue ufficialmente riconosciute per facilitare l'utenza 

stradale di altre nazioni, non ammettendo tale deroga per le forme dialettali. 

L'unica eccezione prevista dall' art. 37 comma 2 bis del Codice della Strada e 

successive modifiche da la possibilità agli enti a cui spetta l'apposizione e la 

manutenzione della segnaletica stradale , nei segnali di localizzazione 

territoriale del confine del comune di utilizzare lingue regionali o idiomi locali in 

aggiunta alla lingua italiana. Tali segnali (art. 134, comma 4, del Regolamento 

di Esecuzione del Codice della Strada) sono segnali a sfondo marrone e di 

dimensioni ridotte. Si invitano pertanto i suddetti Enti in indirizzo ad intervenire 

nel proprio ambito di competenza ai fini della corretta applicazione del 

Regolamento di Esecuzione del Codice della Strada e successive modifiche. Si 

rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento."

In pràtica su chi est nende su Ministeru italianu est chi sa limba sarda est una 

"forma dialettale", una "lingua regionale o idioma locale", est a nàrrere unu 

limbàgiu italianu che a su napolitanu e a su milanesu. Pro custa resone narat 

chi non si podet impreare in sos cartellos de sa segnalètica in sas intradas de 

sas biddas (su prus de sos cartellos bilìngues in Sardinya sunt de custu tipu), 

ma podent èssere postos (paris cun su cartellu in italianu) petzi in sos 

istradones pro inditare sa làcana de su territòriu comunale, e chi depent àere 

sas iscritas prus minores de sos cartellos normales e cherent colorados in colore 

de castàngia. In pràtica su chi nos diant permìtere est de iscrìere in sardu sos 

cartellos "folclorìsticos" in foras de sas biddas. Custu in conca issoro, ca sos 

cartellos in sardu devent abbarrare in ue sunt! E custu pro duas resones: 1) ca 

pro sa lege italiana 482 su sardu est riconnotu che una "minoranza linguistica 

storica riconosciuta dalla repubblica" comente est pro sos tirolesos pro a sos 

valdaostanos; 2) ca in sa terra nostra non semus una minoràntzia ma una 

majoria e devent detzìdere sos sardos.



- CARTELLI IN SARDO - UNA DELIBERA PER CANCELLARE QUELLI IN ITALIANO


CAI..BAU...SLAP, questa è come sempre la reazione del cane mansueto e fedele che riceve calci dal padrone. Ricevuto il calcio dello stato, che ha deciso di folclorizzare i cartelli in sardo, i sardi mansueti e fedeli,si lamentano per il dolore e abbaiano un po' alla luna, per farsi sentire dagli elettori, prima di tornare, come al solito alle leccate di fedeltà.  


 Per lo stato, il sardo è archeologia italiana e folclore e in tale unica funzione va usato, lo sanno benissimo coloro che oggi si strappano un bottone facendo finta di strapparsi le vesti. Se tutto il contesto culturale del nostro popolo è stato folclorizzato e sostituito da un contesto più "civile" e "moderno", vestire, ballare, parlare, comportarsi, essere società, alla civile,  ciò è potuto avvenire non solo per l'italizzazione forzata  ma anche per la mediazione di intermediatori sardi che da tale funzione hanno tratto e traggono vantaggio.


BASTA UNA DELIBERA - RESTITUIAMO I NOMI IN SARDO ALLE LOCALITA'  E RIMUOVIAMO I CARTELLI IN ITALIANO.  Se si ha il coraggio e la determinazione,invece che protestare si deve agire, abbiamo gli strumenti, comuni, province e regione possono deliberare di restituire i nomi in sardo alle località, alle città, ai paesi e alle vie e far perire di spada chi con spada vuole ferire.

Quale migliore occasione per rimuovere quegli obbrobri di, Margine Rosso, Mal di Ventre, Torre delle Stelle e altri istropios di traduzioni in italiano.


Questa è la misura della protesta, altrimenti continuate a fare cai..cai senza abbaiare.


OLBIA  31/07/2013  anno 152° Dominazione Italiana                      

IL COORDINATORE NAZIONALE di SNI

                                                                                                                    
Bustianu Cumpostu
                                                                      


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