sabato 13 luglio 2013

SHA'AR HA BA'AL!

Vàturu Erriu Onnis Sayli 

sa defenza

A San Giovanni in Sinis si è consumato un lauto pasto culturale, il Prof Gigi Sanna esperto studioso di lingue antiche ha esposto agli astanti le sue teorie sulle scritte scoperte  presso: "SHA'AR HA BA'AL" era la "LA PORTA DEL SOLE" conosciuta oggi come la sala da ballo, antica cava nuragica bagnata  dal mare nella penisola del Sinis nel comune di Cabras (OR)  -Sardinya- .

I partecipanti , una cinquantina di persone appassionate di studi su "la nuraxia  e sa limba de is etzus" guidati dal Prof Gigi Sanna , hanno approfondito e sviscerato il significato delle antiche iscrizioni presenti  presso SHA'AR HA BA'AL , vedi immagine sottostante.


riproduzione pittografica dei segni e scritte nuragiche presso SHA'AR HA BA'AL effettuate dal Prof Gigi Sanna
La giornata è stata, a dir poco, radiosa ; le intelligenze degli astanti che pressavano il prof Sanna di domande prima: circa  la veridicità e la non falsità dei pittogrammi ha impegnato il Prof in lunghe e profuse disquisizioni scientifiche,  esposizioni suffragate anche da tecnici presenti in loco,oltre a intellettuali e studiosi di arkeo come la Dott. Aba Losi, inoltre tecnici e studiosi di posizioni  mappali; hanno spiegato come le  coordinate geografiche costruite con precisione dettata agli scultori dagli antichi scribi nuragici era importante per la precisione usata e con dovizia affinché la caduta precisa del del solstizio estivo sull'immagine del viso nello spigolo della roccia fosse delineata pienamente al sopraggiungere del crepuscolo del solstizio estivo, ove si tenevano riti religiosi in onore di NU-Ra porta di LUCE che  si può osservare nell'immagine sottostante .


pittogrammi nuragici indicanti la porta della luce


Il prof Sanna, spiega i pittogrammi , la tanit una specie di pupattola , segno protocananaico simile allo schema dentro il brassard; il segno a T e quello simile a C sembrano segni romani ma non lo sono , sono segni antichissimi; il resch , il pittogramma è un disegno e sembra ciò che non è conosciuto. Sui segni che si ripetono , continua il Prof.,   sono segni da noi conosciuti, come ad esempio il serpente che è l'attuale N, o la testa del toro è una Aleph .. l'occhio la consideriamo che sia un'inclusione della roccia , ma, questo ispira un occhio di RA,  poi c'è un NUR luce , in pratica i pittogrammi possiamo ipotizzare essere una frase del tipo: Lui è luce dell'occhio di RA. il pittogramma è Resh è la testa, l'aleph del toro. Se va bene questa lettura la lettera T può rappresentare he e yod. Valori fonetici sulle conoscenze degli oltre 150 simboli nuragici conosciuti,così interpretiamo: testa di colui che da la vita.



La dr.sa Aba Losi mostra l'immagine, un viso a forma di goccia,  che ha ritratto poche ore prima sulla riva rocciosa sotto la città nuragica di Tharros,  spiega,  sia  di sicura fattura  nuragica.

Sotto il Prof Sanna  spiega le iscrizioni, trovate casualmente da un appassionato ricercatore di segni antichi qual è Stefano Sanna; che apparentemente a prima vista sembrano lettere latine , mentre nella decriptata realtà sono segni e pittogrammi nuragici che il prof. ci spiega ampiamente  con la dovuta sapienza e conoscenza delle lettere antiche scritte sulla roccia, con  vista a mare,  dagli antichi sacerdoti amanunensi nuragici.


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