venerdì 9 agosto 2013

....siamo sempre, purtroppo , a inseguire i danni di questi politicanti tecnologici, insani pensatori dell'idiozia, che in una società improntata al progressismo estremo presente, ipotizza per noi un futuro sempre più greve, questo pensiero malsano passa attraverso l'interpretazione dello sfruttamento del territorio con le loro "nuove tecnologie"; 

vogliono farci credere che bene è, l'aliga "monnezza CO2", il Fracking, visione pseudo-industriale medievale ammantata da idee fumose di nuovo lavoro(?) possibile;

questa, come molte altre, è idea che in certi settori sindacali e in certi partiti "padroni dei lavoratori", accecati dalla sete di potere, sono posti di lavoro (per il becchino forse) questi illuminati con stipendi da 20000,00 € al mese, ti calano dall'alto questo verbo come fosse manna dal cielo, e, con ordini irrevocabili degni dei migliori dittatori al servizio dei poteri forti,  te lo impongono senza possibilità di poter dire NO allo scempio voluto e cercato, (vedi MUOS-Crocetta o TAV_PD-PdL); 

e , nota bene, se non basta l'ordine perentorio a far genuflettere, allora si rivolgono al solito mantra-ricatto e  con le note della bala laika per attrarre masse operaie e col piffero  incantare i riottanti e mal disposti, così ti ipotizzano la perdita di posti di lavoro inesistenti, e giocano sulla fame delle famiglie di uomini e donne in cassa integrazione o disoccupati, e poco o nulla  gliene frega se la gente ivi residente morirà di cancro o peggio, (vedi ILVA); 

a motivo delle loro "scelte-azzardo" anti-scientifiche e disumane, induce al loro misero orgoglio accecato dalle mire di potere, a scellerate scelte; 

come spiega bene l'articolo che postiamo, non è nient'altro  che nuova sofferenza e un sicuro possibile danno alla nostra terra e per i suoi abitanti. 

Come si può sintetizzare se non dicendo che la madre degli stolti è sempre gravida.

sa defenza


Come coglionare i sardi, la co2 sottoterra caramella per chiudere le miniere del Sulcis, derubarci ed avvelenarci.


Mario Carboni


ARMIAMOCI DI BUONA VOLONTÀ CONTRO LE NUOVE COLONIZZAZIONI.

Il progetto carbone pulito nel Sulcis è in verità sporco e imbroglione. Non ha come riferimento il carbone Sulcis che come problema ha l'alto contenuto di zolfo, ma il carbone d'importazione che produce co2. 


Anche il carbone Sulcis bruciato produce co2 ma avendo percentuali altissime di zolfo non può essere utilizzato. Adesso si finanzia una sperimentazione farlocca, già bocciata dall'Europa e dal mondo scientifico, di una socieà regionale la Sotacarbo che andrebbe chiusa immediatamente. 

L'obiettivo vero e successivo , imbrogliando l'opinione pubblica con messaggi che sembrerebbero sostenere il carbone, la miniera e l'occupazione del Sulcis, è quello di costruire una gigantesca centrale elettrica nel Sulcis che utilizzerà esclusivamente carbone importato. 

Non il carbone Sulcis. Una centrale rifiutata per questioni ambientali in continente, che esporterà però in continente la ricchezza prodotta e lascerà in Sardegna inquinamento e corruzione. In cambio di pochissimi posti di lavoro. 
Pompare la co2 sottoterra, mai realizzato al mondo, proprio nel nostro sottosuolo è come sotterrare la mondezza nel giardino di casa e vicino al pozzo. 

I prodotti della combustione usciranno da sottoterra come fantasmi e dai camini nell'aria avvelenandoci. Le ceneri verranno gettate in discarica o nelle miniere dismesse, ancora nel nostro giardino. Montagne di carbone chissà polacco, australiano, cinese, de su corru mannu de sa furca ma non sardo formerà montagne nei porti e nei depositi . 

Le miniere di carbone Sulcis saranno chiuse e saranno distribuite gigantesche tangenti come è successo ogni volta che si è costruita una centrale a carbone. Partiti, sindacati, mediatori sono in attesa come lupi affamati. Per questo sono d'accordo con questa infamia contro ogni evidenza contraria. 

Questa è l'ultima invenzione del colonialismo e dei suoi intermediari sardi, la servitù energetica. L'unica possibilità per il carbone Sulcis è la gassificazione per produrre metano sintetico. 

Era il progetto di Mario Melis, cancellato dai servi sciocchi del colonialismo quando tutto era pronto per la partenza. Lo stesso metodo fu dirottato con un vero complotto per gasificare le peci velenose risultanti dalla raffinazione del petrolio Saras. 

Poi hanno bloccato il gasdotto dalla Toscana ed ancora ci hanno preso in giro col gasdotto dall'Algeria GALSI, oggi defunto. 

La Sardegna è ancora senza metano.Pensate che anche le Baleari sono collegate alla Spagna con un gasdotto. E l'energia costa in Sardegna più del 30% che in Italia. 

Ciononostante in Sardegna, sfigurata dall'eolico, con le centrali più inquinanti esistenti sul mercato e fuorilegge, si produce molta più energia elettrica di quanta se ne consumi. 

Inoltre si vuole produrre gas dal sottosuolo e poi dal mare con un metodo, il fracking, che distruggerebbe il nostro ecosistema. 

La Saras ha le concessioni per perforare mezza Sardegna e per, complice la legge mineraria da far west, succhiare ricchezza e sputare veleni impunemente. Solo pompando enormi quantità di acqua e polveri ad altissima pressione nel sottosuolo per spaccare le rocce si potrebbe estrarre petrolio e gas dal sottosuolo sardo. 

L'acqua e la melma risalirebbero in superficie con i veleni di ogni tipo. a vantaggio dei sardi? Noooo. distruggendo campagne, lagune, spiagge e avvelenando sorgenti, fiumi mare ? Siiiiiii. 

Come gettare acido sul viso dei nostri figli e figlie. Questa nuova colonizzazione è peggiore delle passate colonizzazioni minero-metallurgiche e chimiche, oggi defunte e che hanno lasciato solo inquinamento, veleni e disoccupazione. È la colonizzazione energetica. 

Con un potere corruttivo enorme nella nostra società che rischia ancora una volta di essere trattata come composta da indigeni infantili e con l'anello al naso e la sveglia al collo.


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per approfondire il disastro di questa "tecnologia" malsana potete leggere gli effetti avuti in Canada su blogeko.iljournal.it/lanidride-carbonica 

In Canada hanno pompato nel sottosuolo anidride carbonica, il gas dell’effetto serra, per contrastare il riscaldamento globale. Un progetto pilota internazionale da 85 milioni di dollari. Ma adesso in superficie l’acqua è diventata gasata e l’anidride carbonica sta uscendo da quella che doveva essere la sua tomba.
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