giovedì 12 settembre 2013

L'ITALIA DEVE USCIRE DALLA NATO SE VUOLE REALMENTE PROGETTARE LA PACE

Antonello Boassa


Altrimenti continueremo a distruggere e ad uccidere dovunque "la comunità internazionale" ci ordinerà di " esportare la democrazia " . E non solo . La guerra arriverebbe nelle nostre terre . Come Italiani, grazie a governi irresponsabili e privi di dignità , siamo infatti coinvolti in un'alleanza militare che falsamente ci viene detta contro il terrorismo e che invece è indirizzata contro la SCO , l'alleanza militare che ha tra i suoi membri più "importanti Cina e Russia .

Questi due schieramenti sono impegnati a livello planetario , sopratutto nell'accaparramento e nelle ricerche delle risorse energetiche che ad un certo momento non saranno disponibili per tutti . Naturalmente la concorrenza spietata riguarda anche risorse minerarie ed alimentari . E diventerà particolarmente feroce per l'oro bianco .

L' escalation bellica inziata con l'aggressione alla Jugoslavia e continuata brillantemente con l'Iraq ,con l'Afghanistan ,con la LIbia ed ora con la Siria non può essere compresa se non si fa riferimento al quadro planetario che abbiamo ipotizzato .

L'attacco alla Libia era indispensabile all'occidente non tanto per il petrolio (ricordiamo per inciso la promessa da parte di Gheddafi di enormi concessioni di estrazioni alla Cina ) quanto invece per il controllo militare del Nord Africa da cui partire per stabilire reti di alleanze militari in un continente egemonizzato economicamente dalla Cina .

Conquistare la Siria nella progettata guerra futura era ugualmente di importanza strategica per strappare il Mediterraneo ai Russi e occupare oleodotti e gasdotti che partono dall'Iran . 


Di tale importanza strategica che è stato necessario ridurre al silenzio l'opposizione realmente democratica e favorire l'ingresso nel territorio di jihadisti , di salafiti , di terroristi ,di assassini e di tagliagole .

Il nostro governo PD-PDL , governo di guerra , inserito in questa micidiale alleanza , ha "giustamente" speso per gli F35 , ha "giustamente" e obbedientemente imposto il Muos , ha " giustamente" proceduto nelle riforma della difesa consegnata ai privati , ha "giustamente" bombardato le coste della Sardegna per le necessarie sperimentazioni militari (molto solerti gli onorevoli sardi ) ...per non parlare di Vicenza , di Ghedi , di Sigonella ...

USCIRE DALLA NATO E' l'INDISPENSABILE PROPOSTA PRIMARIA DI INDIPENDENZA , DI DEMOCRAZIA NON ETERO-DIRETTA , DI GIUSTIZIA SOCIALE CHE DEVE ESSERE PORTATA AVANTI DALLE SINISTRE AUTENTICHE .



Le"sinistre" che si accomodano alla guerra imperiale e al governo di guerra si chiamino come desiderano ma fatteci il piacere di non chiamarvi più sinistra.Il popolo italiano non è dentro un'Europa dei popoli . Il popolo italiano come tutto il popolo europeo è sotto il dominio di un'oligarchia finanziaria che ha nella FED , nel FMI , nella BCE i suoi principali strumenti di egemonia ... e nei dirigenti politici i maggiordomi che concretamente attivano i suoi comandi .

La Nato , in questo contesto ha una duplice funzione : in primo luogo tenere in prospettiva sotto controllo una popolazione sempre più impoverita ,controllo affidato momentaneamente alle polizie locali , in secondo luogo , disponendo di un'area geografica ampia libera da costrizioni e divieti per edificare basi militari , avere le condizioni migliori per una pronta aggressione nel Medio oriente e nel nord Africa .

E come è noto , partendo dalle terre europee , la Nato è stata protagonista in questi decenni di omicidi mirati , di genocidi , di torture , di continue violazioni del diritto internazionale per assicurare lo sfruttamento da parte dell'Occidente" delle risorse ingenti , in particolare del Medio oriente ... e in questi ultimi tempi per conquistare territori al fine di edificare nuovi avamposti militari. 


Che "questa" Europa e la Nato vadano bene alle oligarchie finanziarie , alle multinazionali , ai "grandi" manager , ai maggiordomi di primo e di secondo livello mi sembra cosa ovvia , così come mi sembra cosa ovvia accettare da parte di tali soggetti la subordinazione politica ed economica del popolo europeo, l'umiliazione culturale e morale , i crimini delle guerre "umanitarie".


Ciò che invece non è sopportabile è che le sinistre , i progressisti (quelli veri) reifichino(1)  un tale stato delle cose perché ritenuto impossibile da rimuovere , ostacolo insormontabile, contro cui al massimo fare qualche protesta isolata , una petizione con tante firme , una manifestazione di tanto in tanto . 


Un cancro giudicato non asportabile , da tenercelo e da condividerci , ragion per cui concentrarsi sulle lotte permesse dalle oligarchie finanziarie e militari appare più giudizioso, più realistico e praticabile (lotte che tra l'altro si perdono proprio a causa del loro basso profilo per assenza totale di progetto) .

La critica alla Nato affidata oggi a singole personalità , a partiti di estrazione comunista e ad associazioni quali innanzitutto Peacelink deve diventare patrimonio culturale di massa , riscatto morale contro la subordinazione passiva , deve diventare rigetto di un'Italia eterodiretta(2) , deve costituirsi come processo di liberazione dall'alienazione e dalla reificazione . 


Un popolo che acquisisce la piena consapevolezza che bisogna essere padroni a casa propria non si farà egemonizzare da governi che mirano ad espropriare le grandi masse dalla politica e dal controllo severo delle istituzioni .

Non sto chiedendo di dare l'assalto alle caserme . Sto chiedendo che il problema Nato con le sue servitù militari sia posto all'ordine del giorno come problema prioritario attorno al quale far convergere le tante altre problematiche(vedi tra l'altro spese militari , inquinamento atmosferico , devastazione delle nostre terre , debito pubblico) che gravano sul nostro paese.


Il Padrone americano ci sta trascinando come alleati fedeli e subordinati verso una guerra catastrofica e non mi pare che , a parte poche avanguardie , ci sia una diffusa presa di coscienza e capacità di reazione . E questo è molto preoccupante .

Il comandante della Nato in Kossovo Wesley Clark aveva raccontato pubblicamente che , qualche giorno dopo l'attentato alle due torri ,  aveva incontrato i noti Rumsfield e Wolfowitz intenti a preparare l'invasione dell'Iraq . Gli venne spiegato "Mica solo l'Iraq . 

Ecco il memorandum che dice che andiamo ad attaccare sette paesi in cinque anni : cominciamo con l'Iraq , poi Siria , Libano , Libia , Somalia , Sudan per finire , l'Iran ".

Il progetto di "esportazione della democrazia dei due " statisti " sembra solo una tappa intermedia rispetto alla visione" di Zbigniev Brzezinski avvenuta ben prima delle "torri gemelle" " E' imperativo 
che non emerga nessun sfidante euroasiatico in grado di dominare l'Eurasia e quindi anche di sfidare l'America...il primato globale dell'America " . L'allusione alla Cina appare evidente .

Ma già negli anni ' 60 , secondo John Perkins (sicario dell'economia pentito , secondo la sua stessa definizione) , uomini come Johnson e Nixon manifestavano apertamente il sogno tutto americano di impero globale .

Il progetto-sogno neo-con prosegue con Obama "come nazione del Pacifico...noi preserveremo la nostra capacità unica di proiezione di potenza e scoraggeremo le minacce alla pace... gli Stati Uniti sono una potenza del Pacifico , e noi siamo qui per rimanervi ..."

Gli ordini presidenziali del 2011 che dichiaravano Siria e Libia stati nemici e contrari agli interessi degli Stati Uniti , prima cioè che avvenissero "le violazioni dei diritti umani " si riferiscono perciò alle fasi preliminari di quel feroce processo militare che gli Stati Uniti sperano di portare a
termine con la "conquista" di tipo moderno dell'Iran ,prima cioè del "grande attacco" .


La strategia d'attacco è già pronta ed ha un nome: "Air-Sea Battle". Sottomarini e bombardieri in grado di eludere i radar subito all'assalto per mettere fuori uso i radar di sorveglianza ed i sistemi missilistici e favorire in tal modo un'aggressione aereonavale alla Cina stessa a partire dalle numerose basi aeree e navali disposte lungo un arco che dal Giappone arrivi fino alla Thailandia . "Sembra" facile .


Certo è che l'Italia come alleato servile è coinvolta in questo disegno imperiale perchè la classe dirigente che lo sostiene è convinta di ricavarci un posto al sole . Sottolineo che la gente di governo e quella maggioranza di gente che lo sostiene obbedisce ad un progetto criminale o perché pienamente cosciente o perché del tutto imbecille . Un progetto che coinvolgerà il pianeta e l'Italia con le sue cento e più basi americane-Nato sarà seriamente compromessa .


USCIRE DALLA NATO E' OGGI L'OBBIETTIVO POLITICO PRIORITARIO


Il ritorno ad un esercito di difesa impegnato a proteggere esclusivamente il territorio italiano potrebbe costituire la proposta strategica per riprogettare la pace . Proposta preliminare al rigetto della politica economica Ue che è funzionale sia all'espropriazione dalla politica dei cittadini sia alla guerra .
Che le vere sinistre infine la smettano di giocare "alla bella addormentata nel bosco "





Note

1.In ambito etico la reificazione è ogni comportamento che viola un principio etico o morale, come la dignità e l'integrità psicofisica della persona. In questo senso può essere definita come reificante ogni pratica mirante alla strumentalizzazione di altre persone, in quanto esse vengono trattate alla stregua di oggetti privi di sensibilità e di vita, cioè come cose o merci (Nussbaum). Secondo Axel Honneth (2005) rientrano in questo ambito fenomeni come la richiesta di maternità sostitutive, la mercificazione delle relazioni amorose, lo sviluppo dell'industria del sesso, nonché fenomeni di autoreificazione, ovvero "forme di esperienza dei propri sentimenti e dei propri desideri secondo il modello delle entità cosali".(http://it.wikipedia.org/wiki/Reificazione)

2. agg. [f. -a; pl.m. -i, f. -e] ( psicol.) si dice di chi ha scarsa autonomia di decisione e di comportamento e subisce facilmente l’iniziativa e la volontà altrui. (http://www.sapere.it/sapere/dizionari/dizionari/Italiano/E/ET/eterodiretto.html)
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