martedì 1 ottobre 2013


I MINISTERI ECONOMICI DELLA SANTA SEDE
Per completare il quadro illustrato dal comunicato stampa del luglio 2012, nel 2011 lo Ior ha offerto al Santo Padre 50 milioni di euro. Ma in realtà questi saldi non spiegano la ricchezza della Chiesa. Un censimento è quasi impossibile, anche a causa della natura frastagliata delle istituzioni che si occupano dell’economia vaticana. Tanto che uno dei punti su cui si attende una riforma della curia da parte del nuovo papa potrebbe essere proprio la razionalizzazione dei ministeri economici e la sistemazione dello Ior. Non esistono cifre precise, dunque, ma solo stime. 

Partiamo proprio dallo Ior, la banca vaticana, che risponde direttamente al Papa e che nasce per ricostruire le finanze vaticane dopo l’Unità e che si rafforza con Bernardino Nogara, capo delle finanze Vaticane dalla fine degli anni venti alla metà degli anni 50. Secondo stime informali il patrimonio attuale della banca ammonterebbe a 5/6 miliardi di euro. 

IL PATRIMONIO
La Santa Sede, cioè il vertice del sistema mondiale, ha un patrimonio gigantesco, gestito attraverso l’Apsa – amministrazione del patrimonio della sede apostolica – l’equivalente di un ministero del Tesoro. Una valutazione della metà degli anni 2000 parlava di soli beni immobiliari del valore di 450 milioni di euro, ma già allora era considerata prudenziale, e che il valore reale fosse un multiplo. Si stima che l’Apsa abbia una riserva di un miliardo di patrimonio liquido immediatamente disponibile: azioni, oro, obbligazioni. Fuori dal bilancio consolidato ci sarebbe il patrimonio immobiliare di Propaganda Fide, il ministero delle missioni, 10 miliardi di euro stimati. 

Queste cifre sono solo una porzione della straordinaria ricchezza immobiliare su cui si basa la forza operativa globale della chiesa e che viene controllato attraverso la rete degli ordini, delle congregazioni, delle attività collegate alle diocesi in giro per il mondo. Si parla di una dimensione molto difficile da immaginare: nel mondo oltre 450.000 centri religiosi (parrocchie, missioni, ecc.) e oltre 200.000 scuole. Le stime dicono che il 20% circa dell’intero patrimonio immobiliare italiano sarebbe riconducibile alla Chiesa. Secondo un calcolo del Sole 24 Ore il valore di questa dote è di almeno mille miliardi di euro, una cifra enorme, equivalente – per farsi un’idea – al 62% della ricchezza totale prodotta ogni anno in Italia. Il patrimonio estero varrebbe almeno altrettanto, altri 1000 miliardi di euro.

L’INCHIESTA
Per esempio, secondo un’inchiesta pubblicata dal Guardian a gennaio scorso – e non smentita né commentata dal Vaticano – andrebbe ricondotto alla Santa Sede un patrimonio immobiliare londinese da 650 milioni di euro, tra St James Square e Pall Mall, la cui origini risalirebbe a un’operazione di Nogara con il denaro versato da Mussolini in cambio del riconoscimento del regime da parte della Chiesa. 

Una parte molto considerevole del patrimonio immobiliare è quello degli Stati Uniti e la forza economica della chiesa americana era stata considerata una delle concause dell’aumento di peso dei cardinali statunitensi, prima degli scandali sessuali. I processi contro i sacerdoti pedofili sono costati delle cifre molto ingenti alle diocesi nordamericane che hanno liquidato i danni grazie soprattutto alla cessione di beni immobili. A Boston dieci anni fa furono liquidati 85 milioni di dollari per i danni processuali su un patrimonio stimato dalla diocesi di oltre 600 milioni di dollari. 

Tra il 1985 e il 2006 la diocesi di Los Angeles ne ha liquidati 100, più 660 con l’accordo del 2007. Stime giornalistiche internazionali parlano di oltre un milione di ettari posseduti dalle istituzioni religiose negli Stati Uniti, il doppio di quanto si stima per l’Italia. Ma quella americana è una comunità di oltre 75 milioni di fedeli, 19.000 parrocchie, e quasi duecento diocesi. 

IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELLA CHIESA CATTOLICA NEL MIRINO MASSONICO?
Di comidad


Solo anni fa molte legislazioni europee punivano l'omosessualità come reato, mentre oggi è l'omofobia ad essere oggetto delle sanzioni della legge. Sembrerebbe un salto in avanti della Storia, e invece la ruota ha fatto un giro per ritornare allo stesso punto. Nel corso degli anni '60 e '70, alcuni progressi del garantismo giuridico avevano messo in mora i reati di incerta definizione e di inconsistente possibilità probatoria, come appunto l'omosessualità. Non a caso da tempo non erano più i tribunali a colpire l'omosessualità, ma le misure di polizia, come firme obbligatorie, fogli di via, domicilio coatto. Le stesse misure che si applicavano a persone in odore di mafia. Tutto ciò non in base a prove giudiziarie, bensì al criterio vago ed aleatorio della reputazione. Le innumerevoli angherie poliziesche legate alla reputazione di omosessuale colpivano, ovviamente, soltanto i poveri o, al più, persone del ceto medio.

A distanza di cinquanta anni, ritorna in auge un altro reato di incerta definizione: l'omofobia. Per la precisione, questa nuova figura giuridica è stata inquadrata nell'ambito di un provvedimento legislativo già esistente, la cosiddetta Legge Mancino, del 1993. La legge Mancino sui "delitti di odio" è un tipico effetto del Trattato di Maastricht; la legge rientrava cioè in quella spinta alla costruzione di uno Stato totalitario europeo sotto la tutela della NATO, dopo che la caduta del Muro di Berlino aveva reso superflue molte funzioni - e finzioni - del cosiddetto "Stato di Diritto", dato che non c'era più un comunismo con cui dover fare il confronto. 

Alcuni commentatori vedono in questa offensiva anti-omofoba un movente anticlericale, cioè un modo per mettere in difficoltà la Chiesa Cattolica. Anzitutto, la nozione di anticlericalismo è troppo vaga, dato che può riunire sotto un'unica etichetta motivazioni del tutto diverse. Ma c'è anche da considerare che il corpo dottrinale della Chiesa Cattolica non ha mai rappresentato il massimo della coerenza dal punto di vista storico. Il dogmatismo cattolico è più un'apparenza che una realtà. 

La stessa condanna dell'omosessualità non può essere considerata storicamente come una caratteristica specificamente cattolica. Il testo dantesco dell'Inferno costituisce un valido documento della mentalità medievale, e nei canti XV e XVI rappresenta la "sodomia" come qualcosa di peccaminoso, ma non di infamante, e neppure di socialmente pericoloso. 



I personaggi dei "sodomiti" delineati da Dante - Brunetto Latini, Guido Guerra, ecc. - erano infatti tutti uomini di grande prestigio alla loro epoca, e lo stesso Dante continua a trattarli con molto riguardo nonostante la loro condizione di dannati. La concezione dell'omosessualità come minaccia per l'integrità sociale è un'idea tutta moderna, e la si può inquadrare in quella produzione di saperi sulla "sessualità" che Michel Foucault ha rintracciato nella scienza a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo. 

L'orrore per l'omosessualità come minaccia per la sopravvivenza sociale, lo si può riscontrare in un insospettabile predicatore della tolleranza come Voltaire, ed anche nella scienza positiva dell'800

Che la Chiesa Cattolica sia un organismo pletorico, e quindi tardigrado ad adeguarsi ai dettami della scienza ufficiale, è un fatto, ma che sia immune o riottosa a quei condizionamenti, costituisce un falso storico. Anzi, la disinvoltura dell'opportunismo cattolico nell'adeguarsi allo "spirito dei tempi", a volte è persino imbarazzante. 

In molti si sono dimenticati che, nel 2008, papa Ratzinger volò a New York per tenere un discorso al Palazzo di Vetro dell'ONU, un discorso nel quale il papa si inchinava ufficialmente alla dottrina Bush circa la supremazia dei Diritti Umani sul Diritto Internazionale. 


In pratica Ratzinger avallava la pretesa statunitense di aggredire chiunque ed in qualsiasi momento in base a qualche presunta emergenza umanitaria. 

Ciò a dimostrazione di quanto possa essere preso sul serio il pacifismo della gerarchia cattolica, compreso quello dell'attuale pontefice.

Secondo alcuni cattolici tradizionalisti, sarebbe in atto da secoli un attacco alla morale ed alla religione cattolica da parte della massoneria, portatrice di una sua visione moral-religiosa totalmente opposta. Tale obiettivo sarebbe perseguito attraverso tattiche di manipolazione ed infiltrazione, che avrebbero raggiunto il loro scopo durante il Concilio Vaticano II.

In realtà la massoneria costituisce da sempre un intreccio di lobby affaristiche, e non è portatrice di alcuna visione morale che non sia quella del business. 


Ciò non può essere inteso nel senso che la massoneria sia "anche" un'organizzazione affaristica; la massoneria è un'organizzazione affaristica tout-court, che usa "anche" pretesti esoterici ed iniziatici, ma questo secondo aspetto è del tutto strumentale rispetto al primo. 

Dato che a questo mondo c'è di tutto, forse ci sarà da qualche parte anche qualche loggia veramente dedita allo studio degli scritti di Ermete Trismegisto; ma sarebbe arduo pensare di usare questa eventualità per confutare la regola di una massoneria come storico punto di aggregazione di lobby di affari loschi.

Che le lobby massoniche usino anche tattiche di infiltrazione e manipolazione, costituisce un dato di fatto facilmente riscontrabile sul piano storico. 


Movimenti politici che sembrano nascere dal nulla e che improvvisamente occupano il centro della scena politica, se ne sono visti tanti. 

Dopo il 1925 la massoneria italiana fu oggetto di una blanda persecuzione da parte del regime fascista, cosa che permise di creare il mito di una antifascismo massonico. 

Contro questo falso mito, l'anarchico Camillo Berneri scrisse alcuni saggi proprio per dimostrare che la nascita e lo sviluppo travolgente del fascismo sarebbero stati impossibili senza l'appoggio massonico delle due massonerie italiane e delle logge internazionali. 

Camillo Berneri fu assassinato a Barcellona nel 1937, probabilmente da agenti stalinisti. Ma sorge la questione storica di un partito comunista spagnolo sorto praticamente dal nulla nel 1936, e dotato di mezzi incomparabilmente superiori a quella dei suoi concorrenti politici, nonostante l'avarizia di Mosca, che concluse l'avventura in Spagna addirittura in attivo, dato che riuscì ad accaparrarsi anche l'oro della banca centrale spagnola. 

Il paradosso teorico/pratico dello stalinismo è consistito nel fatto che si può certamente costruire il socialismo anche in un Paese solo, ma, altrettanto certamente, non si può fare antimperialismo in un Paese solo. 

Mentre Stalin all'interno dava la caccia agli agenti imperialisti, all'estero poi li lasciava concorrere alla nascita dei partiti comunisti, come in Spagna e in Italia; sorprendersi oggi di un PD massonico risulta un po' tardivo. 

Risulta perciò assolutamente realistico ritenere che la massoneria, maestra di mistificazione, sia da secoli impegnata anche nell'infiltrazione e nella manipolazione della Chiesa Cattolica. 


Ma se la massoneria ha nel suo mirino la Chiesa Cattolica, non è certo per colpire il suo presunto patrimonio morale, per il quale non ha nessun interesse, bensì per impossessarsi del suo consistente patrimonio immobiliare. 

Prima del folle pontificato di Wojtyla, la Chiesa Cattolica, costituiva una delle più grandi finanziarie del mondo. Al di là degli storici conflitti, la commistione tra finanza cattolica e finanza massonica ha spesso segnato la cronaca degli ultimi decenni. 


In questa commistione/competizione, è stata però la finanza cattolica a soccombere. 

Oggi la Chiesa Cattolica non è più la potenza finanziaria di una volta, ma rimane comunque la più grande immobiliare del mondo, la più grande immobiliare di tutti i tempi. 

Secondo i dati pubblicati di recente dal quotidiano "Il Sole-24 ore", la Chiesa Cattolica possiede nel mondo un patrimonio immobiliare per un valore stimato che supera i duemila miliardi. Per quanto riguarda l'Italia, la Chiesa Cattolica possiede oltre il 20% del patrimonio immobiliare nazionale. Scusate se è poco. 

Si tratta di ricchezza reale ("real estate", dicono gli anglofoni), non di carta o di segni elettronici. Riuscire a dissolvere, oppure controllare, la Chiesa Cattolica significherebbe poter saccheggiare questo patrimonio, messo insieme a sua volta in millenni di ruberie. 


E non è finita qui, dato che c'è ancora in ballo la questione della restituzione dei patrimoni immobiliari cattolici in Europa dell'Est, nazionalizzati dai regimi del socialismo reale. 

In Polonia ed Ungheria la Chiesa padrona costituiva la massima potenza economica prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. 

Il governo statunitens
e, sempre sensibile alle questioni dei diritti umani, ha dettato le regole di questa restituzione da attuare nei prossimi anni. 

Sarebbe molto difficile credere che, quando questi patrimoni dell'Europa dell' Est saranno stati restituiti alla Chiesa Cattolica, le lobby legate al governo USA non saranno lì a reclamare la propria parte, se non addirittura tutto, con ogni mezzo a disposizione.

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