giovedì 24 ottobre 2013

LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO DEL 

CAPITALE LA SINISTRA "RADICALE" ITALIANA 

E LA RICERCA/ATTESA DEL PRINCIPE AZZURRO

A. Boassa




L'elemento più inquietante delle ultime imponenti manifestazioni è senza ombra di dubbio la mancanza non solo di alleanza politica ma finanche di solidarietà tra la "via maestra" del 12 e le rivendicazioni sindacali e di giustizia sociale del 18/19 . 

Se la sinistra "radicale" continua nel suo soliloquio carico di tante e giuste aspirazioni di difesa dei diritti umani , della Costituzione , dell'ambiente , dei beni comuni ma con lo sguardo rivolto sempre a destra verso personaggi e partiti responsabili dell'attuale degrado 
della finanza pubblica e del disastro produttivo e sociale si rende facilmente manipolabile a più riprese dagli obblighi di natura internazionali ai quali non potrà sfuggire perchè ritenuti ineludibili in quanto dettati da supposte "necessità oggettive" (vedi l'accordo suicida di libero scambio USA-UE , l' accettazione della devastazione territoriale tramite i poligoni , l'abbandono dei nostri spazi allo strapotere USA-NATO , la subordinazione a contratti sindacali capestro ...) .

Quanto ciò sia vero lo dimostrano i dibattiti tra i militanti che di anno in anno accolgono di volta in volta principii , ipotesi, teorizzazioni che l'anno precedente non avrebbero tollerato . E' un'educazione in progress al pensiero neoliberale che gradualmente viene impartita attraverso i media , i talk show , gli intellettuali della stampa e i telepredicatori mainstream .



Il riformismo , così come è portato avanti dalle sinistre radicali ha avuto senso ed è stato portatore di successi reali nelle fasi di crescita reale del sistema produttivo in un quadro di rappresentanza credibile dell'elettorato e di rispettata divisione dei poteri . Così è stato nell'Italia postbellica fino alla metà degli anni '70. Ma , a partire sopratutto dagli anni '80 , il padronato ha saputo sferrare un attacco violentissimo contro le conquiste popolari ottenute grazie ad una dura lotta di classe con il sostegno delle sinistre storiche.

Allo stato attuale il padronato nazionale ed internazionale nelle nuove vesti di supremazia finanziaria sul processo produttivo non è in grado di sviluppare reale crescita ma di apportare solo distruzione di capacità umane , distruzione di vite umane , distruzione dell'ambiente , rallentamento della ricerca scientifica, deterioramento delle condizioni sociali esistenziali ...


Un riformismo che voglia dialogare o addirittura collaborare con i partiti dell'austerity o che voglia stringere intese strategiche con il padronato in ossequio ai diktat internazionali è destinato ad una cocente sconfitta e alla dispersione del suo elettorato .


E dunque volgere lo sguardo da un'altra parte . Là dove stanno i soggetti del cambiamento . Ma non uno sguardo supponente di chi crede che il proprio operato sia "politica" mentre i movimenti costituiscono solo rivolte spontanee , testimonianze , rabbia , interessanti ma inconcludenti , insomma prepolitica . E dunque fondersi con chi lotta realmente per il diritto all'abitare , al reddito , per i beni comuni , per la scuola e per la sanità pubblica , per l'acqua , per i diritti dei migranti , contro la Tav , contro il Muos ...


Il 18 e il 19 hanno sfilato le punte più avanzate della lotta di classe saldando interessi ed esigenze che non hanno sempre trovato le giuste convergenze , con una capacità organizzativa che è frutto di una ricomposizione politica dal basso e che è un dato significativo rispetto allo "spontaneismo" degli anni precedenti.


E' bene che i militanti della sinistra "radicale" ne abbiano coscienza. Oggi l'unica sinistra che possa scontrarsi con i grandi potentati della finanza e della guerra predisponendo un progetto di salvezza nazionale e popolare è la sinistra antagonista.


C'e' molto da lavorare naturalmente perchè "il principe azzurro" il popolo dei lavoratori ,dei precari ,dei migranti ... riacquisti tutta la sua potenza e sappia risvegliarci dalla reificazione in cui siamo precipitati . Ce ne vuole . Ma sarà il popolo a deciderlo e non altri per lui .





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