sabato 5 ottobre 2013

Gli USA scelgono l'Italia come loro piattaforma militare,  la Sardinya è l'avamposto.


Gli USA scelgono l'Italia come loro piattaforma di attacco militare, la Sardinya è l'avamposto, nella posizione geo-strategica, la penisola e isole sono di fatto ridotte a mega-base militare; 

i bisogni americani nel mediterraneo, specie dopo la fine della guerra fredda con la ex URSS, sono notevolmente aumentati e volge la sua attenzione al sud del mondo, ma,  specie verso quel medioriente gravido di ricchezza minerale qual'è il Petrolio e i gas ;  

Per tenere sotto costante controllo la situazione si serve di questa base più centrale e vicina all'obbiettivo: la Sardinya, che con le sue basi a Decimonannu e tutte le altre dislocate nel suo territorio la trasformano magicamente in una mega-portaerei  pronta in ogni momento lo ritengano opportuno ad un intervento rapido nelle regioni del Mediterraneo e del Medioriente; 

La Sardinya è inoltre luogo di addestramento per tutte le truppe e aereonautiche attive nella guerra avanzata contro il terrorismo, il continuo addestramento di piloti Israeliani con base a Decimomannu, ne sono  testimonianza continua i sorvoli su tutta l'isola.

Le informazioni che diamo sono importanti per avere un quadro della realtà che viviamo, visto che i media e tutti i giornali italioti e sardocoloniali sono appiattiti sul pensiero unico e nulla trapela dalle loro penne se non quanto il loro padrone gli permette id raccontare; 

una info di Wikileaks ci dice molto sul coinvolgimento italiota in guerre che nulla hanno a che fare con la difesa della sovranità territoriale italiota, e sulla disponibilità del governo a dare assistenza in violazione anche e del trattato bilaterale del 1954 andando ben oltre tale disposizione.

Abbiamo notizie apprese dal NewYorkTimes.  Gli Stati Uniti spendono per il potere militare tanto quanto spendono tutti gli altri paesi del mondo messi insieme, secondo l'Istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace. Si dice che spendano più di sei volte tanto quanto il paese con il  bilancio prossomo più elevato, la Cina. 

Il presidente Dwight Eisenhower,  ha dato un forte avvertimento più forte: "Ogni colpo che viene esploso, ogni nave da guerra che viene inviata, ogni razzo che viene sparato, significa, in ultima analisi, un furto a coloro che soffrono la fame e non sono nutriti, coloro che hanno freddo e non sono vestiti. Il mondo in armi non sta spendendo soltanto dei soldi. Sta spendendo il sudore dei suoi lavoratori, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi bambini. "

Il presidente Obama, invece al contrario da quanto affermato dal presidente Dwight Eisenhower,  un democratico che pareva  simboleggiava nuove direzioni, ha chiesto circa il 6 per cento in più per gli investimenti militari di quest'anno rispetto al picco avuto durante l'amministrazione Bush.

E' TUTTO DIRE .... DI CHE MORTE MORIREMO

Sa Defenza

David Vine, da cui abbiamo appreso molte info,  è assistente professore di antropologia presso l'American University, a Washington, DC. Egli è l'autore di Isola della vergogna: La storia segreta della base militare USA a Diego Garcia (Princeton University Press, 2009). Ha scritto per il New York Times , ilWashington Post , il Guardiano , e Mother Jones , tra gli altri luoghi. Attualmente sta completando un libro su i più di 1.000 basi militari USA al di fuori degli Stati Uniti, da cui abbiamo tratto le molte notizie sull'italia.
Italia - a Vicenza la nuova installazione dell'esercito USA è aperta. http://www.stripes.com/news/us-army-opens-new-base-in-northern-italy-1.228494 Caserma Del Din, la nuova sede del 173rd Airborne Brigade Combat Team, ha celebrato una grande apertura Martedì con una serie di dignitari americani e italiani presenti.
Paola Del Din al taglio finale del nastro per l'inaugurazione della Caserma Del Din,  da sinistra: il Gen. Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell'esercito italiano, Melchiorre Fallica, prefetto della provincia di Vicenza, David Thorne, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, e il tenente generale Donald Campbell Jr., comandante US Army Europe
  http://www.tomdispatch.com 
Nelle basi di Napoli, Aviano, Sicilia, Pisa,e  Vicenza , tra gli altri, i militari hanno speso più di $ 2 miliardi di dollari per la costruzione di basi solo da dopo la fine della guerra fredda - e che la cifra non include altri miliardi su progetti di costruzione classificati e di funzionamento di tutti i giorni e di costi per il personale. Mentre il numero delle truppe in Germania è scesa da 250.000 quando l'Unione Sovietica è crollata a circa 50.000 di oggi, i circa 13.000 soldati americani (oltre 16.000 membri della famiglia) di stanza in Italia, corrispondono ai numeri, al culmine della Guerra Fredda. Che, a sua volta, significa che la percentuale delle forze Usa in Europa con sede in Italia è triplicato dal 1991 da circa il 5% a più del 15%. 
Il progetto di 310 milioni dollari, che ha affrontato una forte opposizione delle popolazioni italiane antimilitariste, ospiterà elementi del 173 °, il 509 ° Battaglione del segnale e alla fine US Army Africa. A poche decine di manifestanti ancora si oppongono al progetto si sono riuniti diversi isolati di distanza. la base si estende per un chilometro e mezzo, da nord a sud, fa impallidire tutto il resto nella piccola città. In effetti, in più di 145 ettari, la base è quasi esattamente la dimensione del National Mall di Washington o l'equivalente di circa 110 campi di calcio americano. Il prezzo da pagare per la base e la costruzione connessi in una città che ha già ospitato almeno sei installazioni : verso l'alto di 600 milioni dollari a partire dall'anno fiscale 2007.
 Secondo un rapporto 2010 dal Sentinel Security Assessment di Jane , "il ruolo Italia nella guerra in Iraq, fornendo 3.000 soldati per lo sforzo a guida USA, ha aperto contratti per la ricostruzione dell'Iraq per le imprese italiane, così come il consolidamento dei rapporti tra i due alleati. 


Comunicato de il Comitato sardo Gettiamo le Basi

Stati maggiori e ministri italiani dichiarano che i 
poligoni sardi sono intangibili.

Apologia di reato e/o istigazione a delinquere?

Il Capo di Stato maggiore della Marina, Binelli Mantelli, non si è fatto sfuggire i riflettori dei media sulle manovre di guerra in corso in Sardegna e ha colto l’occasione per reclamizzare la linea “classica”, illustrata anche lo scorso agosto dal ministro della Difesa in visita a Cagliari, in perfetta continuità con tutti i precedenti ministri e stati maggiori: il ruolo strategico della Sardegna è in crescendo per importanza, i poligoni concentrati nell’isola sono di alto valore militare, sono “i gioielli della Corona”, di conseguenza, sono intoccabili, indismissibili, l’occupazione militare si rafforza.

La valutazione della rilevanza militare dell’isola e dei poligoni-gioiello è ineccepibile, la conferma arriva persino dalla classifica delle forze armate Usa che pongono Capo Teulada tra i tre bombing test ranges di eccellenza dell’intero pianeta.

E’ invece intollerabile la conclusione dell’intangibilità e perpetuità della schiavitù militare inferta alla Sardegna. E’ configurabile come istigazione e apologia del reato compiuto ininterrottamente da tutti i ministri della Difesa con l’avallo dei rispettivi governi di vario colore politico

Infatti l’uguaglianza, l’equa ripartizione di obblighi e gravami, di qualunque tipo, tra cittadini come tra Regioni, è il pilastro dell’ordinamento giuridico dell’Italia. 

Nello specifico, la legge 104 del 1990 ha imposto al ministero della Difesa l’obbligo di eliminare le situazioni di squilibrio tra le Regioni, cioè liberare la Sardegna dall’abnorme e iniquo surplus di gravami militari che la penalizza - il + 60% rispetto alla penisola - porla in condizioni di parità con le altre Regioni.
Dal 1990 a oggi tutti i ministri della Difesa hanno evaso, impuniti, l’obbligo di legge.

Le dichiarazioni dell’ammiraglio e del ministro sono anche l’ennesimo, impietoso smascheramento della bufala della pronta liberazione di Capo Teulada e Capo Frasca senza colpo ferire spacciata ai sardi dai vari politicanti travestiti da liberatori della Sardegna dal giogo militare. 

Il seducente miraggio - messo a punto e ampiamente propagandato quando è diventato reale il “rischio” di chiusura del gioiello Quirra per intervento della magistratura - ha come “ovvia” contropartita proprio il potenziamento del poligono della morte Salto di Quirra. 

Grattate via le accattivanti parole dei “nostri rappresentanti”, si sprigiona il tanfo dell’apologia di reato e dell’istigazione a violare la legge a danno dell'isola. Infatti, non si esige il ripristino della legalità, l’equiparazione della Sardegna alle altre Regioni, si mendica lo smantellamento di solo un terzo del surplus obbligatorio da eliminare. 

Il diritto di eguaglianza non è merce in vendita a saldo!

Anche la linea dei nostri politicanti è immutabile nel tempo. E’ riassumibile in pochi capisaldi: occultare, fingere d’ignorare il disposto normativo, l’indecenza di ministri della Difesa fuorilegge da oltre un ventennio; appellarsi a vaghe promesse ministeriali e vacui atti istituzionali non cogenti; dare ad intendere che sapranno convincere ministri e vertici militari che  due dei tre “gioielli della Corona” sono inservibili fondi di bottiglia; propinare stravaganti analisi geostrategiche sul nuovo ruolo della Nato di protezione civile e sostegno umanitario. A seguire le loro elucubrazioni parrebbe che la Nato abbia ripudiato la guerra e stia attuando il disarmo!

Una vertenza condotta su un’analisi bislacca della realtà e con strumenti spuntati ha la certezza del fallimento. 

Però è prevedibile che porti ai “salvatori della patria sarda” un po’ di voti, traducibili in poltrone. Il gioco, per loro, vale la candela.


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