domenica 13 ottobre 2013

STRAORDINARIO LABORATORIO POLITICO DEI 

KURDI SIRIANI 

MENTRE I "RIBELLI 

JIHADISTI" DEVASTANO LA REGIONE

A. Boassa
il Kurdistan come dovrebbe essere

L'intesa tra Obama e Putin sulle armi chimiche in Siria ha suscitato rancoroso sconcerto tra gli alleati della regione , in particolare Arabia Saudita e Turchia che infatti hanno minacciato di interrompere o per lo meno di raffreddare le relazioni commerciali con gli USA e con l'Inghilterra , relazioni fondate sopratutto sull'acquisto di armi nell'ordine di svariate decine di miliardi di dollari. 

Apprendiamo da Gianadrea Gaiani sulle pagine di Peacelink che la Turchia avrebbe annunciato provocatoriamente l'acquisto di un sistema antimissile cinese che ovviamente non potrà integrarsi nella rete di difesa Nato . 

I due suddetti paesi assieme ad Israele sono altamente preoccupati altresì dell'avvicinamento diplomatico tra USA e Iran che così , lupo travestito da agnello, potrà approfittarne ,guadagnando tempo prezioso , per costruire la bomba .

Non potendo contare sui bombardamenti "mirati" che avrebbero spianato l'avanzata dei ribelli , come avvenuto in Libia contro Gheddafi ,non resta altro che continuare ad incentivare la lotta sul campo ,con l'aiuto ovviamente non ufficiale dell'Occidente e di Israele . 


Apprendiamo dalla stessa fonte che i Sauditi hanno favorito la nascita dell'"Esercito dell'Islam" che con bandiera salafita raccoglie circa 50 milizie distaccatesi dalla Coalizione Nazionale Siriana più gradita all'Occidente perchè facilmente manovrabile e pronta ad obbedire agli ordini dell'Impero . 

salafiti


In un articolo precedente abbiamo rilevato da fonti attendibili che in Siria siano presenti 100.000 Jihadisti provenienti da 83 nazioni , la metà dei quali mercenari .

E' facile prevedere che i Sauditi con le loro truppe telecomandate sferreranno contro Assad e i Kurdi siriani un attacco terrificante dato che avranno l'appoggio del Gulf Cooperation Council (l'organizzazione militare dei paesi del Golfo ) , nonché dell'Occidente che continuerà a fornire un sostanzioso aiuto finanziario e militare sia per sdebitarsi del "tradimento" sia per non perdere commesse e concessioni per i giacimenti di gas e di petrolio .

E' all'interno di questa situazione allarmante che si costituisce il laboratorio politico culturale amministrativo dei Kurdi siriani che hanno saputo ben difendere i loro territori dagli attacchi dei Jihadisti arroccatisi in alcune aree del nord e accogliere nei loro spazi combattenti disertori dall'islamismo radicale e dall'esercito di Assad .


La Siria risulta attualmente suddivisa ,sotto il profilo politico-militare , in tre aree . Mentre Assad controlla la zona centrale del paese con una striscia di terra che arriva fino alla città di Lattakia sulla costa orientale ed i ribelli jihadisti costituiscono lo "Stato islamico dell'Iraq e del Levante" in alcune aree del nord , i Kurdi nel nord-est sembrano un mondo a parte con la loro straordinaria integrazione di democrazia diretta e di democrazia indiretta . 

Assemblee diffuse in tutti i villaggi consentono una partecipazione generalizzata della gestione amministrativa e del controllo dal basso del governo del territorio. Arabi ,armeni , Ceceni non sono certo discriminati in base a quell'idea di confederazione dei popoli che dovrebbe costituire l'asse portante della nuova Siria che si vuole costruire:repubblicana , laica , democratica, anticapitalista . 

La nuova Siria , un mosaico di popoli (17 etnie) con uguali diritti e doveri , da edificare non con una rivoluzione armata ma con un lungo e paziente processo di egemonia ideologico-culturale (ben presente il pensiero di Gramsci tra i militanti Kurdi) . 

Il Kurdistan libero che si ha in mente non è una stato sciovinista che escluda gli altri . I kurdi siriani non aspirano a costruire altri stati ma a pretendere la piena libertà nei paesi dove sono presenti in gran numero in Siria come in Iraq , in Turchia come in Iran.
bandiera natzionale kurda 

Si rende necessario un grande blocco democratico che i Kurdi siriani stanno cercando di formare assieme a forze democratiche e sinceramente di opposizione non vendute agli interessi dell'occidente e delle petromonarchie, quali ad esempio il Centro di coordinamento democratico (finora poco sensibile all'idea di una Siria come confederazione di tutti i popoli)
Si vuole far cadere Assad ma senza violenza armata .

Ma alla violenza terrorista dei jihadisti bisogna resistere . 

E l'autodifesa Kurda ha saputo farsi ben valere . Grande rilievo nella resistenza hanno avuto reparti costituiti di sole donne (donne che hanno qui uno stato e un ruolo sociale inimmaginabile in medioriente e non solo). Molti militanti Jihadisti hanno lasciato le armi e sono stati accolti nel territorio .
Così dicasi anche di soldati dell'esercito di Assad . 

Il progetto politico è di alto livello ,come si può evincere dalle nostre poche note. Saprà resistere ed imporsi ?

Non solo Assad sarà duramente attaccato da terroristi e mercenari provenienti da -si dice- 83 paesi foraggiati in particolare dalle petromonarchie ma ovviamente anche i Kurdi siriani che ,date le posizioni politiche così avanzate ,potrebbero non essere protetti , come Assad , da potenti amici "esterni"
Intanto hanno acquisito sul campo il diritto di essere presenti con una loro delegazione a Ginevra 2 . 

Vedremo chi vorrà stolidamente opporsi ?

Reazioni:

0 commenti:

Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!