sabato 2 novembre 2013

Riceviamo il documento di Sis.ma , che pubblichiamo volentieri affinché sia motivo di aperto dibattito tra tutti i movimenti indipendentisti nella nostra Sardinya.

Avevamo già parlato e messo in evidenza le storture a cui siamo andati incontro nel Fronte Unidu Indipendentista, critica politica atta alla costruzione di pratiche alternative,  abbiamo espresso le nostre perplessità sul progetto , sulla strada percorsa e sulla "democraticità" espressa, ma ci pare che le critiche siano rimaste inascoltate, visto il documento sotto riportato, che gli amici di Sis.ma hanno redatto.

"Un altro punto che ci dà notevole fastidio è la questione "democrazia", ovvero la pratica della delega previo voto segreto; perché così non si rispettano le molteplici situazioni e soggettività espresse nel territorio, vuoi per mancanza di strutturazione o di leggerezza partecipativa , si va a premiare elettivamente con i delegati, chi ha una struttura di tipo chiuso come un partito."

Ci pare che questo aspetto venga condiviso ampiamente anche dagli amici di Sis.ma.

Il documento, pensiamo,  è più che condivisibile e portatore di innovativa visione partecipativa, a cui nessuno dei soggetti interessati deve fuggire, ne con chiusure di  aspetto ideologico dogmatico o neo-pragmatico ne con discorsi pseudo-democratici o di opinione qualunque; non si faccia critica di getto senza la riflessione e il rispetto dovuti, all'analisi politica esposta nel documento.

Bonu traballu a totus

Sa Defenza




SINISTRA INDIPENDENTISTA SARDA – MOVIMENTO ANTICAPITALISTA

AI COMPAGNI DEL FRONTE INDIPENDENTISTA FORMATO A GHILARZA NELL’ASSEMBLEA POPOLARE DELL’ 8 SETTEMBRE 2013

L'assemblea di Ghilarza dell'8 settembre 2013, cui Sis-ma, dopo una adeguata valutazione interna, ha partecipato discutendone le prospettive, ha avviato un percorso sul quale la nostra Organizzazione ha posto importanti riserve. Nonostante questo abbiamo temporaneamente messo in mora il nostro carattere di organizzazione e ci siamo resi disponibili per favorire la funzionalità del passaggio successivo, ovvero la proficua riunione delle assemblee territoriali, la discussione di proposte di programma e l'elezione dei delegati secondo le procedure date (benché da noi non condivise).

Rimarchiamo che la direzione centralizzata del percorso, che riteniamo fuori misura rispetto all'assolvimento delle incombenze pratiche, avulsa dalla disposizione politica reale maturata a Ghilarza, è comunque a noi estranea come principio. Questo metodo di azione politica ha conseguito un esito intermedio, appunto la realizzazione delle assemblee territoriali e l'assemblea dei delegati del 20 Ottobre, e presenta la misura per ora non esaltante del consenso conseguito. A questo punto è necessario che Sis.ma definisca ulteriormente tre aspetti fondamentali del percorso fin qui seguito, che consideriamo legati l'uno all'altro e per noi assolutamente sostanziali e dirimenti, che conducono alle conclusioni unanimemente approvate dai membri della nostra Organizzazione: 

1: il primo punto riguarda l'alternativa di priorità tra il FRONTE DI RESISTENZA SOCIALE e la PARTECIPAZIONE ELETTORALE INDIPENDENTISTA.
Ribadiamo che noi poniamo come prioritaria e necessaria la costruzione del fronte di resistenza e come del tutto secondaria (e solo alla condizione che non sia inutile, o addirittura dannosa nell'eventualità di una guerra di visibilità tra formazioni indipendentiste frantumate e reciprocamente contrapposte) la partecipazione elettorale; questo convincimento non è indebolito, ma se possibile rafforzato dalla constatazione della deriva confusa cui sembrano destinati i vari altri gruppi indipendentisti, ingabbiati tra la persistenza di spinte particolaristiche e la conseguente ricerca di alleanze improprie.     

2: il secondo punto riguarda l'alternativa di significato tra il FRONTE UNITARIO e il FRONTE UNITO.
Pensiamo che non vi sia nei fatti nessun "fronte unito" e che evocarlo in una formula di pura propaganda in piena fase elettorale sia sbagliato, in quanto si rischia di inflazionare in poche settimane un valore che deve essere capace di ben altra durata; un proposito (attuale) non è un fatto (futuro), ed è per questo che esso si definisce e si deve manifestare propriamente come "fronte unitario"; ne consegue la adozione di mezzi adeguati alla realizzazione dell'obiettivo di unitarietà (a partire da uno Statuto e un Regolamento condivisi e dalla reale ricerca di una espansione unitaria), e non di mezzi adeguati a una campagna elettorale di autoposizione e differenziazione precostituita, e cioè di segno diametralmente opposto al proposito unitario enunciato.

3: il terzo punto riguarda l'alternativa di decisionalità politica tra l'ASSEMBLEA PERMANENTE e il COMITATO DEI DELEGATI, come abbiamo cercato ripetutamente e vanamente di rimarcare. La forma permanente dell'assemblea non significherebbe che essa deve essere aperta continuamente, ma che essa ed essa sola deve essere la sede permanente della formazione del processo e della decisionalità, in funzione dell'allargamento del fronte secondo il suo fine unitario; e che di conseguenza il comitato dei delegati deve avere soltanto una funzione tecnica di raccolta e di ordinamento dei materiali che emergono in sede di assemblea, senza rituali di precostituzione dell'ordine del giorno, di voto segreto, di riunioni riservate e di fatto compiuto.

CONCLUSIONE: in considerazione del fatto che tutte le riserve da noi espresse già nell'assemblea di Ghilarza restano per noi tanto sostanziali quanto irrisolte, e che l'indirizzo adottato in queste settimane dall'istanza direttiva piuttosto che scioglierle o attenuarle le ha integralmente rafforzate, riteniamo corretto ribadire la seguente chiarificazione sulla nostra condotta:


1: riteniamo necessaria, nella costruzione di un fronte quale quello da noi auspicato che impegna impostazioni e storie molto diverse, una forma democratica garantita statutariamente e chiaramente regolata nelle sue funzioni;

2: sosteniamo la necessità di sviluppare il percorso aperto a Ghilarza a prescindere dalla diversità di giudizio dei diversi soggetti sulla opportunità di partecipazione alle elezioni; resta quindi aperto per noi l'impegno essenziale per la  costruzione di un FRONTE UNITARIO INDIPENDENTISTA DI RESISTENZA SOCIALE; 

3: per quanto ci riguarda come organizzazione politica Sis- Ma, non sussistono secondo noi oggi a riguardo della partecipazione alle elezioni le condizioni minime di opportunità: né le condizioni utili ad un sufficiente risultato elettorale, né tanto meno le condizioni utili a fare della partecipazione diretta uno strumento favorevole alla costruzione di un ampio fronte di resistenza; consideriamo il percorso aperto a Ghilarza positivo ma non adeguato a questo scopo; di conseguenza riteniamo di fatto impraticabile la nostra collaborazione alla formazione del FRONTE INDIPENDENTISTA UNIDU (così denominato in seguito alla riunione dei delegati del 20 ottobre) in quanto finalizzato al percorso elettorale.




SIS-MA, 23 ottobre 2013.
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