domenica 17 novembre 2013

Riceviamo questa e-mail che rendiamo pubblica,  ci sembra giusto dare lo spazio che merita sul nostro blog a motivo della denuncia ivi contenuta,  le contraddizioni dentro la RAS (giunta della regione sarda) sono sempre oggetto di dibattito per noi sardi, specie se come quì appare motivo di scandalo nei comportamenti e promesse non mantenute; 

la denuncia parte da  "Socrate" ovviamente pensiamo sia uno pseudonimo usato per evitare ritorsioni, ci appare alquanto inquietante che i giochi di potere siano fatti sempre sulla testa delle persone, anche se dipendenti ex ESAF.

Ci auguriamo che la giunta ponga rimedio, nello specifico il presidente Cappellacci si prodighi per non essere assente o inerte, perciò come si diceva, di porre rimedio a quella che ci sembra un'ingiustizia fatta sulla pelle degli ex dipendenti, facendo quanto è giusto per salvaguardare le famiglie significa attivarsi e correggere il malfatto, ricordiamo alla RAS ed la Presidente Ugo e al suo assessore che dietro la loro decisione alla fine si incide sul benessere non solo dei lavoratori non trasferiti, ma anche sulla dignità di essere sardi perché  dietro ci sono queste persone in grave difficoltà economica. 

Sa Defenza 


Gli ex ESAF traditi dalla regione, Floris mette il veto per il trasferimento e Cappellacci non interviene 



 Il Presidente Cappellacci si era assunto nel suo programma elettorale alle pagg. 44-45 punto 3 un preciso impegno verso gli ex Esaf, che si cita testualmente: “Garantire la tutela dei dipendenti regionali (ex ESAF), ora in servizio presso Abbanoa S.p.A., mediante la piena applicazione delle leggi regionali n. 10/2005, n. 19/2006 e n. 3/2008, ai fini di un loro riassorbimento nei ruoli ordinari della Regione, Enti e/o Agenzie”. 

Si deve constatare, purtroppo, che tale impegno elettorale verso i dipendenti ex ESAF non è stato onorato. Non sono stati quindi riconosciuti,con un “atto di giustizia”, i loro diritti di Dipendenti Regionali, vincitori di un pubblico concorso. 

Questo dimostra che i programmi e gli impegni presi verso i cittadini o categorie di cittadini hanno solo fini elettorali; la realtà ha sempre dimostrato che solo una minima parte di quanto programmato vienerealizzato. 

Un gruppo di dipendenti ex Esaf ha inviato diverse lettere al Presidente Cappellacci per sollecitarlo a risolvere il problema, ma dal Presidente non si è avuta,poco correttamente, alcuna risposta, nonostante ci sentiamo dire che i cittadini devono aver fiducia nella politica e nelle istituzioni.

La mancata applicazione delle leggi su menzionate pone un problema di violazione della democrazia e di etica del diritto. 

Quanti cittadini subiscono ingiustizie perché chi è preposto all’applicazione delle leggi non le applica? Penso tanti. 

Quindi, qui si pone un problema di rapporti tra democrazia e cittadini, istituzioni e cittadini, diritto e cittadini. 

L’organo immediatamente successivo alla volontà popolare, quello legislativo, fa le leggi e quello esecutivo ha il dovere istituzionale di applicarle e, se non lo fa,compie una violazione del diritto, quindi un’illegalità. 

Ciò determina quindi una rottura tra diritto e cittadini o categorie di cittadini. 
Se però chi è preposto all’applicazione di una norma, l’applica solo per alcuni e per altri no, in questo caso la norma non è indivisibile ma divisibile, perché avvantaggia nel loro diritto alcuni e penalizza altri, in quanto si utilizzano le istituzioni pubbliche come cosa privata; allora la rottura con la democrazia è completa.

L’ Assessore al personale Maria Paola Corona ha provveduto, applicando la legge, nel dicembre 2009 a pubblicare una graduatoria per il trasferimento degli ex Esaf rimasti ancora ad Abbanoa, sulla base delle richieste fatte dagli Enti e dalle Agenzie e successivamente ha inviato agli stessi Enti e Agenzie, in data 11/06/2010, una ulteriore richiesta da far pervenire tassativamente entro e non oltre il 21/06/2010 per la copertura di vacanze d’organico, che gli stessi Enti ed Agenzie hanno provveduto a comunicare. 

Purtroppo vi è stato un rimpasto di Giunta ed è subentrato come Assessore al personale Mariolino Floris che ha bloccato tale richiesta per il proseguo graduale dei trasferimenti degli ex Esaf. 

La motivazione dell’Ass. Floris è stata che la legge 10/2005 era superata e veniva bloccata in quanto bisognava emanarne una nuova. Da parte di un Assessore tale affermazione è democraticamente grave, perché una norma non può essere bloccata, ma abrogata da una successiva; se ciò non avviene la legge precedente è sempre valida. 

Stando alla sua affermazione, come mai allora qualcuno è stato trasferito e qualcun altro no? Si lascia al lettore la risposta. Questo determina un autoritarismo democratico nell’uso delle istituzioni, in quanto si esercita il potere politico e la sovranità a proprio piacimento. 

Eppure in una recente intervista l’Ass. Floris ha affermato che nei partiti c’è troppo individualismo, però possiamo affermare che, per le cose su menzionate, lui non è diverso dagli altri e che il suo modo di agire è frutto della vecchia politica di cui egli stesso ha fatto parte. 

Purtroppo tra gli ex Esaf e la società Abbanoa vi è stato sempre un rapporto conflittuale,a questo si aggiunge il mancato rispetto dei diritti acquisiti, ciò li pone nella condizione di non poter lavorare serenamente. 

Si precisa che molti ex Esaf svolgono mansioni inferiori rispetto al loro livello di provenienza, situazione che li danneggia umanamente, moralmente, intellettualmente e professionalmente. 

Certo la legge deve essere uguale per tutti, ma così purtroppo non è. Anzi si è assistito al paradosso che i dipendenti privati, con una legge regionale, diventano pubblici (vedi Hydrocontrol e Progemisa, cosa denunciata anche da organizzazioni sindacali ecc.) e i dipendenti pubblici, che hanno dato un concorso, diventano privati. 

Si può obiettare che la Regione non ha soldi e che ci sono disoccupati e persone che perdono il posto di lavoro; a questa giusta obiezione si può rispondere che tutti i dipendenti ex Esaf potevano rimanere ad Abbanoa, perché non è giusto che una parte di essi sia passata alla Regione ed altri no, senza rispettare un criterio di equità e giustizia. 

Si precisa ancora che per modificare il Ppr si sono date consulenze esterne con una spesa di 650 mila euro, invece di utilizzare personale della Regione,oltre ai rimborsi elettorali utilizzati per fini privati e che Abbanoa, per sanare il suo debito, avrà un finanziamento di 180 milioni di euro, tale debito può essere ridotto, visto che si sostiene che c’è esubero di personale, trasferendo alla Regione gli ex Esaf rimasti ancora ad Abbanoa. 

A ciò si aggiunge gli sprechi della pubblica amministrazione. Ci si chiede quanti cittadini subiscono ingiustizie perché i nostri governanti non applicano la norma.

Di seguito come possono i cittadini avere fiducia nella politica ed essere vicinialle istituzioni se chi ci governane fa un uso personale? 
Tutto questo non può che provocare un distacco sempre più netto dei cittadini dalla politica, o forse è meglio dire dalla “casta”.

 Socrate
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