domenica 10 novembre 2013

SARDINYA ZONA FRANCA, ASPIRAZIONI e SPERANZE  Di UNA REALTA' ECONOMIA FINORA DISATTESA.

Vàturu Erriu Onnis Sayli


La Sardinya , è percorsa dalla speranza di riscatto di un'economia reale finora disattesa dalla politica locale e del governo italico; 

La strada delle speranze in Sardinya è lastricata da tanta energia persa sull'altare delle ipocrisie politiche delle promesse fatte nelle campagne elettorali, nel malgoverno delle varie giunte succedutesi negli anni nella capitale la città bianca Karalis.

L'idea della zona franca in Sardinya risale molto indietro nel tempo; l'idea di una fiscalità di vantaggio che vada a colmare i divari economici e maggiori costi dovuti all'insularità, l'aspetto principale delle Zone Franche nel mondo , dove esse si attuano , sono l'esenzione dei pagamenti delle accise  e dell'IVA.

Il dibattito sviluppatosi con le correlate polemiche sono state accentuate e forti , proprio per l'importanza dell'argomento trattato e delle conoscenze messe in campo dai vari soggetti aventi parola nella questione, si è arrivati anche al limite dell'insulto come avviene nelle famiglie che ambiscono che l'intento vada a buon fine. 

Oggi , a pochi giorni  dall'approvazione nel Consiglio regionale della RAS (Regione Autonoma della Sardinya), chiediamo alla dottoressa Maria Rosaria Randaccio , cosa è avvenuto e come si potrà attuare la Zona Franca in Sardinya.

Vogliamo anche rammentare le polemiche sollevate a questa votazione e i consigli avutesi nel tempo su queste pagine del nostro blog.

Il Dr Paolo Maninchedda pochi giorni fa commentava così:
Dopo aver raggiunto l’accordo con tutto il Consiglio Regionale sull’emendamento che emendava l’art.12 dello Statuto, rendendo tutto il territorio regionale ‘Zona Franca’, la Giunta ha rotto l’unità e ha imposto, con la sua maggioranza, un testo assurdo che da una parte colloca la Sardegna fuori dalla linea doganale, dall’altra mette la Zona Franca interamente nelle mani dello Stato italiano, senza alcun ruolo per la Regione Sardegna, la quale però è chiamata a coprirne i costi. Insomma: le regole e la gestione sono stati affidati allo Stato italiano, che è stato il becchino fiscale della Sardegna per secoli, mentre i costi sono stati caricati ai sardi.
Il dottor Mario Carboni tempo fa ebbe a dire
..sono felice che finalmente ci sia una convergenza con ciò che penso da oltre 30 anni e che sostengo anche adesso e cioè che la Sardegna debba essere posta fuori dalla linea doganale dello stato e quindi zona franca integrale fiscale e doganale. 
I commenti che abbiamo  riportato sopra  sono un esempio per far comprendere quanto prima affermato sul fermento che è in atto in Sardinya su questa problematica molto sentita, sia nell'ambito politico che sociale.

Interessante la posizione della Dottoressa M.R. Randaccio, impegnata con l'Avvocato F. Scifo e tutte le varie soggettività diffuse nel territorio come Giuseppe Carboni , Giuseppe Marini e molti altri, che assieme muovono le passioni e gli interessi politici economici e sociali attorno all'idea della Zona Franca.
Noi di Sa Defenza pensiamo dei politici quel che abbiamo gà affermato in altro articolo che riportiamo in parte: 
La realtà dei politici com'é?
Se uno è ignorante e tronfio e fiero della propria ottusità,  basta essere un dotto, se uno è un dotto deride l'opinione esatta diversa dalla sua, non la prende neanche in considerazione; l'atteggiamento classico nella storia della scienza  è: negare, minimizzare, ridicolizzare è automatico; l'ignoranza dei dotti è la cosa peggiore che ci sia; 

..la situazione esistente all'interno del parlamento italiano è a dir poco drammatica , poiché i deputati si dimostrano essere solo dei numeri in mano ai partiti che servono come strumenti per pigiare il dito sul pulsante del voto desiderato dai loro capi bastone senza saper e ne capire cosa votano... poiché le leggi e la loro comprensione con i rimandi ad altre leggi e commi sono di quasi esclusivo appannaggio dei burocrati che circondano e sostengono il Consiglio dei Ministri e il Premier.

Per esempio sull'IVA, in Sardinya, non   è stata applicata  da almeno 15 anni il diritto all'esenzione nei porti franchi come Cagliari, non si è perso il diritto ma certamente l'inconcludenza  della RAS, ed a volte  a motivo dell'incompetenza giuridica e legislativa dei nostri deputati, che, ci sfuggono i diritti che abbiamo nella ZF , ma per i motivi suddetti  non vengono applicati ne attuati.

La lacuna in generale dentro e fuori al movimento a cui si è dovuto porre rimedio è l'interpretazione vera sul significato di ZF extradoganali poiché si confondeva la ZF ai Porti, e non si comprendeva l'importanza di mantenere il titolo di extradoganale, su art 12 dello statuto della RAS.

Si è dovuto spiegare la legge del 1940 ove si diceva appunto dei punti Franchi sono extradoganali , perciò l'assunto delle leggi a seguire che richiamavano tale legge erano in toto il riflesso sia nell'attuazione che nello spirito la stessa cosa, come ci fa notare bene la D.ssa Randaccio
.." nel nostro statuto si diceva saranno istituiti  punti franchi extradoganali , quindi quando il decreto legislativo 75 del 1998, ha detto che in attuazione all'articolo 12 dello statuto veniva istituita in tutta la Sardegna la Zona Franca... non poteva che essere che extradoganale  questo è un sillogismo giuridico, la parola non ci deve spaventare l'abbiamo studiato nelle scuole medie il significato in analisi logica : sillogismo vuol dire una realtà che non si può confondere e cioè se questo vuol dire "questo" ciò che ho modificato non può che essere identico a quello che volevo cambiare." riferendosi al codice doganale del 1940.
Lasciamo a Voi lettori vedere questa intervista alla Dottoressa Randaccio con l'auspicio che le confuse cose dette nel passato da vari soggetti politici , siano finalmente cancellati per assumere la questione in totale chiarezza sia di intenti che di applicazione esatta alla legge originale la Zona Franca in Sardinya, forse una speranza ci è rinata in cuor, ce lo auguriamo tutti.





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