sabato 21 dicembre 2013

AUTONOMIA DEL KURDISTAN OCCIDENTALE IN 

UNA SIRIA LAICA PLURALISTA E DEMOCRATICA

A. Boassa

Mentre l'esercito libero siriano sponsorizzato fin dagli inizi dai francesi, un tempo padroni della regione , e dagli inglesi va liquefandosi tanto che gli stessi inglesi e gli Usa hanno deciso ufficialmente di non prestare più soccorso militare , l'offensiva militare contro la Siria continuerà con bandiere islamiche terroriste con il sostegno fondamentale di Israele , Arabia Saudita e Francia . E intanto registriamo la fuga precipitosa in Qatar di Salim Idriss , il leader su cui tanto avevano contato "gli amici della Siria" .

Ma contro gli assalti dei fondamentalisti ( è di questi giorni l'esecuzione in massa di 80 civili secondo fonti attendibili) non è schierato solo l'esercito di Assad . Un ruolo decisivo contro l'aggressione straniera è svolto dalla forza di difesa Kurda (YPG) che ha sostenuto durissimi scontri con le bande armate provenienti dalla Turchia allo scopo di creare un Califfato islamico .
I kurdi sono concentrati nell'area settentrionale da loro chiamata "kurdistana Rojava" ma sono presenti anche ad Aleppo e a Damasco .



In passato scontri con l'esercito di Assad che agli inizi della guerra si è ritirato dai loro territori . In tal modo i Kurdi hanno potuto dare inizio ad un'autogestione denominata " autonomia democratica "( alla quale partecipano le minoranze armene , assire , arabe ) che ha dato vita all'Assemblea nazionale cui partecipano oltre al PYD , partito nazionalista di orientamento marxista-leninista , altri 15 partiti .


Forti delle loro vittorie sul campo e di un progetto altamente innovativo che si avvale di una grande partecipazione politica e militare di massa , i Kurdi aspirano all'autonomia all'interno di uno stato laico , pluralista e democratic
o .
Di fatto alleati con Assad in questa fase , Assad con cui intendono fare i conti successivamente preferibilmente in uno scontro democratico , i Kurdi pretendono di dialogare con l'attuale governo siriano e di partecipare a pieno titolo, per restituire alla regione un orizzonte di pace e di ricostruzione , alla Conferenza di Ginevra continuamente sabottata da tutte quelle forze dall'Occidente alle petromonarchie che hanno devastato la Siria e che non rinunciano criminalmente a dissanguarla con l'embargo e con il terrore delle armi
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