martedì 18 febbraio 2014

ELETZIONI SARDINYA: Vincono le élite, (il PD rappresenta gli interessi delle élite private) mentre la maggioranza del popolo geme e s'astiene.
Vàturu Erriu Onnis Sayli



Quanto s'è realizzato non è il massimo per la Sardinya
Si vede una classe di élite che avanza, e riempie di demagogia la pancia vuota del popolo sofferente.

La forte astensione denota un sentimento di forte opposizione alla casta politica, ora addirittura più elitaria.

Il blog Sa Defenza ha  ripreso l'opposizione giudiziaria alla legge elettorale fatta dal ParIS di Doddore Meloni, denunciandone la malversazione politica dei contenuti tutti atti a favorire  una maggioranza esclusiva, accaparratoria e antidemocratica.

Doddorela legge Statutaria N1. Pubblicata sul B.U.R.A.S. IL 14 Novembre 2013.(legge elettorale regionale.) In particolare voglio evidenziare la scarsa 
considerazione del concetto democratico sancito e garantito sul diritto universale di ogni persona, Garanzia, difesa in tutto il mondo dai governi democratici, ma non garantita gia' dal momento della loro candidatura,dai candidati alla Presidenza del Governo Sardo.
La legge statutaria elettorale della Regione Sardegna, emanata ai sensi dell'art. 15 dello Statuto speciale della Sardegna, nel capo I riguardante il sistema elettorale, all’art. 1, rubricato “Elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale”, al 7 comma così dispone:“1. Il Presidente della Regione  e il Consiglio regionale sono eletti contestualmente a suffragio universale e diretto con voto personale, eguale, libero e segreto.2. Il Consiglio regionale è eletto con voto attribuito a liste circoscrizionali concorrenti ciascuna collegata, a pena di esclusione, ad un candidato alla carica di Presidente della Regione.3. Il Presidente della Regione è eletto sulla base di candidature individuali regionali.4. E’ eletto Presidente della Regione il candidato presidente che ha ottenuto nell’intera Regione il maggior numero di voti validi.5. Il Presidente della Regione e il candidato alla carica di Presidente della Regione che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore fanno parte del Consiglio regionale.6. Alla coalizione collegata al presidente eletto è attribuito un premio nei casi e con le  modalità previste dall’articolo 13.7. Sono esclusi dall’attribuzione dei seggi: a) i gruppi di liste che fanno parte di una coalizione che ottiene meno del 10 per cento del totale dei voto validi ottenuti da tutti i gruppi di liste a livello regionale; b) i gruppi di liste non coalizzati che ottengono meno del 5 per cento del totale dei voti ottenuti da tutti i gruppi di liste a livello regionale”.
Col senno di poi , forse sarebbe stato meglio fare dura opposizione prima a questa legge, si doveva sostenere l'opposizione giudiziaria e chiedere con forza un giusta legge rappresentativa di tutti i sardi.

La Murgia s'è accorta della trappola della legge elettorale , ma forse essendo molto positiva durante la sua campagna elettorale non ne era pienamente cosciente, oggi i buoni risultati della coalizione Sardegna Possibile evidenzia l'antidemocraticità della legge voluta dalle élite.. (finanziarie e bancarie). 


Le dichiarazioni di Michela Murgia si evincono da sè,  su che legge sia, questa Statutaria N1,  quando dice: "Sette mesi fa non esistevamo, ora siamo al 10 per cento e solo una legge antidemocratica e liberticida impedirà che che i molti sardi che ci hanno scelto siano rappresentati da noi in Consiglio regionale. Quel voto è preziosissimo perché misura la speranza di cambiamento, la voglia di uscire dalla gabbia, il bisogno impellente di rimettere al centro la Sardegna e i sardi."
La consapevolezza che la legge elettorale sia una porcata la si può vedere anche dalle parole espresse di Mauro Pili che ha  ha sfiorato il 6%, più delle quattro liste che lo sostenevano Unidos, Fortza Paris, Mauro Pili presidente e Soberania, che hanno raggiunto il 5,43%.

Mauro Pili di UNIDOS, già deputato della R.I. ed ex Presidente della RAS dichiara con amarezza: " Vorrei dirvi: l’urlo della vostra coscienza vale più di qualsiasi vittoria… Abbiamo contrastato, da soli e contro tutti, i nemici veri della Sardegna, quelli di dentro e quelli di fuori. Abbiamo rigettato il bavaglio che volevano imporci, con il silenzio e l’inganno, con l’arma più vile della propaganda. Hanno tentato in ogni modo di fermarci. Non ci sono riusciti…  Ci sarà tempo per analizzare i risultati, per decidere come portare avanti la nostra sfida."
Pier Franco Devias de l FIU, non dice nulla sula legge, ma rinforza un giudizio negativo per i d candidati delle élite Pigliaru e Cappellacci, ed afferma:"Lui e Cappellacci sono uguali, li distingue solo la particolarità degli interessi che rappresentano, ma restano entrambi servitori dell’Italia".  Niente cambierà: "Nulla fa pensare a uno stop dell’emorragia di sardi che emigrano per cercare lavoro, né che si possa fermare l’invasione di prodotti stranieri, che la lingua sarda avrà un futuro o che spariranno le servitù militari."

Il Movimento Zona Franca  esprimeva la presidenza del professore Gigi Sanna, dopo la spaccatura dovuta alla scelta della Drsa. M. Rosaria Randaccio di schierarsi con Cappellacci, ci dice e racconta:
Amici del Blog, questo ho scritto oggi nel mio 'diario' per il movimento. Serve qui un po' per informare e un po' per dare qualche risposta a chi è rimasto un po' sorpreso della mia discesa in campo dopo tanto tempo di inattività partitica (non politica). Si dice, a chiacchiere, che bisogna rinnovare la politica. La si rinnova scendendo tutti in campo e appassionandoci per il bello e per l'onesto. Per sconfiggere la cosa più indecente del mondo della politica: il cosiddetto 'pragmatismo', cioè l'arte dei meschini e dei gaglioffi. 
A Santa Giusta eravamo all'inizio (creazione 'formale' del movimento politico) un centinaio di persone. Quasi tutti attivisti. Oggi il Movimento Zona Franca -Ballu tundu, con la sua discesa in campo, può contare su quasi 6000 (seimila) simpatizzanti. Sparsi un po' in tutta l'isola. Il numero sarebbe stato molto più consistente se -come si sa - una donna scellerata e linguacciuta, di capacità politica zero ( e i fatti l'hanno dimostrato), non avesse affidato una parte del movimento al Cappellacci e soprattutto al Berlusconi che lo ha fatto letteralmente naufragare con il suo atteggiamento televisivo grottescamente mafioso. 
I 6000 simpatizzanti riteniamoli la base di partenza di un progetto economico - politico e culturale (come da programma) che ormai, del tutto libero dalle pastoie del padrinaggio cappellacciaro, potrà fare al completo la sua strada in tutta autonomia e in piena libertà. Sono ora gli 'orgolesi' dalla schiena diritta i vincitori non i servetti lecca pentole dalla mala lingua e dalle parole in libertà. 
Queste elezioni hanno dunque sancito, non solo per quello che ci riguarda, la morte del 'pragmatismo' servile con il fallimento definitivo della politica di coloro che tradiscono lo spirito indipendentistico appoggiandosi al più forte. Gavino Sale e, purtroppo, lo storico, da tempo non più riconoscibile, Partito Sardo hanno fatto, sia a sinistra che a destra la fine che hanno fatto: scomparso l'uno e dimezzato l'altro. 
Sul leaderismo (cioè su chi confonde da oltre un decennio il vasto cielo e la luce con il suo cervello) non aggiungo nulla a quello che ho detto tante volte e che è stato scritto ieri anche da Appeddu.Diverso, ma non tanto, è il discorso sul tentativo di Michela Murgia che ha avuto soprattutto il torto di spiazzare tutto il movimento 'teorico' partendo per prima e come prima della classe. 
Ma già da oggi non è più tempo delle 'critiche' (quante me ne dovrei fare per primo io!) ma quello della 'mano tesa' e soprattutto 'tenta'. Con Pigliaru ci aspetta (non ci vuole molto a capirlo) il quinquennio più grigio e fallimentare della storia della Sardegna; con un Centro destra allo sbando, cioè del tutto incapace di proporsi come opposizione.

I risultati di queste elezioni sono questi, secondo quanto si dice sull'unione sarda:

Ecco da chi potrebbe essere formato il Consiglio regionale.
Il quadro non è completo perché la composizione esatta dipenderà dal calcolo dei resti.

Di certo si va verso un consiglio regionale con 36 onorevoli che sostengono Francesco Pigliaru (un seggio è assegnato al candidato presidente). 
Alla coalizione che ha sostenuto Ugo Cappellacci dovrebbero andare 24 consiglieri (uno sarà il candidato presidente). 
Non hanno ottenuto neanche un seggio Sardegna possibile di Michela Murgia e la Coalizione del popolo sardo di Mauro Pili, che avrebbero dovuto tagliare il traguardo del 10 per cento delle preferenze, ma si sono fermate rispettivamente al 6,8 e al 5,4 per cento. Fuori anche Pier Franco Devias e Gigi Sanna (sarebbe bastato il cinque per cento perché avevano solo una lista di riferimento). Il Fronte indipendentista unidu ha raccolto lo 0,69 per cento e il movimento Zona Franca lo 0,73. 

In attesa che gli uffici elettorali procedano con la proclamazione degli eletti riportiamo un'ipotesi di composizione della nuova assemblea regionale.

CENTROSINISTRA - Nel Pd a Cagliari entrano Piero Comandini; Valter Piscedda; Cesare Moriconi; Lorenzo Cozzolino; Gigi Ruggeri. A Sassari: Gianfranco Ganau; Gavino Manca; Salvatore Demontis; Luigi Lotto. A Nuoro: Roberto Deriu; Daniela Forma A Oristano: Antonio Solinas, Mario Tendas. Medio Campidano: Sandro Collu; Rossella Pinna. In Gallura: Giuseppe Meloni Nel Sulcis: Pietro Cocco In Ogliastra: Franco Sabatini Gli eletti di Sel A Cagliari Francesco Agus; Eugenio Lai A Sassari: Daniele Cocco Nel Sulcis: Luca Pizzuto Gli eletti dei Rossomori: A Cagliari Paolo Zedda A Nuoro: Emilio Usula Gli eletti di Rifondazione sinistra sarda A Cagliari Fabrizio Anedda a Sassari Giommaria Deriu Gli eletti del Centro democratico A Cagliari: Anna Maria Busia A Sassari: Roberto Desini Gli eletti dell'Italia dei Valori A Sassari: Francesco Paolo Dore Per il Partito dei sardi A Sassari: Pier Mario Manca A Oristano: Augusto Cherchi Per il Partito socialista A Cagliari Mondo Perra Per la Base A Nuoro Efisio Arbau Per l'UPC A Sassari Gaetano Ledda Per IRS A Sassari entra Gavino Sale  
CENTRODESTRA - Forza Italia: a Cagliari: Alessandra Zedda; Stefano Tunis, Edoardo Tocco; Alberto Randazzo a Sassari: Antonello Peru; Marco Tedde a Oristano Oscar Cherchi; a Nuoro: Pietro Pittalis Gallura Giuseppe Fasolino nel Sulcis Ignazio Locci Gli eletti dell'UDC: a Cagliari Giorgio Oppi; a Sassari: Gian Filippo Sechi a Oristano: Gianni Tatti nel Sulcis Gigi Rubiu Per Fratelli d'Italia: a Cagliari: Paolo Truzzu Per i Riformatori a Cagliari: Michele Cossa a Oristano: Attilio Dedoni a Nuoro: Luigi Crisponi Per l'Uds: a Cagliari: Mario Floris Per il Partito sardo d'azione a Cagliari: Christian Solinas a Sassari: Marcello Orrù Per il Movimento Sardegna zona franca a Cagliari: Luca Sanna
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