giovedì 10 aprile 2014

Anche  il FMI vede nero per l’Italia e bacchetta le scelte politico-economiche
osservatorioglobale

2014 e 2015 l’Italia peggio della Grecia. Questa la tesi del FMI (Fondo Monetario Internazionale).
fmi-christine-lagardeChristine Lagarde, direttore del FMI, ha invitato, ancora una volta, il presidente della BCE Mario Draghi ad intervenire nella situazione economica disastrosa rilanciando il credito, specie per famiglie ed imprese.
La bacchettata alle scelte politiche ed economiche
Il livello alto di disoccupazione è uno dei fattori destabilizzanti per l’Europa, eppure le stime del FMI, riportate nel World Economic Outloook, prevedono che il tasso di disoccupazione in Italia resti invariato sia nel 2014 che nel 2015. Aggiunge inoltre: “ […] a pesare sulla crescita sono gli elevati debiti, la disoccupazione, gli investimenti bassi, la stretta del credito e la frammentazione finanziaria.
mario draghi bceDal FMI arriva anche la raccomandazione al governoRenzi di ridurre il cuneo fiscale, riformare i contratti di lavoro con meno tasse e rimodellare l’efficienza dell’amministrazione pubblica.
Perfino peggio della Grecia
Finanche la Grecia avrà, nei prossimi 2 anni, il pil più alto del nostro. E stiamo parlando di un Paese, la Grecia, che è in una recessione enorme con un’economia piccola in confronto a quella italiana. Per quest’anno entrambi i Paesi (Grecia ed Italia) saranno, secondo le stime, sul + 0,6%. Peggio di noi Slovenia e Finlandia (+ 0,3%) e poi Cipro (- 4,8%).
Ma per il prossimo anno Atene dovrebbe vedere un + 2,9% mentre Roma si stabilirà sul + 1,1%.
Recessione finita ma c’è rischio ricadute
“Dicono” che l’Area Euro è finalmente emersa dalla recessione. Ora bisogna, lentamente, attendere la ripresa graduale. Ma è fondamentale eliminare quanto prima gli strascichi della crisi (alta disoccupazione, bilanci pubblici e privati ancora deboli, stretta del credito e ampio debito, piccole e medie imprese soffocate dalle tasse) perché il rischio di una ricaduta è dietro l’angolo, specie se consideriamo che, la situazione attuale, non consente l’attuazione delle riforme dovute (stando sempre a quanto sostengono gli economisti del FMI). Si stima che la probabilità di una ricaduta in recessione per l’Area Euro sia intorno al 20%.
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