sabato 17 maggio 2014

LA REALTA' DELLA "DE-DOLLARIZZAZIONE" - LA RUSSIA, MA ANCHE LA CINA E L'IRAN...
DI TYLER DURDEN
 traduzione Bosque Primario.

Non è più un segreto per nessuno che, dall'inizio della crisi Ucraina (e anche prima) la Russia stia spingendo perché negli accordi commerciali si riduca al minimo la partecipazione (e l’influenza), del dollaro USA: come abbiamo ampiamente raccontato sulle pagine di  zerohedge.

Solo che fino ad ora gran parte di tutto quello che avevamo detto sembrava confinato nel regno dei desideri, del sentito dire. Dopo tutto può sembrare "ridicolo" che un paese possa seriamente immaginare di vivere al di là dei confini ideologici e religiosi del Petrodollaro .... Perché se potesse farlo anche un solo paese, potrebbero farlo anche tutti gli altri, e allora si potrebbe anche pensare ad una iper-inflazione americana, ad un collasso sociale, ad una guerra civile e a tutti quegli altri fattarelli, pittosto importanti, che capitano nelle repubbliche delle banane socialiste come il Venezuela, che purtroppo non ha una propria moneta che viene usata come riserva globale, con cui si possono dare calci a chiunque dia qualche fastidio.

O almeno questo è quello che vorrebbero far credere al mondo gli economisti keynesiani, ovvero i sacerdoti che predicano la religione del Petrodollaro.
Comunque per quanto questo fatto possa turbare qualche statista, la Russia sta lavorando attivamente su alcuni progetti che potrebbere far vedere il dollaro americano solo dallo specchietto retrovisore e che potrebbero rimpiazzarlo con un sistema dollar-free. Per dirla come lo dicono in Russia, un mondo "de-dollarizzato".


La Voice of Russia riferisce, citando fonti di stampa russe, che il Ministero delle Finanze del paese è pronto a dare luce verde a un piano per ampliare radicalmente il ruolo del rublo russo nelle operazioni di esportazione, riducendo la quota delle operazioni effettuate in dollari. Fonti governative ritengono che il settore bancario russo sia "pronto a gestire l'aumento del numero delle transazioni effettuate in rubli".

Secondo l'Agenzia Prime-News, lo scorso 24 aprile il governo ha organizzato un incontro speciale per la ricerca di una soluzione per sbarazzarsi del dollaro nelle operazioni di esportazioni russe. Sono stati convocati esperti di alto livello del settore energetico, delle banche e delle agenzie governative e sono state proposte una serie di misure in risposta alle sanzioni americane contro la Russia.

E allora se l'Occidente voleva una risposta della Russia alla escalation delle sanzioni, la risposta sta per arrivare.
L' " incontro sulla de-dollarizzazione " è stato presieduto dal Vice Primo Ministro della Federazione Russa Igor Shuvalov, dimostrando con ciò che Mosca è seriamente intenzionata a smettere di usare il dollaro. Una successiva riunione è stata presieduta dal Vice Ministro delle Finanze Alexey Moiseev che ha poi dichiarato al canale TV, Rossia 24, che "la quantità di contratti stipulati in rubli aumenterà " ed ha aggiunto che nessuno degli esperti intervistati e dei rappresentanti delle banche ha presentato obiezioni sulla applicabilità del piano del governo che prevede l'aumento della quota dei pagamenti effettuati in rubli.


A beneficio dei soli lettori che comprendono la lingua russa, ci sarebbe una intervista con Moiseev e qui c’è un VIDEO con la trascrizione del testo (in russo).
Poi se qualcuno pensava che solo Obama avesse il potere assoluto di accendere o spegnere l'interruttore, si sbagliava - anche i russi riescono a farlo, con altrettanta bravura e sanno controllare "l'interruttore che regola le valute".



È interessante, nell'intervista rilasciata da Moiseev, il passo in cui si riferisce ad un meccanismo legale che può essere descritto come un "interruttore monetario" con il quale il governo potrebbe avere il potere legale di obbligare le compagnie russe a commerciare una certa percentuale delle loro merci in rubli. Riferendosi al caso in cui il livello possa arrivare al 100%, il Vice Ministro russo ha detto che "è una scelta estrema ed è difficile per me dire come il governo potrà usare questo potere".
Bene, comunque questa è una opzione che non può essere esclusa.
Ma ancora più importante è che niente di quanto la Russia sta elaborando potrebbe avere una concreta possibilità di realizzarsi, se non ci fossero altre nazioni ad impegnarsi con accordi commerciali bilaterali USD-FREE. Queste nazioni in effetti, esistono e non dovrebbe sorprendere nessuno il fatto che due paesi abbiano già intensificato i loro rapporti commerciali con la Russia: sono la Cina e l'Iran. 
Naturalmente, il successo della campagna di Mosca per negoziare le proprie merci in rubli o in altre valute regionali, dipenderà dalla volontà dei suoi partner commerciali di sbarazzarsi del dollaro. Fonti citate da Politonline.ru, indicano i due paesi, disposti a sostenere la Russia (Iran e Cina). Dato che Vladimir Putin si recherà in visita a Pechino il 20 maggio, si può ipotizzare che i contratti di gas e petrolio che stanno per essere firmati tra i due paesi saranno stipulati in rubli e in yuan, non in dollari . 
In altre parole, nel breve giro di una settimana si è passati dall'annuncio di un accordo sul gas tra Russia e Cina, il "Santo Graal" di abbiamo già parlato qui, a quelle che saranno le condizioni finanziarie, che ora sembra praticamente certo, saranno regolate esclusivamente da RUB e CNY.

Non dal dollaro USA.

E come abbiamo spiegato più volte in passato, più l’occidente si mette di punta contro la Russia, più le sanzioni economiche segneranno degli auto-gol e più la Russia sarà costretta ad allontanarsi da un sistema di negoziazione basato sul dollaro, per avvicinarsi più rapidamente ad un altro sistema per negoziare con la Cina e l'India. È per questo che l'annuncio che avverrà quasi sicuramente la prossima settimana, sarà qualcosa di innovativo, e sarà solo l'inizio.

Tyler Durden
    


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