sabato 31 maggio 2014

L'UE HA LA SOLUZIONE PER USCIRE DAI SETTE ANNI DI VACCHE MAGRE: METTERE NEL PIL  IL VALORE DELLO SPACCIO DI DROGA DELLE VARIE MAFIE E PUSHER, E LA PROSTITUZIONE DEI PAPONI ... VI CHIEDERETE MA NON E' ILLEGALE?  
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OLLI REHN: una striscia anche a me, altrimenti m'incazzo!

Il 23/05/14- Comincia a far notizia l'imminente adozione da parte dell'ISTAT delle indicazioni europee in fatto di contabilità economica nazionale. Si tratta della geniale trovata degli esperti di Olli Rehn, votata e approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo, di gonfiare il PIL contando anche le attività illegali come il traffico della droga, il contrabbando e i "servizi della prostituzione".

Chi finora avesse nutrito dubbi sul nostro monito, e cioè che l'UE sta riflettendo sempre più le caratteristiche di un impero, non ha più ragione di continuare.

Né di lasciarsi ingannare dal sofisma fedelmente riportato dal Sole 24 Ore pochi giorni fa: "lo stesso concetto di attività illegale può prestarsi a diverse interpretazioni". (vedi)

Pensato principalmente per gonfiare le cifre e nascondere la bancarotta, il nuovo sistema di contabilità prevede anche una maggior considerazione per le spese per la Ricerca e Sviluppo, da considerarsi come "spese di investimento e non più componente dei costi intermedi", ma la più generale politica ecologista "20-20-20" non aiuterà certamente l'Europa a ritrovare la via della ripresa economica.

Pubblichiamo un articolo risalente al 6 febbraio 2014 dell'edizione italiana dell'EIR Strategic Alert.

L'UE dà un nuovo significato al termine "PIL drogato"

Dal prossimo ottobre l'ente statistico spagnolo INE includerà il reddito della prostituzione, dello spaccio di droga e del contrabbando nel calcolo del PIL. Secondo El Diario del 20 gennaio, ciò aumenterà il PIL di dieci miliardi, circa l'un per cento.

Ma la Spagna non è un caso isolato. Nel 2016 tutti gli stati membri dell'UE saranno chiamati a conteggiare l'economia illegale nel PIL. Eurostat ha pubblicato istruzioni tecniche su come calcolare il "valore" di tali attività criminali, che per loro stessa natura non sono registrate. Eurostat raccomanda che le cifre sulla prostituzione (da includere nei "servizi") siano calcolate dal lato dell'"offerta", e il traffico di droga dal lato della "domanda".

Sorge spontanea la domanda: quando c'è un sequestro di droga, si calcola una riduzione del PIL o del "valore aggiunto"?

Ci si chiede a quale scopo calcolare tali attività. Poiché le riforme imposte dalla Troika hanno distrutto invece che migliorare le finanze pubbliche, e l'economia non cresce, i geniacci dell'UE hanno pensato di far ricorso ad un trucco statistico per abbellire le cifre. Se il PIL aumenta grazie all'economia illegale, il livello di indebitamento pubblico sembra più basso.

Secondo eldiario.es, Eurostat raccomanda che gli stati membri si limitino a calcolare le transazioni illegali fatte sulla base del "consenso delle parti". Le rapine quindi vanno escluse. Ma uno dei più noti "economisti quantitativi" spagnoli e capo della fondazione delle casse di risparmio (Funcas), Angel Laborda Peralta, sostiene che il traffico di esseri umani vada incluso, perché comporta "una transazione economica".

Uno studio del Parlamento europeo intitolato Il mercato illecito della droga. Come misurare le droghe illegali nel quadro della contabilità nazionale. Il caso dell'Italia, pubblicato nel 2008, afferma che il sistema di contabilità europeo (ESA95) suggerisce che "tutte le attività produttive (sic) dovrebbero essere incluse nella contabilità nazionale, a prescindere dal fatto che siano legali o no". Ne segue che, secondo la malata logica monetaristica, la prostituzione e la tossicodipendenza sono "produttive".
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