martedì 17 giugno 2014

GLI STATES PRO MALIKI E CONTRO MALIKI . CONTRO LO STRAPOTERE DI ISIL E A FAVORE DEL TERRORISMO  PER COLPIRE "L'ASSE DEL MALE" RUSSIA E IRAN

post primo

A. Boassa


Se si vuole interpretare la politica mediorientale degli USA è necessario capire che è sempre di corto respiro

Si può obiettare che ha saputo fare un astuto colpo di stato e programmare la guerra infinita piazzando con cura alcuni colpi . Ma gli esiti proficui nel breve periodo stanno scavando , a ben guardare , la fossa dell'impero . 

Mancando di lungimiranza , gli States agiscono per il proprio tornaconto nell'immediato per ritrovarsi in un caos non sempre programmato

Caos contro il quale agiscono sempre con corto respiro per benefici immediati . E così all'infinito. Si elimina Saddam ma si forma un governo amico dell'Iran. Si vuole abbattere Maliki con il terrorismo stragista largamente finanziato ma ecco che l'islamic state of Iraq and the Levant(ISIL) è diventato una poderosa armata che può compromettere il controllo delle risorse energetiche nell'area . Ma, ragionando sempre nell'immediato , gli apprendisti stregoni Usa possono allo stesso tempo utilizzare le bande terroristiche da loro stessi create per seminare il caos in Iran ,in Siria , in Russia e anche nei territori del loro "servo sciocco",l'Europa (vedi Ucraina ma non solo).
Ma per fare maggiore chiarezza sull'intricato ordito della guerra in Iraq è necessario procedere con ordine .


Abdul-Ilah-al-Bashir
Il generale del "Free Sirian Army" Al-Bashir, accanito nemico di Assad, si è sempre lamentato degli scarsi aiuti che gli Usa fornivano ai suoi militi . Ora gli "aiuti" arrivano e in gran quantità ma non nella direzione da lui auspicata "Stanno consegnando direttamente le armi a vari gruppi di guerriglieri ...e con ciò creano miriadi di signori della guerra in stile Somalia...distribuiscono direttamente gli armamenti nel fronte sud e nel fronte nord". 


E' incontestabilmente grazie ad Obama e alla monarchia saudita che l'ISIL ha potuto rinforzarsi ...ed accrescere la sua potenza facendo man bassa degli armamenti moderni che l'esercito di Al Maliki in fuga lasciava sul terreno .
Al Maliki e Obama 

Contro il regime sciita amico dell'Iran gli States e i Sauditi avevano già lanciato una terribile campagna del terrore causando migliaia di morti . 
Ora Al Maliki chiede aiuto agli Usa che nella loro retorica hanno fatto della lotta contro il terrorismo l'asse portante della loro lotta per la civilizzazione del pianeta . 

Obama si è già pronunciato : niente truppe . 
Zittiti i repubblicani che volevano l'intervento delle forze militari presenti nel Kuwait . 
Ci saranno degli "aiuti" ma ben dosati e senza fretta . Chissà ? . 

L'ISIL suscita qualche preoccupazione ma forse quell'area così turbolenta e confinante con due assi del male come Russia ed Iran non sarebbe male che venisse governata dall'ISIL e si ricreasse ciò che Francesi e Inglesi avevano frantumato : la provincia unificata della Siria ,del Libano e dell'Iraq .

post secondo

L'Isil continua la sua avanzata verso la frontiera della Siria e gia il suo leader Ibrahim al Douri ha stabilito che il 5% degli armamenti conquistati sul terreno saranno destinati ai Jihadisti che combattono in Siria contro l'esercito di Assad . Nel mirino infatti non solo Iraq ma anche Siria e Libano . Prevedibile geremiade dell'Onu :"...una minaccia esistenziale per il Paese e un grave pericolo per l'intera regione mediorientale" . 

Gli Usa sono "richiamati" dalla "comunità internazionale" ad intervenire e a combattere contro l'esercito terrorista finanziato e addestrato dagli States . Obama non può sottrarsi ai suoi doveri . Invierà 275 militari per proteggere innanzitutto l'ambasciata Usa a Baghdad e rafforzerà il dispositivo offensivo nel golfo Persico . Due portaerei , incrociatori , cacciatoperdinieri lanciamissili , unità anfibie per il trasporto di 550 marines da destinare per operazioni "speciali" in contemporaneità con raid aerei e lancio di missili tomahwak .

L'irresistibile avanzata dall'armata di al Douri risulta un ottimo pretesto perchè gli States e la Nato possano invadere la Siria orientale e creare una "zona cuscinetto" che invece di proteggere lo stato siriano permetterebbe ai terroristi di poter attaccare la Siria che resiste . Tutto ciò ovviamente con il beneplacito dei paesi del Golfo , della Turchia che aveva tentato di già con una false flag di giustificare l'invasione della Siria , e naturalmente della "comunità internazionale".


Non è del tutto prevedibile ciò che avverrà dell'area egemonizzata dall'Isil e di quella controllata da Al Maliki . Non è detto che Usa e soci riescano a sconfiggere la resistenza di Siriani , Kurdi e Sciiti iracheni e il prevedibile sostegno dell'"asse del male". In caso contrario è presumibile pensare ad un "change" di regime in cui avrebbe un ruolo dominante l'Isil oppure alla formazione che sarebbe molto gradita all'Arabia Saudita di un califfato wahabita fra parte della Siria e dell'Iraq , un califfato che si frapporrebbe tra l'Iran e gli Hezbollah spezzando l'unità territoriale sciita contro la quale è stata organizzata in quest'ultimo decennio una spaventosa campagna del terrore .


Uno sconvolgimento politico questo che favorirebbe una maggiore agibilità alle centrali del terrore per organizzare piani destabilizzanti in Russia ed in Cina facendo leva strumentale sulle minoranze islamiche . E l'Europa che ospita già cellule terroriste non sarebbe immune da piani destabilizzanti qualora non si allineasse all'escalation militare della tigre imperiale consapevole della decadenza della sua egemonia e proprio per questo ancora più pericolosa




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