martedì 22 luglio 2014

L'IPOCRISIA DI TANTI APPELLI ALLA PACE . QUALE PACE SE
L'ESERCITO OCCUPANTE SOTTOPONE A QUOTIDIANE
VESSAZIONI TUTTO UN POPOLO ?


Cagliari , manifestazione a sostegno di Gaza e della Palestina
A. Boassa

PACE significa che miei figli possano andare a scuola con il materiale didattico necessario , che i miei cari possano essere ricoverati in ospedali che dispongano delle strutture necessarie e dei farmaci indispensabili , che si possa andare a lavorare senza una perquisizione ,che si possa andare a trovare un amico che dista lontano . E sopratutto che io sia padrone della mia terra dove sono sono nato e vivo


Tutti coloro che invitano alla pace ,che pregano per la pace intendono lottare per una tale pace ? Oppure la pace per loro è un "cessate il fuoco"(espressione ambigua perchè dà il senso della guerra mentre si dovrebbe dire "cessate l'aggressione") e l'accettazione dopo la tempesta di un ripetuto e quotidiano servaggio , di altre umilianti vessazioni , di essere bersaglio di omicidi mirati (gli omicidi mirati sono per tutti i Palestinesi) e poi di una futura "punizione collettiva"


Coloro che invitano "le parti" a riprendere i dialoghi sono o degli idioti o degli astuti ingannatori perché i "dialoghi" sono serviti solo a dare l'immagine fittizia di un Israele tollerante e ben disposto verso le richieste palestinesi mentre continua era la violenza ,la prepotenza dell'esercito , l'ingresso di coloni ,l'abbattimento della case...


Chi si appella alla pace se vuole essere coerente deve pretendere la fuoruscita di Israele dalle terre occupate , l'abbattimento del Muro, il risarcimento dei danni fisici e morali provocati , il diritto al ritorno di profughi ,la fine dell'apartheid nello stato di Israele ...
E mentre in "occidente" deve continuare la lotta contro la propaganda sionista che si avvale di una molteplicità di strumenti per valorizzare il suo brand ( non solo stampa e tele ma anche musica ,arte e letteratura ...- consapevolmente usate come propaganda dal governo) E così anche il boicotaggio . E così anche la pressione di massa per sanzioni e disinvestimento .

E frattanto registriamo episodi di ribellione e di scontro in molte aree della Cisgiordania che sembrano dar vita ad una nuova intifada .


Movimenti giovanili hanno lanciato degli appelli per la formazione di comitati popolari che sappiano far fronte agli assalti dei coloni . 

Sta per nascere una nuova leadership che sappia chiudere con un'inconcludente ANP ? I partiti che sono stati alla guida delle precedenti intifada sapranno interpretare il malessere contro il nefasto status quo ?

E' un pò presto per dire se nascerà una terza intifada ma certo è che non si è sopita per niente la rabbia e l'aspirazione a buttare fuori di casa i colonizzatori sionisti
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