mercoledì 27 agosto 2014

Perché non sono un sionista...


johnnycloaca

Sebbene gli articoli presentati finora sulla questione mediorientale siano stati decisamente chiari, è meglio ribadire alcuni punti a scanso di equivoci. Il problema qui non sono né gli ebrei né i palestinesi, il problema sono i fanatici e gli psicopatici al potere. Nel nostro caso, i cosiddetti sionisti e le forze arabe terroriste. Entrambi (ebrei e musulmani) hanno vissuto insieme senza problemi in Palestina per diversi secoli, fino all'arrivo dei coloni sionisti. 
La loro convinzione presuppone l'esistenza di uno stato ebraico in cui solo chi è di religione ebraica può avere la piena cittadinanza. 
Sia chiaro: il sionismo non è l'ebraismo. Il movimento sionista è una ideologia politica di origine ottocentesca, in contrasto con l'ortodossia ebraica ed osteggiato da un cospicuo insieme di rabbini
Ebrei ed arabi, in realtà, non sono popoli nemici
Uno stato unico in cui vivevano pacificamente insieme ebrei e musulmani già esisteva, precedentemente all'arrivo dei primi coloni sionisti. 
Poi sono arrivati i fanatici con un esercito che spara sui bambini, che lancia fosforo bianco, che circonda le città con un muro, che ruba le terre, che brucia gli ulivi. 
Questi eventi hanno seminato odio, e laddove c'era cooperazione si è fomentata la distruzione. 
Per gli arabi, quindi, gli assalitori sono diventati "tutti" ebrei (come per gli indiani i bianchi erano tutti "wasi'chu", eccetto quelli che avevano deciso di abbandonare la loro precedente civiltà). 
Quando viene fatto scoppiare l'odio, le distinzioni non solo sono difficili, sono controproducenti. Non porti una penna ad un duello con la spada. Entrambe le popolazioni stanno pagando un prezzo alto per la follia dei loro governanti. La Palestina a suon di morti ammazzati, Israele vedendo etichettati gli ebrei (tutti) come dei carnefici. 

Come suggerisce giustamente questo articolo di Haaretz, "Israele deve sottoporsi ad una rivoluzione culturale".


di Scott Lazarowitz


Come ho già detto in precedenza, sono ebreo. In realtà, sono un ebreo angosciato. Ma non sono un sionista. Sono un individualista ed un sostenitore della proprietà privata e dell'associazione volontaria.

Ma visto che le parole sionismo e sionisti sono spesso gettate nella mischia con noncuranza ed ignoranza, voglio chiarire il loro significato.

Sin dal tardo XIX secolo, il sionismo è stato un movimento politico che ha promosso una patria per gli ebrei, con la mistica "Terra di Israele" idealizzata come la "Terra promessa" di Dio agli ebrei. Tuttavia, i sionisti più influenti considerano Israele (o la Palestina, come era conosciuta prima del 1948) l'unica "patria sicura per gli ebrei". Ma, come Murray Rothbard ha sottolineato, Israele era già abitata. L'insediamento degli ebrei in quel lembo di terra non ha visto contratti volontari e trasferimenti dei titoli di proprietà, bensì sequestri coatti effettuati da burocrati statali e dai loro esecutori armati.

Quindi direi che le sollecitazioni del secolo scorso rivolte a tutti gli ebrei del mondo, affinché si fossero stabiliti nel piccolo territorio di Israele, non erano affatto di natura "ebraica", poiché la realizzazione dell'obiettivo del sionismo ha violato gli insegnamenti morali del giudaismo (e del cristianesimo), ed è una cosa che non potrebbe funzionare nella pratica.

Infatti, oltre al desiderio di scacciare i palestinesi, nel corso dei decenni gli ideologi al comando hanno dimostrato un'inclinazione alla persecuzione e forse anche peggio. Per esempio, dal punto di vista morale come fanno i sionisti a spiegare l'embargo della Striscia di Gaza, per cui i palestinesi non sono autorizzati a viaggiare a Gerusalemme o in Cisgiordania?

Per quanto riguarda la praticità di tale organizzazione, essere circondati da arabi, musulmani, o paesi persiani, come potrebbe far allontanare le ritorsioni e far sentire protetti gli ebrei -- soprattutto in considerazione del contraccolpo naturale dopo anni di sequestri di terre dei palestinesi, espulsioni degli arabi dalla Palestina ed occupazioni militari?

E quanti ebrei attualmente in Israele sono stati vittime di oppressioni o di discriminazioni, al contrario dei palestinesi in Israele ed a Gaza che sono effettivamente vittime?

Vedete, non molti degli ebrei in Israele sono vittime. Ma sembra che parecchi si vedano come tali, come ha sottolineato l'esperto di antisemitismo Antony Lerman.

Ma sembra che sia politicamente scorretto parlare negativamente di Israele, o criticare i suoi burocrati e le loro aggressioni illegali, tanto da essere etichettati come "antisemiti" da parte di persone ignoranti e intolleranti. I campus universitari vogliono criminalizzare le critiche ad Israele, ed il dissenso tra le fila dei leader ebrei si è notevolmente ridotto a causa delle tattiche intimidatorie maccartiste.

Il giornalista di Haaretz e critico della guerra a Gaza Gideon Levy, ha scritto che è stato "quasi linciato" da una folla di israeliani arrabbiati mentre veniva intervistato fuori da un centro commerciale.

E, ironia della sorte, ora sembra che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu vuole che l'UE "disciplini strettamente" le proteste contro la guerra a Gaza e le critiche contro Israele, per paura di "un altro Olocausto" in Europa come reazione alle sue aggressioni a Gaza. (Perché mi vengono in mente i jihadisti islamici che condannano ogni critica all'Islam o ai musulmani e giustificano l'omicidio degli "infedeli"?)

Ed ora il Senato americano ha approvato all'unanimità una risoluzione per sostenere i crimini di guerra di Israele a Gaza. Pochi anni fa i ruffiani bigotti al Congresso hanno applaudito il loro eroe Netanyahu. E il Congresso ora vuole spendere ancora più dollari dei contribuenti americani per il sistema di difesa dell'esercito israeliano "Iron Dome", il quale potrebbe anche non essere molto efficace. Questo in aggiunta ad un nuovo impianto "misterioso" conosciuto come "sito 911" che l'Army Corps of Engineers degli Stati Uniti sta costruendo per l'aeronautica militare israeliana, così come molti altri progetti costosi.

I contribuenti americani avevano già finanziato la distruzione degli impianti di trattamento delle acque reflue a Gaza durante la guerra 2008-09, e l'embargo è stato uno strumento per evitare che la popolazione di Gaza riparasse le infrastrutture e, quindi, è stata costretta a bere acqua non trattata. In effetti sta avvenendo la stessa cosa ora, e l'ulteriore distruzione di strutture idriche e fognarie finanziata dai contribuenti americani sta causando gigantesche crisi sanitarie.

Nelle aggressioni attuali, gli israeliani hanno bombardato case, scuole e ospedali, mentre hanno erroneamente sostenuto che Hamas stesse usando i civili come scudi umani. Nella guerra Israele-Gaza del 2008-2009, Amnesty International ha concluso che non c'era alcuna prova che Hamas stesse usando "scudi umani". Tuttavia, gli stessi israeliani hanno usato i palestinesi come "scudi umani".

Prima dell'8 luglio, giorno in cui è stata avviata “l'Operation Protective Edge” (l'attuale guerra di Israele contro Gaza), il 15 maggio i soldati israeliani hanno ucciso due ragazzi palestinesi che non rappresentavano alcuna minaccia. I soldati israeliani hanno anche ucciso diversi bambini palestinesi che giocavano su una spiaggia.

A quanto pare la violenza perpetrata dai soldati israeliani contro i palestinesi è davvero frequente. E l'organizzazione israeliana Breaking the Silence ha dimostrato che picchiare i bambini palestinesi è normale routine.

Leggiamo un breve passaggio tratto dal report di Breaking the Silence sulla guerra 2008-09 a Gaza: "Le testimonianze dei militari descrivono l'uso di [...] munizioni al fosforo bianco in quartieri densamente abitati, distruzione di edifici estranei a qualsiasi minaccia diretta alle forze israeliane e regole di ingaggio che hanno portato all'uccisione di innocenti [...] nonché dure dichiarazioni fatte da funzionari di basso e alto rango che attestano il deterioramento morale della società e dell'esercito." Un'altra storia controversa si è focalizzata su soldati israeliani con t-shirt che schernivano l'uccisione di donne palestinesi incinte e dei bambini.

A mio parere, l'attuazione forzata del sionismo ha favorito una società in cui sono stati istituzionalizzati il razzismo, un sentimento supremacista e l'estremismo nazionalista.

Per comprenderne il come, rivolgete lo sguardo all'indottrinamento dei bambini israeliani. A maggio gli israeliani hanno celebrato il loro sessantaseiesimo Giorno dell'Indipendenza, che i palestinesi chiamano "Catastrofe" o Nakba Day. I bambini israeliani hanno giocato con granate finte, pistole e lanciarazzi. Il militarismo sembra essere solo un altro fatto della vita, come essere anti-arabi (e anti-cristiani). Come citato sul The Forward, Gideon Levy ha scritto: "Quando Hamas tratta i suoi bambini allo stesso modo, i genitori israeliani commentano con disgusto: Guardate quelle bestie."

Nella società israeliana, il razzismo anti-arabo e la discriminazione sono dilaganti. In un precedente articolo ho portato all'attenzione del lettore alcune leggi emanate da Israele, gli autobus separati e le scuole per israeliani e palestinesi. Un sondaggio del 2006 condotto dal Center for the Struggle Against Racism, ha scoperto che il 68% degli intervistati ebrei in Israele non voleva vivere nello stesso condominio con un arabo, il 40% riteneva che "lo stato deve sostenere l'emigrazione dei cittadini arabi", quasi la metà non avrebbe lasciato entrare in casa propria un arabo, e il 41% riteneva che i luoghi di intrattenimento dovevano essere separati. In un sondaggio analogo del 2007, più della metà degli intervistati ebrei credeva che un matrimonio tra una donna ebrea ed un uomo arabo fosse un "tradimento nazionale".

Un sondaggio del 2010 tra gli studenti delle scuole superiori israeliane condotto dai ricercatori della Maagar Mochot e della Tel Aviv University, ha scoperto che metà degli studenti si opponevano alla parità dei diritti per gli arabi in Israele, e più della metà avrebbe vietato agli arabi di servire nel Knesset israeliano. Un altro sondaggio del 2010 tra i giovani israeliani condotto dalla Friedrich Ebert Foundation e dal Macro Center for Political Economics, ha scoperto che il 46% dei giovani avrebbe revocato qualsiasi diritto agli arabi in Israele. Il 60% dei giovani riteneva che "una leadership forte" era più importante dello stato di diritto, e, quando è stato chiesto loro cosa provassero nei confronti degli arabi, il 25% ha risposto: "odio". Un sondaggio del 2012 condotto dai sondaggisti dell'Israel’s Dialogue, ha anche mostrato una percentuale rilevante di ebrei israeliani che approvava le politiche ufficiali di discriminazione contro gli arabi e che avrebbe negato ai palestinesi il diritto di voto.

Per quanto riguarda Gaza, la "questione araba" e il sentimento di uno "stato ebraico" -- il che significa che solo gli ebrei possono vivere in Israele -- il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, un ex-membro dell'estrema destra militante nel partito del rabbino Meir Kahane, ha invocato uno stato di Israele libero dagli arabi ed una "pulizia profonda" della Striscia di Gaza. Lieberman ritiene, inoltre, che Israele debba trattare Hamas come gli Stati Uniti hanno trattato i giapponesi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

E seguendo le orme collettiviste di Lieberman, il figlio del defunto primo ministro Ariel Sharon, Gilad Sharon, nel 2012 scrisse un editoriale in cui affermava che: "Dobbiamo schiacciare interi quartieri a Gaza. Appianare tutta Gaza. Gli americani non si fermarono con Hiroshima — i giapponesi non si stavano arrendendo abbastanza velocemente, così colpirono anche Nagasaki. Non dovrebbe esserci elettricità a Gaza, né benzina o veicoli in movimento, niente."

Sempre nel 2012, l'ex-Ministro degli Interni Eli Yishai commentò così l'attacco a Gaza denominato Operazione Pilastro Difensivo: "L'obiettivo dell'operazione è quello di far tornare Gaza al Medioevo, solo allora Israele sarà tranquillo per i prossimi 40 anni." Il membro del Knesset Michael Ben-Ari, rincarò la dose: "Non ci sono innocenti a Gaza", ed esortò Israele a "calpestarli!"

Un rabbino ortodosso molto popolare che è morto lo scorso ottobre, il rabbino Ovadia Yosef, credeva che i non-ebrei dovessero essere servi degli ebrei. In un sermone dichiarò che: "I goyim [i non-ebrei] sono nati solo per servirci. Non hanno altro posto nel mondo — solo servire il popolo di Israele." Il rabbino Yosef considerava l'Autorità Palestinese in questo modo: "Tutte queste persone malvagie dovrebbero perire. Dio le dovrebbe colpire con una piaga, insieme ai palestinesi." E degli arabi disse: "E' vietato essere misericordiosi nei loro confronti. È necessario sparare missili ed annientarli. Sono il male e sono maledetti." Il figlio di Rabbi Yosef, il rabbino Yaakov Yosef anch'egli morto all'inizio dell'anno scorso, approvava un libro controverso del 2009, The King Torah, in cui si promuove l'uccisione di non ebrei (inclusi gli innocenti).

Potreste pensare che dopo la Germania nazista, l'Olocausto ed il processo di Norimberga, i sionisti e gli ebrei israeliani fossero diventati più sensibili nei confronti delle minoranze e degli innocenti, ed avessero esercitato tolleranza sulle culture diverse e sulle opinioni religiose diverse. E potreste pensare che non si sarebbero impegnati in pensieri collettivisti-squadristi, come la persecuzione di un intero gruppo di persone a causa delle azioni di alcuni di loro. (Lo so, sono un po' esigente quando si tratta di coerenza morale.)

Per quanto riguarda la fondazione dello stato attuale di Israele, molti sionisti espressero sentimenti ideologici in cui la priorità era quella di portare gli ebrei di tutto il mondo nella Terra di Israele piuttosto che salvarli dall'oppressione. Per esempio, il primo premier israeliano, David Ben-Gurion, dichiarò: "Se avessi dovuto scegliere se salvare tutti i bambini in Germania e portarli in Inghilterra o salvarne la metà e portarli nella Terra di Israele, avrei scelto la seconda..."

L'obiettivo principale del sionismo è stato quello di concretizzare nella Terra di Israele il concetto biblico di "Terra promessa" di Dio agli ebrei. Ma quanto c'è di vero e verificabile in questa affermazione? Perché la Bibbia dice così? Alcune persone credono che Dio abbia scritto la Bibbia, ma in realtà, a mio avviso, gli uomini hanno scritto la Bibbia sostenendo che Dio l'abbia scritta. Ma sono sicuro che questo dibattito non verrà mai risolto.

Ma una cosa è credere in tutto questo e tentare di attuare una tale ideologia per mezzo di contratti volontari e trasferimenti di titoli di proprietà, come auspicava il fondatore del sionismo moderno Theodor Herzl. Un'altra è come sono andate davvero le cose.

L'ideologia collettivista del sionismo è diventata una passione che guida i cuori e le menti di alcuni ebrei, di alcuni cristiani religiosi e di strateghi politici che sfruttavano la situazione degli ebrei per ottenere potere, arraffare le terre, e così via. E alcuni degli attivisti più estremi hanno cercato di portare avanti ulteriori espansioni, credendo di dover rendere Israele una "superpotenza" del Medio Oriente per la sua stessa sopravvivenza.

Ma con la distruzione che hanno scatenato le ideologie collettiviste in tutto il XX secolo, potreste pensare che le persone più razionali avrebbero rifiutato di promuovere il sionismo.

E' meglio che ogni ebreo (o cristiano, o musulmano, ecc.) viva in un luogo adatto alle proprie esigenze in base alle sue preferenze climatiche, economiche, sociali e di sicurezza. A mio parere, non è particolarmente salutare trovare una nuova posizione geografica per adempiere ad una promessa biblica, e, visto quanto sia pericoloso Israele a causa del conflitto tra gli espropriatori e gli espropriati, lo stato di Israele è un esempio calzante.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli

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