venerdì 29 agosto 2014

secondo post 
VERSO "IL MONDO NUOVO" DI ALDOUS HUXLEY ? UN CASTELLO RECINTATO E "FELICE" ?
"La ronda dei carcerati" Vincent Van Gogh
Una parola contro le guerre
A. Boassa

Le teorizzazioni sul consumismo hanno caratterizzato gli anni in cui il capitalismo appariva ai più un vettore inarrestabile che avrebbe garantito occupazione e benessere .  
Per dirla con Neil Postman ,sulla scia di Aldous Huxley , "Non sarà il Grande fratello a toglierci l'autonomia ,la cultura ,la storia . La gente sarà felice di essere oppressa e adorerà la tecnologia che libera dalla fatica di pensare". "Il mondo nuovo" dunque , un'umanità sazia , imbelle , idiota .

Stiamo attenti . 

Il turbocapitalismo è entrato nella sua fase finale di assoluto degrado e non gli resta altro che la guerra come ultimo tentativo prima di essere spazzato dalla storia ma anche nell'attuale sottoconsumo non può fare a meno dei messaggi ideologici subliminali della pubblicità e, come vedremo più in seguito , dell'egemonia massmediatica per oscurare la sua capacità distruttiva oltre che nella guerra , nel sociale , nell'economia , nell'ambiente .

I nostri rapporti sociali oggi ? Potremmo accorgerci con grande stupore che come abbiamo costruito la nostra immagine sociale con le immagini delle merci così anche i nostri rapporti sociali vengono mediati dalle immagini delle merci nostre ed altrui . Individuare gli altri per gli oggetti di consumo .

E assegnare uno status nella stratificazione sociale dei consumi : elegante , sportivo , arcaico , integrato ,controcultura ... Anche l 'arte , il divertimento stesso , il dibattito diventano ,In tale contesto , oggetti di consumo , reificazioni dell'essenza umana . Un consumo d'obbligo ,se si vuole appartenere ad un determinato status sociale . Un faticoso doppio lavoro come ci ricorda Margaret Mead .

Come in una nebulosa fatta di illusioni ,di fantasie , noi potremmo vivere una realtà deformata da un percezione che ha come centro non più il soggetto ma sua maestà la merce che è prodotta dal lavoro umano e che sembra vivere di vita propria , il feticcio che obnubila i miracoli del capitalismo : lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo .


Va rammmentato che la divinità merce comporta evidentemente che non solo lavoro e qualsiasi attività produttiva rientrano nel rango di merce ma anche la stessa persona umana per quanto essa riesce a dare al mercato . Difficile da capirsi ? "...per trovare un'analogia dobbiamo immetterci nelle regioni nebulose del mondo religioso . 


Qui i prodotti della testa umana sembrano dotati di una vita propria ,figure indipendenti che sono in rapporto tra di loro e con gli esseri umani . Così accade per i prodotti della mano umana nel mondo delle merci . Questo è quel che io chiamo feticismo" . Così Karl Marx,Il Capitale .

la terza parte proseguirà con altro titolo
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