sabato 20 settembre 2014

Scozia: Gli stranieri e i vecchi affondano il ​​referendum per l'indipendenza...


tradusiu editau 
de Sa Defenza


Alex Salmond leader del partito nazionalista  scozzese, socialista,  SNP  

ETREBROADEL (19/092014) 
La sconfitta, onorevole, degli indipendentisti della Scozia si spiega con i voti di 880.000 non-scozzesi, che rappresentano il 17% della popolazione. Accettando di farli votare, i separatisti socialisti hanno di fatto creato le condizioni per la loro sconfitta.
Mezzo milione di cittadini britannici in Scozia
Questo avviene perché la Scottish National Party (SNP), socialista, non ha mai messo in discussione la partecipazione alla consultazione di mezzo milione di cittadini britannici che vivono in Scozia, un paese dove ci sono 5,3 milioni di abitanti con una percentuale di stranieri al voto così alta, rende chiaro perché Londra abbia accettato il referendum. Avendo una solida minoranza di blocco, il governo britannico è stato in grado di affrontare il referendum con un vantaggio decisivo in mano.
La stampa britannica ha ampiamente illustrato le intenzioni di voto di quei residenti stabiliti in Scozia. E il verdetto è chiaro: il 63% di loro intende votare contro l'indipendenza. Guarda caso l'NSP ha perso il referendum per l'indipendenza, per 300.00 voti.
I Polacchi al voto ... per mantenere i loro documenti
Londra sapeva di avere il sostegno di altri non-scozzesi per aggirare il voto indipendentista. Un sondaggio condotto nel mese di agosto tra gli emigranti polacchi che vivono nel paese indica che  andavano a votare in base al futuro dei loro visti , se la Scozia fosse divenuta indipendente. L'incertezza ha prevalso sullo status europeo della Scozia a seguito delle dichiarazioni anti-indipendentiste di Manuel Barroso.
Avrebbe, rimesso teoricamente in discussione la libera circolazione sancita per i cittadini degli Stati membri della UE. La libera circolazione era l'unico criterio che contava per gli immigrati polacchi e dell'Europa orientale. Per loro, il futuro del popolo scozzese non aveva importanza e  non hanno esitato a far valere i loro interessi come  quelli dei Londinesi residenti in Scozia.
Anche i Pakistani hanno anche potuto dire la loro
I Pakistani  rappresentando più di 150.000 voti, gli immigrati consapevoli del debito verso il governo britannico e conoscendo il loro punto di vista sul referendum su l'indipendenza scozzese è percepita come una minaccia diretta. Due terzi di loro hanno  votato contro il "Sì" per l'indipendenza.
Agli scozzesi alla diaspora invece niente voto...
Mentre a pakistani, inglesi e polacchi è stato chiesto di votare per Alex Salmond e il suo partito, la diaspora scozzese si è vista privata ​​del diritto al voto. Un diaspora forte  di milioni di persone in tutto il mondo. La logica del "jus soli" tanto cara agli indipendentisti di sinistra è stata usata a pieno per produrre il risultato voluto.
Infatti se si sottraggono i voti stranieri - inglesi, e degli europei dell'Est e non europei - i nativi scozzesi- hanno  votato per l'indipendenza.
La co-responsabilità dei vecchi
I vecchi e gli stranieri, sono stati il motore della vittoria del "No". ben il 65% di degli ultra 50enni erano contrari all'indipendenza. Preoccupato per le pensioni, percepivano l'indipendenza come una messa in discussione dei loro interessi. Non sorprende, perché sono gli stessi  che sostengono l'immigrazione per farsi "pagare le pensioni," visto il tasso di bassa natalità aveva generato la crisi demografica.
Gli insegnamenti da trarre
Ci sono diverse lezioni da trarre da questa consultazione. In primo luogo, la sconfitta degli indipendentisti, in gran parte è causata dal loro orientamento ideologico socialista, non è stata schiacciante. La Scozia ha riacquistato il suo parlamento autonomo da soli 15 anni, e gli indipendentisti sono al governo da soli 7 anni. Essere riusciti a raccogliere quasi il 46% dei voti è una vera e propria performance di successo  in un tempo così breve , tenendo conto che - avevano contro tutti i media inglesi e tutto l'arco istituzionale e dei partitico inglese oltre che quello  dei funzionari europei -.
Inoltre è chiaro che il movimento indipendentista di sinistra, sostenendo una interpretazione non-etnica del nazionalismo, ha creato le condizioni per il suo fallimento politico. Rifiutando, per convinzione o per paura, di impedire il voto agli stranieri  su un argomento che non li riguardava, per definizione, ha fatto si di dare a Londra il mezzo per il successo.
A questo si aggiunge un evidente divario generazionale. L'egoismo dei Baby Boomer è il filo del loro comportamento politico: pro-immigrati, a breve termine, si sono solo interessati del loro benessere e del loro patrimonio, ed hanno preso in ostaggio il destino del giovani scozzesi. Non a caso, il loro parassitismo converge con quello degli inglesi e degli immigrati non europei.
Si tratta comunque di una sconfitta  relativa. Il progressivo  processo della fine delle generazioni conservatrici  offre una visione di sviluppo decisivo per questo Paese. In un certo senso, è la fine di una  forma di movimento indipendentista socialista e l'inizio di un'altra visione. Le piccole nazioni d'Europa non avranno altra scelta, che darsi formazioni politiche decisamente nazionaliste al posto del superato "indipendentismo di sinistra".

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