venerdì 3 ottobre 2014

DEPRIMENTE "PASSO PER LA PACE" A FIRENZE. OCCULTATI I MANDANTI DELLE GUERRE E DELLE STRAGI .

Una parola contro le guerre
A.Boassa


Troppe volte ormai certe manifestazioni per la pace sono sembrate un'auto-esaltazione dell'essere pacifisti , dell'essere "diversi" .
Ma nei festosi happening che di sicuro hanno la funzione di placare l'angoscia per la terribile violenza che grava implacabile sul nostro mondo , difficilmente si sente una critica seria su chi le guerre le organizza

Si pensi al governo Renzi : nessun accenno alla partecipazione italiana al "gruppo di Londra" formato dalle nazioni "volenterose" che inviano armamenti ai jihadisti , proseguendo la nobile tradizione di favorire destabilizzazione al fine di poter maramaldeggiare sulla regione . 

Chi lotta per la "non violenza" non dovrebbe contestare un governo che l'ha saputa promuovere in Siria ? Forse bisogna stare zitti come si fece durante i bombardamenti sulla Libia ? 

Sulla "somalizzazione" del nostro dirimpettaio molti "pacifisti "doc non farebbero bene a farsi delle autocritiche severe? 

"Pacifisti in divisa" come vengono definiti da Patrick Boylan che giustamente , intervistato da Peacelink , ha definito "terrificante" la manifestazione . 

E quale aggettivazione potrebbe essere più appropriata per lo show che si è permesso di fare un politicante siriano che cercava di far capire alla folla che solo con l'intervento armato e con l'aiuto delle nazioni volenterose si poteva abbattere il dittatore Assad anche se questo avrebbe comportato "conseguenze collaterali ". 

Implicito risultava che allo scopo risultava indispensabile allearsi con dei tagliagole jihadisti . 

Chi ha pensato che in Ucraina c'è stato un golpe liberalnazista si sbaglia secondo gli organizzatori . 

In piazza Maidan abbiamo assistito ad una "rivolta popolare" .
Gli States e la Nato che a mio giudizio hanno una qualche responsabilità sul disordine planetario sono stati degnati solo di un qualche sfuggente commento...

Che dire ? la pratica della "non violenza" e del pacifismo sono una cosa seria . Ma ci vuole ben altro rigore e altro spessore intellettuale e morale

Senza una critica spietata che non indugi su compromessi "personali" o "politici" non è possibile far chiarezza e luce nel profondo buio che ci avvolge . 

La critica all'imperialismo e alla guerra non può prescindere dalle disuguaglianze sociali di classe e di genere , dai privilegi di casta ,dalla manipolazione e dalla concentrazione di potere , dai gruppi di pressione lobbistica che sono all'origine delle tragedie dei nostri tempi. 

Eludere una tale riflessione dai discorsi sulla pace , significa di fatto essere dei complici ...

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