mercoledì 8 ottobre 2014

GERMANIA Wolfgang Münchau, der Spiegel: “Basta! Stracciate il Fiscal Compact” 

Matteo Thomann



Attraverso il Fiscal Compact, la Germania voleva obbligare gli altri membri dell’euro a risparmiare. Questo è andato completamente storto, la Francia e l’Italia ignorano l’accordo. Ed è giusto così. 
Vi ricordate del Fiscal Compact? Era il prezzo politico che la Cancelliera ha concordato nel 2011, per fare in modo che la Germania partecipasse in buona coscienza al pacchetto di salvataggio. L’accordo era: “Noi accettiamo la responsabilità, ma voi accettate le misure di austerità.”

Ve lo sognate!

La settimana scorsa, Francia e Italia hanno deciso di ignorare il patto. Ed è giusto così. Il Fiscal Compact richiede che nei prossimi 20 anni, i Paesi aderenti spingano il loro livello di debito al di sotto del 60 per cento PIL annuale. Per Paesi come l’Italia, ciò significherebbe ridurre drasticamente il proprio bilancio nel bel mezzo della recessione. Gli italiani hanno già provato questa strategia pochi anni fa, con il risultato perverso che i livelli di debito sono aumentati.
Un tale fenomeno si chiama anche deflazione del debito. Se i tagli alla spesa pubblica riducono più velocemente il PIL del debito, aumenta di fatto il rapporto debito/PIL – una conseguenza di logica aritmetica.

Gli italiani hanno ormai finalmente deciso, giustamente, di smetterla con questa assurdità. Patto fiscale o no. Anche i francesi lo hanno deciso e Portogallo e Grecia sono ben al di là delle valutazioni se sia un bene o un male. Anche gli irlandesi si sono congedati dal Fiscal Compact. Per la Germania, il patto è inutile a causa della legge sul tetto al debito nazionale.

E quindi la domanda è, per chi è ancora rilevante il fiscal compact?
Il vecchio patto di stabilità degli anni novanta ci ha dato almeno un paio d’anni l’illusione di stabilità, fino a quando è stato trasformato in un atto di violenza franco-tedesco. Il motivo per cui tali norme inter-statali non funzionano, è in linea di principio la sovranità di bilancio, confermata dalla Corte costituzionale federale tedesca in ogni Euro-giudizio: Ogni Stato membro dell’Unione europea è egli stesso responsabile per le proprie entrate e spese. Matteo Renzi e François Hollande hanno deciso di prendere alla lettera questo principio – come Gerhard Schröder e Jacques Chirac undici anni fa, quando hanno rotto il patto di stabilità insieme.
Con il fiscal compact volevamo un sistema di regole che possa creare fiducia, e che incoraggi la convergenza. Ora il sistema è distrutto dal suo stesso strumento – un’austerità troppo aggressiva. Si è persa completamente la fiducia.
L’Italia non può fare le riforme e ridurre il debito contemporaneamente
Nonostante la prevedibile catastrofe, i governi ripetono gli stessi errori con crescente entusiasmo. Due anni fa, ho discusso con un funzionario italiano, che credeva che il patto fosse realistico per l’Italia. Con un tasso di crescita dell’uno per cento, un tasso di inflazione del due per cento ed un bilancio in pareggio, l’Italia avrebbe facilmente raggiunto l’obiettivo. Il problema di tutti questi calcoli sono le previsioni sempre troppo ottimistiche. L’inflazione è allo zero per cento, la crescita italiana è negativa, ed anche la politica è cambiata. Renzi non può contemporaneamente riformare e perseguire il pareggio di bilancio. Nemmeno Schröder c’è riuscito undici anni fa.

E ‘giunto il momento di abolire questo patto senza condizioni. Per la sostenibilità della politica fiscale in un’unione monetaria, non ci sono ricette, né regole. Fino a quando i Paesi sono sovrani, l’unione monetaria non ha alcun controllo sui bilanci degli Stati membri. Esattamente questo è il motivo per cui persone come me parlano sempre di un’unione fiscale e di eurobond. Sappiamo che solo così potrebbe funzionare. Credete sul serio che potremmo imporre una sanzione ai francesi perché il deficit è troppo alto? E che i francesi addirittura la paghino?
Nessuno sarà in grado di costringere la Germania a spendere più soldi, di quanti ce ne chiedono ora. Da un punto di vista europeo, Il nostro surplus di bilancio è altrettanto squilibrato come il deficit francese.
Da questa situazione ci sono solo due vie d’uscita. La prima, e la cosa migliore, sarebbe un riallineamento dell’unione monetaria con sovranità condivisa e politica di bilancio comune. Il secondo sarebbe il ritorno alle valute nazionali o almeno ad una più piccola zona euro economicamente omogenea. Anche se credo che la seconda via sia sbagliata, è di sicuro più conseguente e realistica dell’ipocrisia delle regole fiscali vigenti.

Articolo originale di Wolfgang Münchau pubblicato su SPON

http://www.spiegel.de/wirtschaft/staatsschulden-warum-der-fiskalpakt-nicht-funktioniert-a-995597.html

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