sabato 14 febbraio 2015

Mauro Pili deputato di UNIDOS : 
"Galsi riparte il progetto. I sardi risparmieranno il 40% dei costi energetici"


“Il metanodotto per portare in Sardegna il metano è un’occasione unica e irripetibile per far risparmiare ai sardi il 40% dei costi energetici. Ora che Algeria e Italia rilanciano il progetto la Sardegna deve essere protagonista. Le dichiarazioni di ieri dei ministri degli esteri italiano Gentiloni e algerino Ramtane Lamamra con le quali si riavvia di fatto il Galsi sono un’opportunità straordinaria per la Sardegna e la Regione deve essere in prima linea per sostenere questa strategia. 
Il fatto che i due governi algerino e italiano abbiano in maniera esplicita affermato la volontà di portare a compimento la diversificazione delle fonti energetiche con la realizzazione del metanodotto di connessione Algeria Sardegna Europa è un fatto nuovo e rilevante. Il contesto internazionale legato alla crisi Europa – Russia rende strategico ancor di più quel progetto che non a caso viene rilanciato dai due stati protagonisti: Algeria e Italia”.

Lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili rivolgendo un’interpellanza al governo perché riferisca al parlamento i fatti nuovi che hanno portato a questa importante decisione di riavviare il progetto Galsi.


Pili, che da Presidente della Regione aveva fondato Galsi insieme al Governo Algerino e gli altri partner energetici, ha anche rivolto un appello alla Regione perché non perda questa occasione e riveda la decisione suicida di uscire dal Galsi.


E’ l’unico progetto europeo definito in ogni suo aspetto, ha le autorizzazioni, ed è l’unico progetto in grado di dare concretamente il metano alla Sardegna. Nessun altro progetto, tantomeno quello scellerato dei rigassificatori può consentire una distribuzione capillare del metano come il Galsi. Si tratta di un progetto in grado di cambiare la storia economica della Sardegna, a partire dall’investimento infrastrutturale per arrivare alla ricaduta economica del gas nella struttura produttiva e sociale dell’isola. E’ indubbio che tutto il sistema produttivo sardo verrebbe rilanciato in modo imponente così come le famiglie che avrebbero uno sgravio dei costi energetici tra il 30 e 40%”.



“Siamo ancora interessati al progetto (GALSI) e sosteniamo l'idea della diversificazione delle risorse energetiche" - aveva detto ieri il ministro degli Esteri Gentiloni durante una conferenza stampa tenuta insieme al suo omologo algerino – ribadendo che il Galsi rientra in "uno dei principali obiettivi della prossima riunione della commissione congiunta, che si terrà quest'anno a Roma, per individuare mezzi per promuovere questa cooperazione. "


“Oggi – ha detto Pili – il Galsi è più che mai strategico e occorre agire in tempi rapidi per evitare che l’Europa e l’Italia continuino ad essere sotto scacco del gas russo. La crisi internazionale tra Europa, Stati Uniti e Russia sulla Crimea e Ucraina apre nuovi scenari internazionali, fino a qualche settimana fa impensabili, che rendono decisivo nello scacchiere energetico internazionale il metanodotto Algeria-Sardegna-Europa. Si tratta di una svolta nella storia contemporanea e come tutti questi eventi, occorre riposizionare l’opera infrastrutturale energetica nel nuovo contesto. Davanti a questo scenario inedito il quale il progetto Galsi risulta essere una risposta immediata e urgente”.



“I numeri – sostiene Pili – parlano chiaro: l’Europa dipende per il 30% delle sue forniture dal gas russo. In Italia la dipendenza dal gas russo si attesta al 30%, la Germania con il 39% . L’aggravarsi della crisi Europa Russia sull’Ucraina è la conseguenza di un vuoto storico della politica europea nello sviluppare un piano energetico autonomo. L’Italia e l’Europa – scrive Pili nell’interpellanza parlamentare – oggi più che mai devono contrastare la dipendenza dalla Russia rivolgendosi a sud, nel bacino del Mediterraneo, dove il Galsi rappresenta l’opportunità progettuale più avanzata in quanto tutte le autorizzazioni sono definite e il progetto può partire immediatamente. Il metanodotto Algeria – Sardegna – Europa è un’opera strategica che potrebbe cambiare la storia economica e sociale della Sardegna collegandola per la prima volta alle grandi reti energetiche europee e rappresentando nel contempo una risposta decisiva alla crisi internazionale. Perdere questa occasione irripetibile significa isolare per sempre la nostra terra e rendere l’Europa sempre più dipendente dalla Russia. Per questa ragione la decisione del governo di riavviare questo progetto è un’iniziativa internazionale utile a posizionare sullo scacchiere energetico il Galsi come opera urgente e indifferibile”.


“Oggi – sostiene Pili - è possibile ancor di più coniugare il ruolo strategico del Galsi sia per eliminare il gravissimo limite energetico della Sardegna che soddisfare le esigenze strategiche energetiche dell’Europa e ridurre la dipendenza totale dai combustibili petroliferi. Con l’arrivo del metano in Sardegna si apre uno scenario concorrenziale a forte valenza ambientale considerato la rilevante riduzione delle emissioni in atmosfere rispetto al petrolio. Si tratta di ridurre notevolmente anche il costo dell’approvvigionamento energetico della Sardegna da sempre gravato dal monopolio petrolifero e dalla trasformazione unilaterale sul fronte elettrico”.


Per la Sardegna significa diventare baricentro nel Mediterraneo dello snodo energetico con il Magreb, assumendo un ruolo fondamentale anche alla luce della persistente crisi russa. Mentre tutta Europa va a metano la Sardegna è l’unica regione a non avere quell’approvvigionamento energetico. Tutto questo – prosegue Pili – ci mette in posizione di grande disparità economica e sociale”.


“ Il Galsi – aggiunge Pili - migliorerà la sicurezza di approvvigionamento del gas garantendo il transito di ulteriori 8 mld m³/a di gas naturale algerino verso il mercato italiano ed europeo, sarà in grado di soddisfare la domanda crescente di gas naturale nell'Unione Europea, costituirà una rotta alternativa a costi competitivi che approda al baricentro della domanda italiana ed europea”.


“La metanizzazione della Sardegna è strategica anche per abbattere la quasi totale dipendenza dal petrolio, che costituisce il 74.7% delle fonti di produzione energetica dell'Isola. La domanda potenziale di gas in Sardegna – conclude Pili - si attesta attorno ai 1/1.5 mld m³/annui. Un apporto energetico che sarà decisivo ai fini della sicurezza delle forniture così come per il costo dell'energia per la Sardegna”.




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