lunedì 25 maggio 2015

Vi proponiamo il disagio di vedere le brutture prodotte, dalla creatura della CIA e associati, sulla città museo siriana di Palmyra dai terroristi takfiri dell'ISIS... 

TUTTA LA VERITA' SUL RITIRO DELL'ESERCITO SIRIANO E IL MASSACRO DI PALMYRA...

trd Sa Defenza

Dopo molte chiamate urgenti richieste dal direttore dei Musei della Siria, Mamoun Abdulkarim per la preservazione e conservazione del prezioso patrimonio archeologico di Palmyra (UNESCO) e dopo diversi giorni di feroci combattimenti tra l'esercito siriano e ISIS, all'ultimo ha dovuto ritirarsi prima dell'arrivo di migliaia di terroristi armati.
Il giornalista francese  reporter dalla guerra e cronista di fama internazionale Frédéric Helbert, dal suo account Twitter, il 21 maggio lo aveva già menzionata:

«Sia via satellite che con i droni, la coalizione seguiva via etere  l'avanzata dello stato islamico a Palmyra. Il non intervento è stata una decisione consapevole ».



Pochi minuti dopo, ha aggiunto:
«La coalizione militare era pronta a prevenire l'attacco contro Palmyra, afferma un militare. Ma i politici che hanno visto hanno rifiutato l'aiuto a Bachar con un netto «no» ».



Forse molti dei sostenitori del governo legittimo Siriano, sono stati feriti da quello che è successo a Palmyra e alcuni di loro si sono chiesti perché l'esercito arabo siriano si è ritirato dalla città, in un tempo relativamente breve.

Secondo fonti militari siriane, e le testimonianze di soldati siriani che combattevano lì, l'esercito siriano è stato sopraffatto dal preponderante numero di combattenti takfiri del ISIS, concentrati a Palmyra.
ISIS ha attaccato la zona con più di 14.000 terroristi è arrivato molto velocemente a bordo di potenti macchine da guerra come l'Americana HAMER, uno specifico armamento per il combattimento in zone desertiche ben carico di armi non convenzionali.
In effetti, gli islamisti takfiri hanno attaccato  l'esercito siriano con i razzi che hanno comportato un effetto molto strano: non esplodevano come al solito, ma fondevano i ripiani metallici,  il primo pensiero ha portato a credere che si trattava di un bombardamento con missili al fosforo bianco.

In una situazione critica del genere, la decisione più saggia da adottare è stato l'immediato ritiro, poiché avrebbe portato ad un inutile sacrificio degli eroici soldati siriani di cui preservare loro in vita è nostra priorità, come comprensibile
 recentemente con un'operazione militare di successo abbiamo evacuato l'ospedale di Al Schougour.


Per quanto riguarda la sorte delle rappresentazioni d'arte provenienti dall'area greco-romana presenti nel museo, la maggior parte delle statue e reperti sono stati trasferiti dalla città, e messi in sicurezza.


Ma ci sono ancora alcuni oggetti di grandi dimensioni, come la sarcofagi, dal peso di tre o quattro tonnellate di cui non si è riusciti a portarli in un luogo sicuro.



Per quanto riguarda il massacro della popolazione locale, è stato ufficialmente confermato dalla agenzia siriana Agency News: almeno 400 cittadini di Tadmour (città moderna di Palmyra) per lo più donne e bambini sono stati vittime dei terroristi dello stato islamico.
La televisione di Stato siriana ha aggiunto che decine di funzionari statali sono stati giustiziati per il loro sostegno al governo del presidente siriano Bashar al-Assad, tra i quali il dirigente del pronto soccorso dell'ospedale locale con tutti i membri della sua famiglia.

I media siriani hanno anche riferito che la proprietà di migliaia di civili che hanno lasciato la città è stata confiscata, e quelli che sono rimasti sono costretti a obbedire allo stile di vita e alla legge oscurantista, altrimenti dovranno affrontare il patibolo.

Le stragi di civili fanno parte della cosiddetta «legge d'ordinanza» di tutti i gruppi Jihadisti: medici,  infermieri, dipendenti pubblici sono stati tutti uccisi, appena dopo che ISIS ha occupato la città.



Immediatamente (20 maggio), Daesh (acronimo di ISIS in arabo) hanno imposto la rigorosa legge islamista in città, tagliata la rete elettrica hanno proceduto a una operazione del «porta a porta», nella ricerca, a loro dire, degli «infedeli» e «traditori» passandoli a fil di spada. Con i megafoni sono stati diffusi messaggi minacciosi contro i sostenitori del governo siriano. E' stato il giorno dopo che hanno diffuso le prime foto che mostrano una dozzina di cadaveri mutilati brutalmente, facendo grondare di sangue le strade.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri  Siriano, Wael al-Halaqi, in una dichiarazione ufficiale ha condannato questo crimine barbaro, accusando i paesi che appoggiano il terrorismo (come Arabia Saudita, Qatar, Turchia ecc) di responsabilità con questi crimini.
In realtà, questo massacro non è diverso da molti altri già commessi in Siria da Daesh, Jabhat al-Nusra o altri gruppi considerati più o meno «moderati» dai media occidentali.

Come per mala sorte sul sito di Palmyra, sventola la bandiera nera di ISIS, all'ingresso della cittadella che domina le spettacolari rovine.



La distruzione di monumenti antichi è una pratica ricorrente dei gruppi takfiri in quanto li considerano come luogo di culto pagano.

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