sabato 13 giugno 2015

Est s'ora. E chie no cheret, crepet...


Paola Alcioni Sa Cantadora


Mi dicono: ci vuole una mobilitazione di massa.

Rifletto.

E' il termine "mobilitazione" che mi disturba, o è il termine "massa"?
Non lo so. 

Nella mobilitazione c'è qualcuno che mobilita e qualcun altro che si lascia mobilitare se ne ha voglia, se ha preso coscienza, se non deve andare al mare.

Nel termine "massa" c'è poi parecchio che mi disturba. 
Peggio che nella parola "popolo" di cui tanti si riempiono la bocca.

Sono concetti legati ad un pensiero che simpatizza per gli apparati di potere gerarchizzati e ragiona ritenendo la delega la massima espressione dell'Autodeterminazione, mentre è la rinuncia ad essa in ossequio al Potere 
Io non parlo mai di popolo sardo, ma di gente sarda.

E quando la mia gente si rivolta pacificamente allo scempio della sua salute e del suo territorio e resta del sangue sull'asfalto, mi chiedo se basti, se sia sufficiente incontrarsi in gran numero e andare nelle fauci del mostro, a farsi etichettare come black block.

Magari mi spiace l'idea di rinunciare a queste manifestazioni di contropotere, e dunque le salverei comunque.

Ma da libertaria, credo più nell'efficacia di una rete di disturbo, capillare nel territorio. Autofondante, a nodi autonomi uniti da collegamenti ridondanti: se un nodo viene colpito, lascia intatta una quantità di collegamenti che consentono la sua immediata sostituzione. E LA RETE TIENE.

La massa prende le manganellate e SE LE TIENE.

L'ostilità ambientale ci salverà dalle scorie come ci salvò dai radar e dalle centrali.

Est s'ora. E chie no cheret, crepet...
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