mercoledì 24 giugno 2015

PILI deputato sardo: MOBILITAZIONE PER IMPORRE ALLA REGIONE  RAS  DI IMPUGNARE LA LEGGE SULLA SCUOLA





PILI: INSEGNANTI SARDI PER LA SCUOLA SARDA

MOBILITAZIONE PER IMPORRE ALLA REGIONE DI IMPUGNARE LA LEGGE

INTERROGAZIONE AL GOVERNO: VIOLATE LO STATUTO DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA E DISCRIMINATE GLI INSEGNANTI SARDI RISPETTO ALLE ALTRE REGIONI SPECIALI



Nella riforma della scuola Trentino Alto Adige e Val d’Aosta si gestiranno le assunzioni dei docenti secondo i propri statuti speciali. Aver negato quel riconoscimento alla Sardegna e agli insegnanti sardi è un fatto di una gravità inaudita non sono sul piano politico ma soprattutto costituzionale e statutario. Per questa ragione la mobilitazione sarà totale per costringere il governo regionale a difendere la specialità sarda e impugnare davanti alla Corte costituzionale la riforma che sarà approvata. Il principio che si devono salvaguardare lingua e appartenenza territoriale è sacrosanto in una regione a Statuto Speciale a maggior ragione se si tratta di una regione con propria lingua e con caratteristiche insulari periferiche uniche in Europa. Aver negato alla Sardegna questa norma dovuta sotto ogni punto di vista è un atto che da solo cancella la specialità sarda considerato che incide in uno dei gangli strategico della società sarda: la cultura e l’istruzione dei giovani sardiE’ davvero scandaloso che si neghi un diritto degli insegnanti sardi che dovranno subire ondate di docenti provenienti da regioni meno scrupolose nella selezione con vere e proprie invasioni di docenti provenienti da Sicilia, Campania, Calabria e non solo, giusto per guardare a cosa è successo nel passato. I docenti sardi devono essere tutelati a partire dalla discriminante linguistica che costituisce non solo un argine all’invasione di insegnanti provenienti da altre regioni ma costituisce una valorizzazione delle peculiarità sarde”.

Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili annunciando la presentazione di un’interrogazione e dando il via, anche in seguito a numerosi incontri sul territorio regionale con delegazioni di docenti sardi, ai comitati territoriale per la raccolta delle sottoscrizioni per L’APPELLO ALLE REGIONE SARDEGNA PER IMPUGNARE LA LEGGE DI RIFORMA DELLA SCUOLA”.

“Le orme di attuazione dello statuto speciale della Sardegna in materia di istruzione sono chiare – ha detto Pili - La Regione esercita le funzioni amministrative in materia di istruzione. Così come sono ribadite in norme conseguenti che sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti e relative norme di attuazione, nonché alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3. L’art. 5 Statuto Regione Sardegna dispone in modo chiaro che la Regione ha facoltà di adattare alle sue particolari esigenze le disposizioni delle leggi della Repubblica, emanando norme di integrazione ed attuazione, sulle seguenti materie: a) istruzione di ogni ordine e grado, ordinamento degli studi. 
In questa direzione è stata ribadita dalla Regione Sardegna con più atti, normativi e amministrativi, la volontà di promuovere e tutelare, anche attraverso il sostegno della sperimentazione dell’insegnamento e dell’uso nelle scuole, a partire da quelle per l’infanzia e primarie, tutte le varietà linguistiche presenti nel territorio regionale. 
Appare fin troppo evidente – ha aggiunto il deputato di Unidos - che sia per quanto riguarda gli aspetti costituzionali qui richiamati, che quelli di natura strettamente statutaria della Regione Sardegna è inaccettabile oltre che illegittimo tentare di sottrarre alle regioni a Statuto speciale e in particolar modo alla Regione Sardegna il diritto riconosciuto di adottare in materia di assunzione di personale docente ed educativo in considerazione alle rispettive specifiche esigenze riferite agli organici regionali e provinciali. 
Gli insegnanti per la scuola sarda devono essere sardi. 
Il governo – ha proseguito Pili – deve modificare radicalmente le proprie proposte di riforma del governo con il rispetto delle peculiarità statutarie e costituzionali delle regioni autonome della Sardegna. E’ indispensabile moralmente e sul piano del diritto far rispettare le graduatorie di concorso di merito sino ad esaurimento. 
Il governo deve bloccare tutte le proposte normative che includono la regione Sardegna in un processo di azzeramento delle peculiarità regionale e le specificità territoriali. 
L’obbligo della riforma è quello di valorizzare le competenze professionali nell’ambito delle stesse regioni a statuto speciali al fine di accrescere il legame sociale, culturale tra la scuola e l’entroterra scolastico, a partire dagli insegnanti, nucleo portante della formazione”.

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