martedì 25 agosto 2015

USA : SE NON CI RIESCI CON IL DEBITO , CON L'ASSASSINIO DEI LEADERS , CON IL COLPO DI STATO , ALLORA NON TI RESTA CHE FOMENTARE IL CAOS






Il debito , creato artificialmente in America Latina , mediante megaprogetti presentati dai "sicari dell'economia " e approvati dalle dirigenze locali ,vuoi per ingenuità vuoi tramite tangenti , consegnava il Paese alle multinazionali e alle banche che ne determinavano il collasso , imponendo una politica economica di privatizzazioni ,di espropri , di disinvestimento nella sfera sociale .

Qualora i leaders rifiutavano le lusinghe della "cooperazione" ,dell'aiuto "disinteressato ,dei prestiti generosi ,allora ,come racconta un ex "sicario dell'economia" Antony Perkins (vedi "Confessioni di un sicario dell'economia") , intervenivano gli "sciacalli" per porre fine a chi creava ostacoli agli interessi americani . 
E quando sicari e sciacalli fallivano , si rendeva necessario allearsi con la parte peggiore del Paese per favorire un colpo di stato .
Ho parlato facendo riferimento molto in breve alla strategia politica statunitense nel suo "cortile di casa" (Mao) nel secondo dopoguerra , ma sempre molto attuale , naturalmente con qualche variante di natura mediatica ( vedi le Ong di Soros vere e proprie quinte colonne all'interno del Paese da conquistare ) e sopratutto esportabile anche in Africa (dove gli Europei non sono stati da meno per quanto riguarda ferocia , astuzia , determinazione) ...
Tuttavia quando uno Stato manifesta spirito di indipendenza con leaders che non si adeguano ai diktat , gli States preferiscono adottare un'altra tattica , quella del "caos costruttivo" come viene chiamata presso i circoli dei "falchi" conservatori e democratici .
Un caos programmato che può essere affidato a jihadisti (vedi Iraq ; Siria ; Libia...) , a formazioni naziste (vedi Ucraina) , alle oligarchie locali ( vedi Venezuela ) ... Un caos che favorisca la disgregazione sociale , il disorientamento degli abitanti e il dissolvimento dello stato al fine di giustificare l'intervento "umanitario" per "pacificare" il Paese ed imporre istituzioni "democratiche" che ne assicurino la giustizia sociale
In tale contesto risulta determinante il ruolo preparatorio e agitatorio delle Ong e dei media (Internet , televisione , quotidiani...).
La strategia del caos non riguarda solo gli stati di piccola o media grandezza . In prospettiva interesserà anche Russia e Cina .

Lo Stato Islamico è stato creato non solo per disgregare il Medioriente ma anche per costituirsi come fucina di terroristi pronti a scatenare l'inferno nelle aree islamiche dell'Orso russo e dell'Impero Celeste . 

Le minacce di aggressione della Russia appaiono sempre più manifeste apertamente (con la Cina i toni sono più morbidi e il dialogo sembra ancora aperto) e qualora Washington scateni la sua furia bellica , i Jihadisti potranno risultare estremamente utili nella creazione del caos all'interno del Paese .

Data la predilezione per il caos da parte degli States , non mi ha particolarmente sorpreso leggere sul blog di Maurizio Blondet (14/8/2015) che secondo il periodico austriaco Infodirekt "sarebbero gli Stati Uniti a finanziare il traffico di migranti africani dalla Libia in Italia" e più precisamente "le stesse organizzazioni che , con il loro lavoro incendiario , hanno gettato nel caos l'Ucraina , un anno fa " . 

E' un'informazione che qualche tempo fa ci era stata già fornita da Thierry Meyssan ( Voltaire 27/4/2015 ) . 

Non condivido le riflessioni politiche di Blondet sugli inevitabili risvolti ecomico-sociali delle migrazioni ma non vi è dubbio che si può evincere da queste informazioni ( che appaiono certe ) che gli States mirano , con tale operazione , a fortificare una predisposizione culturale in Europa che fomenti l'insana giustificazione di scatenare iniziative belliche in Libia e in Siria per "mettere ordine" e che invece favorirà ulteriore caos nel Mediterraneo ed una maggiore subordinazione dell'Europa agli Stati Uniti , proprio secondo i desiderata dei "falchi" americani


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