domenica 20 settembre 2015

BREVI CONSIDERAZIONI SU 
" LE TECNOLOGIE DELL'INTELLIGENZA "

Paolo Leone Biancu



"Le Tecnologie dell'Intelligenza" (P.Levy) -
brevi considerazioni

  • Stimolare una relazione tra varie persone (con diverse culture e ideologie di partenza) nel tentativo di creare una rete orizzontale di azioni e comunicazioni diventa spesso controproducente per la diversa lettura e interpretazione di ogni singolo attore-partecipante.
  • L' apertura di "una sessione di contingenze relazionali"può portare a nuovi orizzonti o stimolare conflitti latenti, perché atti, comportamenti, parole sono rappresentazioni dell' IO individuale e del linguaggio di ogni attore-partecipante.
  • Dal punto di vista degli esempi riportati, azione e comunicazione possono dirsi QUASI SINONIMI.

Ma come può rappresentarsi la prospettiva classica dei fenomeni di comunicazione ?
Ogni interlocutore utilizza un proprio CONTESTO specifico, il suo contesto, ovvero lo sfondo dove situa la sua rappresentazione concettuale.

Ogni interlocutore non utilizza un CONTESTO UNIVOCO (assoluto) ma il proprio, per interpretare i messaggi che gli vengono indirizzati dai "comunicanti".

In "Tecnologie dell'Intelligenza", Pierre Levy, spiega la sua prospettiva proponendo l' inversione della problematica abituale ovvero pensare il CONTESTO non solo come un ausilio individuale - utile per capire la comunicazione, ma come il Centro Sistemico degli atti di comunicazione".

UNA SCACCHIERA RAPPRESENTA LA METAFORA DEL CONTESTO SISTEMICO che Levy propone
La partita a scacchi é la metafora adatta per capire la prospettiva da cui i " comunicanti " devono partire ovvero conoscere regole comuni a tutti:

  • Ogni mossa mostra il modificarsi della partita ovvero fa capire meglio al singolo giocatore le strategie del suo avversario (non nemico).
  • Ogni mossa riorganizza e ripropone le strategie sul campo di battaglia secondo una nuova serie di possibilità future.

"Nel Contesto comunicazionale sistemico, ogni messaggio rimette in gioco il contesto e le possibili spiegazioni".
Il GIOCO DELLA COMUNICAZIONE, se così lo si può definire, consiste nel precisare, aggiustare e trasformare il CONTESTO Operante (il gioco/partita), che si sta condividendo con gli altri partecipanti.

Il CONTESTO operante é non può che essere un contesto DINAMICO.

Esso deve, ogni volta, rimettersi in gioco, in quanto deve essere il risultato di un apprendimento generale e condiviso, un oggetto verbale, continuamente ricostruito/migliorato tramite la continua negoziazione delle tesi proposte.

Parole, frasi, lettere, segni interpretano (ognuno in modo diverso) la RETE data dai messaggi anteriori, influenzano il significato dei futuri messaggi.

  • Un Contesto con molteplici sfaccettature lo si considera come Positivo, Propositivo e Creativo.
  • Un Contesto diverso é quello della rigidità della comunicazione che nasce da un unica fonte o da poche, che pretendono di possedere la verità rivelata.

MESSAGGI e loro significati possono alterarsi ( involontariamente o volutamente)   quando si trasferiscono da un attore della RETE a un altro diverso o, anche, da un momento temporale significativo del processo di comunicazione ad un altro successivo, di non minore importanza.


Identità, composizione, obiettivi non-strategici delle organizzazioni devono poter essere ridefiniti periodicamente.


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