giovedì 24 settembre 2015

L'ATTACCO ALLO STATO SOCIALE E' UN "ATTO DOVUTO" PER LA CLASSE AL POTERE.  PER LE EX "SINISTRE" UNA MISURA SUBITA PER " SENSO DI RESPONSABILITA' "

A.Boassa
Una parola contro le guerre


Zigmund Bauman [1] in "Modernità liquida, 2011" affronta il generale stato di precarietà del nostro vivere nella società contemporanea, definendolo con la metafora pregnante di liquidità , "Vita liquida,2005", appunto .
E liquida mi sembra la mente di molti pensatori della ex "sinistra" . 

Non tratterò in questa sede delle analisi sul "caso Tsipras" che vengono da quest'area oramai devastata ma (in questo primo post) dell'egemonia neoliberista che pervade l'Occidente e assorbe facilmente costumi e pensieri che vorrebbero illudersi di essere critici o alternativi o per lo meno li neutralizza o li emargina ( egemonia che è alla base del "atto dovuto" e del "senso di responsabilità").

Va detto innanzitutto che il neoliberismo , che si fonda per quanto riguarda la parte economica sulle teorie neoclassiche , è una filosofia di vita che ha nel concetto chiave di Homo oeconomicus [2] il nucleo centrale della sua ideologia totalizzante ," l'uomo a una dimensione" , l'uomo che non sa più distinguere tra bisogni "veri" e bisogni "falsi", come ebbe a definirlo Herbert Marcuse ,1967.
E va ricordato che comincia già negli anni '50 a farsi strada con una virulenza sempre più forte . Nasce la Scuola economica di Chicago (Milton Friedman , George Stigler) mentre in Europa si costituisce la Mont Pèlerin society (Von Hayek , karl Popper) .

E contrariamente a quanto viene mitizzato , il nucleo originario dell'Unione europea è pervaso già di neoliberismo seppure in posizione apparentemente non dominante . E il suo primo trionfo in Europa si avrà nel 1992 con il Trattato di Maastricht . Gli stati membri non potranno chiedere prestiti alla BCE mentre le banche private ne potranno avere facoltà . 

Così i governi dovranno ricorrere al mercato indebitandosi a causa degli alti interessi mentre le banche private che godranno di prestiti a bassi tassi di interesse dalla BCE vengono lasciate libere di creare "quasi denaro" con crediti di gran lunga superiori al fondo cassa e con la fabbricazione di titoli di diversa natura ,tra cui i "derivati" capaci di realizzare enormi guadagni come enormi perdite . 

E' un colpo micidiale contro la sovranità dello Stato che aveva potuto disporre nella sua storia di una banca centrale che creasse denaro per soddisfare i suoi interessi nazionali (Vedi Luciano Gallino,2013) . 

Passo dopo passo , mentre in Europa tutte le forze politiche decantano l'Europa dei popoli , bande di briganti che occupano la Commissione e il Consiglio europeo costruiscono una struttura oligarchica di comando mediante direttive , regolamenti , accordi (il più delle volte segreti).

Verranno partoriti mostri come il Patto Euro plus , i Six Pack, il Fiscal Compact...

Se di colpo di Stato si tratta preciso che non viene effettuato in questi ultimi tre-quattro anni ma lungo tutto un processo che per comodità di analisi possiamo far partire dal Trattato di Maastricht . 

Perché le sinistre non hanno reagito adeguatamente a tutte queste operazioni banditesche ? Semplice . Perché in modo seppure non dichiarato erano anch'esse neoliberiste (nel migliore dei casi con una qualche spruzzatina di neokeinesismo) .

Un "neoliberismo di sinistra" che in parte arriva direttamente dalla scuola di Chicago e in parte dagli incontri ( favoriti da Confindustria e fondazioni varie ) negli anni '70-80 di intellettuali di estrazione comunista con studiosi sovietici , critici di una pianificazione centralizzata e fautori del recupero del mercato come superiore pianificatore . 

Nel desiderio di costruire una opposizione "moderna" che sapesse lasciare alle spalle la "burocratica" pianificazione sovietica apparve opportuno ai "nostri" giovani (vedi D'Alema ,Veltroni...) recuperare la "mano invisibile" di Adam Smith [3] e con essa il mercato come supremo regolatore dell'economia . 

Ideologia totalizzante che penetra nei sindacati confederali e cattura gli intellettuali di sinistra...

Allo stato attuale , tramite il neoliberismo, l'egemonia della grande borghesia finanziaria sembra invincibile e la "vita liquida" appare come il destino definitivo dell'umanità... e certo è che se si vuole costruire un progetto politico che abbia nell'uguaglianza il suo orizzonte primario , bisogna innanzitutto combattere e poi seppellire il neoliberismo e il suo Homo oeconomicus... e questa non è impresa da poco...




Note di sd:

1] Zigmund Bauman Nei suoi ultimi lavori, Bauman ha inteso spiegare la postmodernità usando le metafore di modernità liquida e solida. Nei suoi libri sostiene che l'incertezza che attanaglia la società moderna deriva dalla trasformazione dei suoi protagonisti da produttori a consumatori[2]. In particolare, egli lega tra loro concetti quali il consumismo e la creazione di rifiuti umani, la globalizzazione e l'industria della paura, lo smantellamento delle sicurezze e una vita liquida sempre più frenetica e costretta ad adeguarsi alle attitudini del gruppo per non sentirsi esclusa, e così via.

L'esclusione sociale elaborata da Bauman non si basa più sull'estraneità al sistema produttivo o sul non poter comprare l'essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi parte della modernità. Secondo Bauman il povero, nella vita liquida, cerca di standardizzarsi agli schemi comuni, ma si sente frustrato se non riesce a sentirsi come gli altri, cioè non sentirsi accettato nel ruolo di consumatore. La critica alla mercificazione delle esistenze e all'omologazione planetaria si fa spietata soprattutto in Vite di scarto, Dentro la globalizzazione e Homo consumens.

Secondo Bauman, nella modernità la morale è la regolazione coercitiva dell’agire sociale attraverso la proposta di valori o leggi universali a cui nessun uomo ragionevole (la razionalità è caratteristica della modernità) può sottrarsi. Non si può invece parlare della morale post-moderna, perché la fine delle "grandi narrazioni" del Novecento, cioè le ideologie, ha reso impossibile la pretesa di verità assolute, e quindi ci possono essere tante morali.

2]  Homo oeconomicus è un concetto fondamentale della teoria economica classica: si tratta, in generale, di un uomo le cui principali caratteristiche sono la razionalità (intesa in un senso precipuo, soprattutto come precisione nel calcolo) e l’interesse esclusivo per la cura dei suoi propri interessi individuali. wikipedia

3]  Adam Smith (Kirkcaldy, 5 giugno 1723Edimburgo, 17 luglio 1790) è stato un filosofo ed economista scozzese, che, a seguito degli studi intrapresi nell'ambito della filosofia morale, gettò le basi dell'economia politica classica.

Spesso Smith è stato definito il padre della scienza economica. In effetti, nonostante molti precursori dell'economia classica avessero prodotto singole tessere o parti dell'intero mosaico, nessuno di essi fu in grado di fornire in un'unica opera il quadro generale delle forze che determinassero la ricchezzadelle nazioni, delle politiche economiche più appropriate per promuovere la crescita e lo sviluppo e del modo in cui milioni di decisioni economiche prese autonomamente vengano effettivamente coordinate tramite il mercato.Adam Smith viene considerato unanimemente il primo degli economisti classici, sebbene non sia facile individuare con precisione la fine del mercantilismoe l'inizio dell'età classica, poiché per un certo periodo ci fu una sovrapposizione tra le due correnti di pensiero.

L'opera più importante di Smith è intitolata Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776). L'opera di Adam Smith chiude il periodo dei mercantilisti, da lui così definiti e criticati, dando avvio alla serie di economisti classici superando i concetti definiti dai fisiocratici. La ricchezza delle nazioni diventa il testo di riferimento per tutti gli economisti classici del XVIII e XIX secolo, come David Ricardo, Thomas Robert Malthus, Jean-Baptiste Say, John Stuart Mill, che o ne ripresero il contenuto per elaborare le proprie posizioni, anche divergenti fra di loro, oppure la criticarono alla ricerca di nuove vie. La ricchezza delle nazioni è però anche un importante libro di storia economica, perché vi vengono descritte le trasformazioni dell'economia inglese del tempo.

La concezione di Smith a proposito dello scopo della scienza economica segue quella dei mercantilisti, tendente alla spiegazione della natura e delle cause della ricchezza delle nazioni. In termini moderni si direbbe che Smith fu un teorico della macroeconomia, interessato alle forze che determinano la crescita economica, anche se le forze di cui egli parlava erano ben più ampie rispetto all'ambito della moderna economia: il suo modello economico è ricco di considerazioni di tipo politico, sociologico e storico.  wikipedia

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