sabato 12 settembre 2015

L'Italia, laboratorio di guerra della Nato


Un terzo del territorio della Sardegna è sotto servizio militare NATO: queste sono alcune delle ragioni che imporrebbero all'Italia di uscire da questa alleanza, che poi non è un'alleanza, ma una sudditanza.

Tatiana Santi

Massimo Zucchetti, ingegnere nucleare e docente al Politecnico di Torino, uno dei promotori della campagna No Guerra No Nato.



Basi militari americane sparse per tutto il territorio, 80 bombe atomiche, sistemi di spionaggio elettronico e di comunicazioni satellitari per guidare droni. Di quale Paese parliamo? L'Italia, che diventa un vero laboratorio di guerra della Nato.
Si continua a giocare alla guerra infatti, ma questa volta l'Italia lo fa a casa sua. A fine settembre prende il via la più grande esercitazione NATO dalla fine della guerra fredda. La "Trident Juncture 2015" con l'utilizzo di quasi 40 mila uomini, 60 navi e 200 aerei si svolgerà in Italia dal 28 settembre al 6 novembre, oltre che in Spagna e Portogallo

La Nato mostra così i muscoli a Mosca.
Ma l'Italia, colonizzata militarmente dagli Stati Uniti, vorrà veramente giocare a questa guerra? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione Massimo Zucchetti, ingegnere nucleare e docente al Politecnico di Torino, uno dei promotori della campagna No Guerra No Nato.

Perché secondo lei l'Italia dovrebbe uscire dalla Nato?
— I motivi per cui l'Italia dovrebbe uscire dalla Nato sono molteplici. Parto da quelli che riguardano più strettamente la mia professione, io sono un ingegnere nucleare e mi intendo di armamenti. L'Italia in questo momento sta contravvenendo al trattato di non proliferazione nucleare: ha sul suo territorio 80 bombe atomiche, 50 nella base di Ghedi e 30 in quella di Aviano, che sono di proprietà e di uso degli Stati Uniti d'America. La militarizzazione del territorio italiano, le basi che sono sparse un po' in tutto il Paese, un terzo del territorio della Sardegna è sotto servizio militare: queste sono alcune delle ragioni che imporrebbero all'Italia di uscire da questa alleanza, che poi non è un'alleanza, ma una sudditanza.

© AFP 2015/ DANIEL MIHAILESCU
Nato, dopo Trident Juncture, prepara grande esercitazione nel Mar Baltico-

-A fine settembre in Italia parte la maxi esercitazione della Nato "Trident Juncture 2015". Possiamo dire che l'Italia gioca alla guerra in casa?
Ci si deve esercitare ancora per qualche cosa? Trovo che queste esercitazioni siano molto utili per chi le fa, ovvero sia per i generali e le cariche direttive. Prima hanno provato a localizzare queste esercitazioni in Sardegna, però la popolazione sarda ha manifestato in maniera pesante contro il loro svolgimento. Alla fine le hanno spostate in Sicilia, territorio altrettanto afflitto da questi servizi militari, basi militari e installazioni di guerra come il Muos. Noi siamo assolutamente contrari ad ospitare qualsiasi tipo di esercitazione militare, l'Italia non è un Paese che desidera, nel 95% credo della sua popolazione, questo tipo di cose. Ne abbiamo abbastanza di esercitazioni.

— "Trident Juncture 2015" prende il via il 28 settembre e durerà fino al 6 novembre. Parliamo delle più grandi esercitazioni dalla fine della guerra fredda. Possiamo dire che l'Italia si trova coinvolta nella tensione che sale tra Stati Uniti e Russia?
-Io credo che l'atteggiamento che l'Italia ha verso la Russia é assolutamente riprovevole. Penso che faccia anche un po' ridere che un piccolo servo sciocco di una grande potenza che sta portando avanti guerre abbia il coraggio di rimproverare in qualche modo la Russia. Invece la Russia non mi pare abbia mai rimproverato l'Italia per tutte le schifezze a cui l'Italia sta partecipando a livello di guerre, che sono state mascherate da missioni di pace. Le missioni di pace non si fanno con le armi: la Siria, la Libia, l'Iraq, l'Afghanistan si trovano coinvolti in guerre dove l'Italia ha avuto un ruolo, seppur piccolo, dal punto di vista non del suo popolo, ma del governo che ci comanda.
Non mi pare che il governo della Russia abbia mai osato dire qualcosa contro l'Italia. Trovo ridicolo che il signor Renzi abbia il coraggio anche solo di rivolgere la parola al presidente Putin. Comunque se gli rivolge la parola, dovrebbe avere un minimo di rispetto, come si ha fra capi di Stato. Quando si sono trovati, Renzi ha fatto buon viso a cattivo gioco: pacche sulle spalle e avrà anche scattato dei selfie probabilmente. Il ruolo dell'Italia, che in passato era di equidistanza e un po' più indipendente dagli Stati Uniti, adesso è completamente perduto.


— L'Italia forse ha un ruolo cruciale per la Nato con le basi militari sparse per il suo territorio, le 80 bombe atomiche, il Muos, il sistema Ags di spionaggio elettronico di Sigonella. Alla fine l'Italia è come un "laboratorio di guerra" per gli Stati Uniti?
— Lei ha detto la parola giusta, che è stata ripetuta dal nostro ministro della Difesa un paio di anni fa. Il ministro disse: "l'Italia è come un'immensa portaerei distesa nel Mediterraneo" pronta per essere utilizzata come base per le varie guerre che sono in atto e quelle che sono in programma. Peccato che la stessa frase l'avesse detta un certo Benito Mussolini durante la fine degli anni '30. 
Mussolini non ha fatto una bella fine. Io auguro, senza niente di cruento, agli attuali governanti che si rendano conto di una cosa: l'Italia non è una portaerei militare distesa nel Mediterraneo, dovrebbe essere invece una terra di pace, di incontro fra Nord e Sud, non solo per la sua posizione geografica, ma anche per la sua tradizione culturale.

Lei ha ragione, l'Italia è piena di basi militari, i bombardamenti che avvennero nei Balcani nel 1999 partirono per una buona metà da basi militari italiane. Anche adesso varie operazioni di guerra vengono pianificate, per esempio utilizzando i sottomarini nucleari attraverso le basi italiane, come quella siciliana ad Augusta.

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