lunedì 14 settembre 2015

PROPOSTA CONCRETA PER ESECUTATI E INDEBITATI

Alberto Appeddu

CARBONIA  SFRATTO DELL'AZIENDA AGRICOLA TERRA SEGADA
Nel mondo delle esecuzioni riscontro che sempre più persone si rivolgono all'avvocato quando il bene è già venduto. 
Salvare i beni venduti, salvo qualche cavillo particolare, è di difficile accoglimento da parte di giudici, spesso poco propensi a ragionare di diritto, spicciativi a divincolarsi da responsabilità e poco coraggiosi (diceva il mio maestro, il buon avvocato Giannino Guiso, affermava che sia i giudici che gli avvocati hanno un ruolo sociale fondamentale, quello di innovare il diritto, che essendo soggetto ad interpretazione, non è scienza esatta). 

Spesso questa competenza innovativa, però, rimane lettera morta, dall'altra parte, con esecuzione in corso, quindi opponibile, molti esecutati preferiscono rivolgersi a discutibili società d'oltre mare che portano via denari e soprattutto la documentazione (che spesso, tra le altre cose, non rendono) per non risolvere alcunché, cosicché il cancro esecuzione si trasforma irreversibilmente nella morte vendita, morte dalla quale è difficilissimo se non impossibile risorgere

In questa fase utile e moralmente da plauso, l'opera del movimento per il diritto alla casa, su tutti non posso che fare i miei complimenti a Roberta Modena per tutto l'impegno profuso a favore dei soggetti che si sono visti venduto il bene all'asta. Spesso, però questi movimenti confondono la legge con la morale, sbagliando, anche perché i due sostantivi non coincidono anzi, al contrario, spesso e volentieri se c'è qualcosa che differisce dalla morale è proprio la legge.

Se si vuole risolvere, il problema, è necessario fondere il movimentismo con la competenza e combattere la guerra quello del diritto del debitore (preliminare e propedeutico al diritto alla casa) non con lo stomaco ma con la testa. 

Come? Attraverso l'associazionismo intelligente. 

Propongo (per la gioia della mia amica Francesca Pinna) attraverso le mie pagine la creazione di tre organizzazioni. 

  • La prima con la partecipazione di tutti i soggetti esecutati, o che si siano trovati venduti all'asta i beni
  • la seconda di cittadini sensibili al problema dell'indebitamento che abbiano voglia di contrastare un sistema cancerogeno fatto dal sistema bancario e tributario che governa la politica e sta portando alla morte la nostra macro e micro economia (ormai le famiglie, anche quelle non esecutate tra mutui con tassi esosi e cartelle di Equitalia, difficilmente arrivano a fine mese, per non parlare di chi ha un'idea imprenditoriale che vuole realizzare, muore alla partenza ndr.)
  • la terza un centro studi giuridico, che oltre all'assistenza in causa avrebbe quale scopo principale quello di studiare delle norme di legge di iniziativa popolare per superare il problema reale che sta dietro quello delle esecuzioni: il problema dell'indebitamento selvaggio ed incontrollato e dell'anatocismo applicato da banche ed Equitalia alle famiglie ed alle imprese. 

Solo attraverso norme innovative, la creazione di fondi di garanzia, la ricontrattazione dei mutui si arriva a risolvere realmente il problema. 

Lancio un'appello, agli amici esecutati, a tutti i movimentisti, ai sindaci (a cui invito a fare un censimento sul numero di esecuzioni in corso e sulla situazione di indebitamento dei loro cittadini, creando degli osservatori sul fenomeno), i colleghi che vogliono approfondire la materia con il desiderio di innovare il diritto, la Chiesa e tutti coloro che hanno la volontà di voler cambiare, ognuno per la propria parte un sistema malato, si accomodino. 

La pietra l'ho lanciata. A voi le risposte.



nota di SD: 
LA RINEGOZIAZIONE DEL DEBITO: PERCHÉ CONVIENE - Ai creditori conviene accettare una simile proposta: per gli istituti di credito si tratta di un affare perché, nel caso in cui il cittadino non potesse più pagare il mutuo sulla casa e la banca decidesse di metterla all’asta, guadagnerebbe molto meno del prezzo iniziale per colpa della svalutazione degli immobili causata dalla crisi economica. Anche a Equitalia conviene accettare la rinegoziazione del debito perché, non potendo pignorare una prima casa, in questo modo riuscirebbe a rientrare in possesso di una parte dei soldi. Stesso discorso per le aziende e per i fornitori, che percepiscono dallo stato agevolazioni fiscali per il fatto di aver ricevuto meno entrate di quanto previsto.
Una “legge salva-suicidi” che permette a chi è in gravi difficoltà economiche di rinegoziare i propri debiti contratti con banche, fornitori e persino con Equitalia, permettendo ai privati cittadini di non subire espropri finendo per perdere ogni cosa [...] la legge 3/2012, una legge varata per contrastare i devastanti effetti che la crisi economica ha avuto su molti privati cittadini, stretti in una morsa fatta di disoccupazione, riduzione dell’attività lavorativa e scadenze da onorare a cui non riescono più a far fronte anche a causa di eventi eccezionali  giornalettismo


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