sabato 28 novembre 2015

Sa Defenza aderisce e sostiene la risoluzione contro COP 21 e incoraggia tutti e tutte a firmare la petizione di The Schiller Institute, per fermare la frode della conferenza sul clima COP 21 che si terrà a Parigi






Una Soluzione Per difendere la vita di miliardi di persone


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Petizione dello Schiller Institute: fermare la frode della conferenza sul clima COP21




La seguente risoluzione è stata stilata dallo Schiller Institute con l’intento di raccogliere firme di professionisti qualificati, leader politici e normali cittadini a livello internazionale.

Le condizioni di vita di miliardi di persone dipendono dalla capacità di respingere l’agenda proposta alla conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite che si terrà a Parigi in dicembre (COP21). L’iniziativa di Parigi, che punta a far adottare misure vincolanti per ridurre le emissioni di CO2, deve essere respinta per due motivi: la realtà scientifica, ovvero che non sono le attività umane a causare cambiamenti catastrofici del clima, e le conseguenze letali che avrà l’approvazione del programma proposto di riduzione delle emissioni di CO2.
Non esiste alcuna base legittima per la conferenza COP 21. Mettiamo fine a questa frode!

Benché la narrativa sui cambiamenti climatici sia una propaganda eccezionalmente finanziata, c’è un’immensa quantità di solide prove scientifiche che contraddice chiaramente la tesi che i cambiamenti climatici catastrofici siano causati dalle emissioni umane di gas serra. Per fare un esempio, le rilevazioni satellitari dimostrano che negli ultimi diciotto anni la temperatura globale media è rimasta stabile, anche se sono aumentate costantemente le emissioni antropiche di gas serra. Questo evidenzia il fatto che il clima non reagisce all’anidride carbonica nel modo illustrato dagli allarmisti del clima; in altre parole, il clima terrestre non è altamente sensibile ai mutamenti di concentrazione di CO2 nell’atmosfera.

Le previsioni dei modelli utilizzati per il clima si sono rivelate clamorosamente sbagliate per via di questa tesi erronea secondo la quale il clima sarebbe particolarmente sensibile all’anidride carbonica, e più passano gli anni più aumenta la divergenza con la situazione reale. I graduali mutamenti del clima ai quali abbiamo assistito negli ultimi decenni, come i graduali mutamenti ai quali assisteremo, non sono e non saranno un motivo d’allarme. La maggior parte di questi cambiamenti sono naturali, e qualsiasi impatto gli esseri umani possano avere è relativamente minore. Un’economia sana ed in crescita sarà in grado di adattarsi.

Dobbiamo anche comprendere che l’anidride carbonica non è un inquinante, è una parte fondamentale della biosfera. Considerato che gli attuali livelli di CO2 nell’atmosfera sono al di sotto dell’ideale per la crescita della vegetazione, gli aumenti di concentrazione di CO2 causati dall’uomo stanno contribuendo ad un aumento delle produzioni agricole e della crescita delle piante, creando un pianeta sempre più verde.

Ma il vertice di Parigi non è soltanto uno spreco di tempo e di risorse per un fantomatico problema che esiste soltanto all’interno di alcuni modelli del computer, la drammatica verità è che i programmi per la riduzione di CO2 che sono stati proposti aumenteranno la povertà, abbasseranno le condizioni di vita, ed aumenteranno i tassi di mortalità in tutto il pianeta. Non è infatti possibile la crescita demografica e il miglioramento delle condizioni di vita se si utilizzano soltanto l’energia solare, eolica, o altre forma di cosiddetta “green energy”.

Più nel dettaglio, questa strategia è fortemente auspicata dai moderni seguaci dell’ideologia di riduzione della popolazione di Thomas Malthus. Organizzazioni come il World Wildlife Fund/World Wide Fund for Nature (WWF) hanno ripetutamente dichiarato che l’attuale popolazione umana è superiore di miliardi di unità rispetto alla capacità della Terra, e quindi bisogna ridurla dei miliardi in eccesso. L’attuale spinta per un programma di riduzione delle emissioni di CO2 trova radici profonde in questa ideologia malthusiana. Ma così come Malthus aveva torto nel XVIII secolo, i suoi seguaci hanno torto oggi.

La crescita economica ad alta intensità di energia e di tecnologia è essenziale per l’esistenza umana. Può essere misurata da livelli sempre più alti di densità del flusso energetico pro capite e per area. Questo genere di progresso, crescita e sviluppo è un diritto universale e attualmente le emissioni di CO2 sono una parte fondamentale di quel processo per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. L’adozione di misure legali vincolanti nell’ambito del piano di riduzione delle emissioni alla conferenza di Parigi condannerà miliardi di persone a livelli di vita inferiori, con tassi di mortalità più elevati, maggiore povertà, e la privazione del diritto inalienabile di partecipare al processo di migliorare il futuro per la società nel suo insieme.

Questo è profondamente immorale.

Per questi motivi il programma di riduzione delle emissioni di CO2 della conferenza COP 21 di Parigi va respinto.




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