venerdì 4 marzo 2016

LA NSA CI SPIA: UN TRIONFO DELLA DEMOCRAZIA

comidad 



Nei giorni scorsi è arrivata l’ennesima “sconvolgente rivelazione” sulle intercettazioni della National Security Agency che non risparmiavano proprio nessuno. Ma come spiegare che i governi europei, pronti a fare sfracelli se gli USA non si fossero scusati, poi hanno ingoiato il rospo? La risposta ce la fornisce il nostro ministro degli Esteri Gentiloni, che dichiara i suoi timori di isolarsi dagli USA nel momento in cui ci sono in ballo la questione libica e quella siriana, come se quei casini non ce li avessero combinati proprio gli USA. Un altro miracolo dell’ISIS? Oppure una propensione irresistibile al calo di brache di fronte al grande “alleato

L’altra sconvolgente rivelazione è che la NSA spiava anche le conversazioni del Buffone di Arcore (e lui, in fatto di intercettazioni, se la prendeva solo con i magistrati italiani). La notizia si presta a facili ironie, e c’è anche chi si figura nella circostanza lo stato confusionale delle spie americane. Gli italoforzuti ipotizzano anche un coinvolgimento americano nella cacciata del Buffone nel 2011. Ma ovviamente se la prendono soprattutto con Giorgio Napolitano, dimenticandosi di quando lo stesso Napolitano salvò il governo Berlusconi nel 2010 rimandando il voto di sfiducia richiesto da Gianfranco Fini, offrendo così al Buffone la possibilità di comprarsi i parlamentari. Il colpo di Stato di Napolitano nel 2011 vi fu, eccome, ma consistette nell’impedire lo sbocco costituzionale delle elezioni anticipate in nome dell’emergenza-spread.

Sta di fatto che queste “rivelazioni” sulla violazione della “privacy” del Buffone allontanano dalla vera questione, e cioè che la NSA è dedita soprattutto allo spionaggio commerciale ed industriale. Lo spionaggio commerciale è altrettanto importante di quello industriale e, dato che certi affari internazionali richiedono la firma dei capi di governo, ecco spiegato il vero motivo per stare ad ascoltare le loro conversazioni. Avere in anticipo la “dritta” sulla conclusione di un affare, vuol dire trovarsi in mano un’informazione preziosa per le speculazioni di Borsa. La “sicurezza” costituisce un ottimo pretesto per far soldi. 

La NSA non è soltanto il maggior committente di Silicon Valley, per miliardi di dollari l’anno, ma anche il suo fornitore di tecnologie. Fece un po’ di scalpore qualche anno fa sulla stampa estera il fatto che uno dei maggiori dirigenti di Facebook (un responsabile della sicurezza!) sia andato a lavorare per la NSA, ma questo revolving door è soltanto uno dei tanti aspetti dell’intreccio tra strutture statali e capitalismo cosiddetto “privato”.

Obama ha deciso. Per rispondere alle proteste di migliaia di persone spiate dalla NSA in tutto il mondo, il presidente USA ha stabilito che le tutele della privacy saranno estese anche ai cittadini al di fuori degli Stati Uniti. Ora anche il Buffone, la Merkel e Sarkozy potranno avviare una “class action” se saranno di nuovo spiati. I comici ci sono anche oltreoceano. Magari un domani si offrirà ai sudditi dell’impero anche l’opportunità di farsi eleggere presidente degli Stati Uniti, per quello che conta. 

Si può essere certi però che l’iniziativa di Obama renderà anche questo infortunio della NSA un’ulteriore occasione per gli Europei di celebrare l’ennesimo “trionfo” della democrazia americana, una “democrazia” che sarebbe sempre pronta a superare i suoi “errori”. L’americanismo, come tutte le religioni, si alimenta soprattutto delle sue smentite. In fatto di fanatismo religioso, l’ISIS ha ancora parecchio da imparare dagli americo-credenti nostrani.

I media ci avvertono che l’iniziativa di Obama non è solo a beneficio dei sudditi dell’impero, finalmente anche loro equiparati ai cittadini americani, ma anche per rassicurare le aziende americane in vista del TTIP, il mercato unico tra UE ed USA, la “NATO economica”. Perché mai le aziende americane dovrebbero sentirsi rassicurate? In fondo sono le multinazionali statunitensi a beneficiare dello spionaggio industriale e commerciale della NSA. Per fortuna quella di Obama è solo propaganda, e tutto continuerà come prima. Anzi, meglio di prima.
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La vera equiparazione dei cittadini europei ai “diritti” dei cittadini americani avverrà infatti con il TTIP. Per distrarre l’opinione pubblica dall’avvento del TTIP, in questi giorni si è dovuto addirittura costringere Nichi Vendola ad esibire aspirazioni alla paternità da gettare in pasto ai media. I processi fanno paura e, per scamparla, Vendola ha accettato di bruciarsi come leader politico per vestire i panni dello zimbello mediatico a pro della distrazione di massa.

In Europa, a proposito di merci, vige il principio di precauzione, mentre negli USA funziona il cosiddetto “aftercare”, in base al quale si può mettere in commercio qualsiasi prodotto la cui nocività non sia scientificamente dimostrata. In base alla legge europea, un pollo viene considerato come “allevato a terra” se non ci sono più di nove galline a metro quadro, mentre negli USA il 95% dei polli è allevato in batteria, con ventitré galline a metro quadro. Finché i polli non si suicidano, non ci sono prove scientifiche che soffrano. Ma, nel caso del TTIP, i veri polli sono i cittadini europei.


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