mercoledì 20 aprile 2016

Uso di anidride carbonica  (CO2)  nella produzione di plastica della BAYER
"Eco-imbroglio piuttosto che sostenibilità"

















Il 17 giugno, COVESTRO, una sussidiaria della BAYER, aprirà la cosiddetta "fabbrica sogno" a Dormagen in Germania. L'impianto utilizzerà anidride carbonica per produrre poliuretano. La BAYER descrive questo processo come "un approccio olistico alla sostenibilità". La BAYER ha commissionato alla agenzia di pubbliche relazioni Ketchum Pleon la preparazione di una campagna di marketing e, in una presentazione, si afferma baldanzosamente che la fabbrica sarà "presentata a politici, partner commerciali, dipendenti e pubblico, come un progetto di esemplare sostenibilità".

In contrasto con ciò, vi sono esperti indipendenti che descrivono l'impianto come un eco-imbroglio. Criticano la grande quantità di energia necessaria per attivare l'anidride carbonica e non considerano il progetto come un avanzamento in campo ecologico. Chiedono invece la riduzione del consumo di plastica e passi efficaci per evitare i rifiuti di plastica.

È difficile immaginare una strategia che consumi più energia dell'uso di CO2, la molecola col più basso livello energetico, per produrre sostanze complesse ad alto livello energetico. Non ci sono dunque motivazioni ecologiche per promuovere la CO2 come base per prodotti di sintesi. E' piuttosto soltanto una "mano di verde" sulla propria immagine. Naturalmente l'industria è orgogliosa di poter vantare un procedimento che trasforma la CO2 in sostanze apparentemente utili. Gli strateghi delle pubbliche relazioni della BAYER contano sul fatto che il grande pubblico non si concentri sulla follia energetica di questo processo.
Philipp Mimkes della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla BAYER (CBG Germania): "L'eventuale uso di CO2 nella produzione di materie plastiche avrebbe un peso minimo alla luce delle quantità esponenzialmente maggiori che vengono rilasciate dai processi combustivi per produrre l'energia necessaria. Basta dare un'occhiata alle cifre: la BAYER intende produrre 5,000 tonnellate di polyol sulla base di 1,000 tonnellate di CO2, che sono un 5millesimo delle 5 milioni di tonnellate di CO2 emesse annualmente dalla BAYER.”
Circa l'8% del consumo globale di petrolio va nella produzione di materie plastiche. Specialmente la produzione di poliuretano richiede tantissima energia e per ogni tonnellata di prodotto vengono emesse fino a cinque tonnellate di anidride carbonica. Anche aumentando di qualche punto percentuale l'efficienza del processo produttivo esso rimane non sostenibile. Dietro all'eufemistico nome di "fabbrica sogno", c'è la totale non sostenibilità.

Il governo tedesco ha finanziato il progetto con 4 milioni di euro. La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla BAYER, chiede che i fondi del governo non siano utilizzati per finanziare l'industria chimica, ma per raggiungere veri progressi ecologici. Le materie plastiche dovrebbero essere sostituite, per quanto possibile, da materiali biodegradabili e il consumo di plastica deve essere drasticamente ridotto. Il resto dovrebbe essere prodotto a partire da materie prime rinnovabili, come alghe, scarti di legno o paglia, che non competo no con la produzione di cibo.

Le schiume di poliuretano si trovano in articoli comuni come tappezzerie, attrezzature sportive e componenti per l'automobile. La BAYER si è separata dal suo settore di produzione di plastica nel 2015, ma detiene il pacchetto di maggioranza della COVESTRO e ne rimane responsabile.


ulteriori informazioni:

=> la Coalizione chiede la messa al bando della microplastica: www.cbgnetwork.org/6096.html

=> Produzione di poliuretani della BAYER: Critiche di gruppi ambientalisti www.cbgnetwork.org/5962.html


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