mercoledì 6 luglio 2016

Emailgate, FBI scagiona Hillary Clinton. Critiche da Congresso, ciclone Trump
© REUTERS/ Lucas Jackson

Nella giornata di ieri l'FBI ha annunciato di aver completato le indagini preliminari sull'inchiesta denominata “Emailgate” nei confronti dell'ex segretario di Stato Hillary Clinton: non ha trovato motivazioni per incriminarla.


In questo modo gli investigatori hanno messo una pietra sopra lo scandalo che avrebbe potuto chiudere bruscamente la campagna elettorale di Hillary Clinton per la Casa Bianca.

Il direttore dell'FBI James Comey ha dichiarato che a margine delle indagini del caso "Emailgate" gli investigatori non hanno trovato motivazioni valide per avviare un procedimento penale contro la Clinton. All'FBI hanno spiegato di non aver trovato alcun riscontro sulla violazione del server di posta elettronica privato dell'ex segretario di Stato, attraverso cui gestiva la corrispondenza ufficiale.

Allo stesso tempo Comey ha riconosciuto che teoricamente esiste la possibilità che gli hacker abbiano ottenuto l'accesso ad una serie di messaggi della Clinton, affermando che "la cultura della sicurezza" nel Dipartimento di Stato a quel tempo era "in generale inadeguata."

Il presidente della Camera dei Rappresentanti Paul Ryan ha criticato la decisione dell'FBI di non perseguire l'ex segretario di Stato e candidato presidenziale dei Democratici Hillary Clinton per il caso "Emailgate".

"Rispetto i professionisti dell'FBI, ma questa decisione è inspiegabile. Nessuno è al di sopra della legge", — ha twittato Ryan.
  1. While I respect the professionals at the FBI, this announcement defies explanation. No one should be above the law.


Secondo il presidente della Camera dei Rappresentanti, con le sue dichiarazioni, il direttore dell'FBI danneggia l'oggettività e il rispetto assoluto della legge.

In precedenza con una critica simile era intervenuto il candidato dei Repubblicani Donald Trump, che ha definito la decisione dell'FBI "ingiusta" e il sistema di potere "marcio".

Nel quartier generale di Hillary Clinton, a sua volta è stata espressa soddisfazione per il completamento delle indagini dall'esito favorevole, riconoscendo che l'uso di un server personale per la corrispondenza ufficiale è stato un errore.
Quando ricopriva la carica di segretario di Stato nel 2009-2013, Hillary Clinton ha gestito la corrispondenza ufficiale e privata attraverso il proprio server. Per questo è stata accusata di nascondere le informazioni alle autorità, di aver messo a rischio i segreti di Stato e di essersi esposta all'attacco di hacker stranieri.
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